il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Covid Center: la notte delle streghe

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Mano a mano che le nubi cupe e scure si diradano, ecco che dalla super inchiesta giudiziaria inerente la realizzazione dei tre nuovi “Covid Center” di Napoli, Caserta e Salerno incominciano a venire alla luce alcune rivelazioni scottanti ed inquietanti per il modo, i tempi e le circostanze in cui sono state portate a termine dal gruppo di investigatori incaricati dalla procura di Napoli.

La specificità dell’indagine riguarda soprattutto i quattro giorni che hanno segnato il momento topico della lotta al Coronavirus in Campania:  16 – 17 – 18 e 19 marzo 2020.

Sono i giorni in cui l’intera popolazione della Campania invocava decisioni concrete e ravvicinatissime al governatore Vincenzo De Luca per contenere il contagio da coronavirus che in quel momento appariva inarrestabile e mortale; e le decisioni concrete e ravvicinate arrivarono con una tempestività ed un’autorevolezza che solo il governatore-kaimano poteva e può dare. Ovviamente tutte le decisioni immediate possono nascondere alvei oscuri e, a volte, deleteri; tutto dipende dagli uomini e dalla loro integrità intellettuale e morale. A pelle avverto la necessità di affermare che tutti gli uomini fedelissimi ammessi nel “cerchio magico” sono, almeno sulla carta, eccellenti manager ed organizzatori.

In questo si sta affannando la Procura di Napoli, con i suoi numerosi investigatori, alla ricerca di eventuali crepe di illegalità nello storico “sistema di potere deluchiano”; e presto i pm Mariella Di Mauro e Simone De Roxas si renderanno, forse, conto dell’inattaccabilità della posizione del governatore anche nel caso in cui dovessero scoprire crepe di illegalità nella task-force costituita in regione per far fronte a tutte le esigenze del covid, soprattutto in materia di “posti letto per terapia intensiva”.

Mano a mano, dicevo, che l’inchiesta va avanti i giornali riportano le più svariate notizie (finanche quella che i respiratori inviati a Salerno erano non funzionanti e mai messi praticamente in funzione), tutte rivolte a costruire intorno al governatore un attacco concentrico contro il suo “Fort Apache” dove si è, nel frattempo, rinchiuso in silenzio.

Certo che, dopo le rivelazioni su alcuni altri suoi fedelissimi (Alfonso Bonaiuto, Nello Mastursi e Fulvio Bonavitacola ed anche lo stesso Roberto De Luca – solo per citarne alcuni), sembra che davvero il cerchio possa stringersi intorno al governatore che al momento tace e non accusa e non difende i suoi uomini migliori; ho già scritto che per il momento il governatore è in attesa (una sorta di standby) dei nuovi e certi sviluppi dell’intera vicenda; solo allora scenderà in campo con la sua solita grinta o per attaccare a fondo la magistratura oppure per ridurre in briciole i suoi uomini migliori dai quali si sente tradito.

Intanto circolano voci sulla candidatura di Luca Cascone; c’è chi pensa che sarà ricandidato, c’è invece anche chi spera che venga tenuto in panchina; lo sapremo a breve; bisogna comunque tener conto, prima di stilare un giudizio su Cascone, che la sua posizione appare davvero quella assolutamente meno inquinata ed inquinante; scaricare sul consigliere regionale uscente la responsabilità di una connessione illegale tra aziende costruttrici e ente regionale mi appare come un’ipotesi suggestiva e surreale; ipotesi sulle quali molto spesso le Procure italiane scivolano pesantemente dopo aver procurato danni irreparabili alle persone fisiche ed alle istituzioni da essi rappresentate.

E come spesso accade, anche nel caso di Luca Cascone e gli altri, sono state violate tutte l regole scritte e consolidate; sono stati effettuati blitz contemporanei nelle abitazioni e negli uffici di Cascone, Verdoliva, Cuccurullo e Santaniello con l’esecuzione dei mandati di perquisizione domiciliare intorno alla mezzanotte (tra il 2 e il 3 agosto) in deroga agli ordinari orari consentiti con la giustificazione che la mattina stessa della perquisizione era stato pubblicato il video di Fanpage.

E ritorna la domanda che ho già posto qualche giorno fa: “Chi c’è dietro Fanpage, chi passa le veline, chi addirittura ne disciplina le pubblicazioni ad orologeria ?”.

 

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