il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Un grande artista GIGI PROIETTI :l’espressione genuina dello spirito romanesco, sensibile al rinnovamento della società.

Dr. Pietro Cusati

(Giurista – Giornalista)

 

Roma ,2 novembre 2020 Nel giorno dell’ ottantesimo compleanno è scomparso un grande artista, mattatore e showman di teatro e TV Gigi Proietti,un fuoriclasse, un gigante del palcoscenico italiano che lascia un vuoto incolmabile. Aveva pubblicato un’autobiografia dal titolo ‘Tutto sommato – Qualcosa mi ricordo’ (Rizzoli).Nato a Roma il 2 novembre 1940, appassionato musicista e cantante fin dalla giovinezza, durante l’universita’ si avvicina al teatro sperimentale. Discepolo di Ettore Petrolini,autorevolezza, cultura, generosità e umiltà.«Con Gigi Proietti non se ne va solo uno dei volti più amati dal pubblico, ma anche uno straordinario protagonista della nostra cultura. Proprio nel giorno del suo compleanno ci lascia un genio dello spettacolo che ha saputo divertire e commuovere milioni di italiani. La sua scomparsa addolora tutto il Paese»,così il premier Giuseppe Conte .Raccoglieva tutto il massimo che un artista può avere cantava, ballava, raccontava bene, sapeva coniugare il classico e il leggero. E anche quando raccontava una barzelletta, ne faceva una commedia. «Negli anni in cui abbiamo collaborato – racconta Alberto Angela – non ho avuto solo la fortuna di conoscere le sue doti professionali che tutti abbiamo avuto modo di apprezzare. Con la sua umiltà, la sua umanità e la sua semplicità, Gigi è stato uno degli uomini più veri, rispettosi ed umani che abbia mai incontrato. Mi stringo alla sua famiglia in questo triste momento e lo ringrazio per aver donato a me, ai miei programmi e a tutto il pubblico la sua arte, la sua visione della vita, condita sempre da quel sorriso indimenticabile che rimarrà impresso nei nostri cuori come un tatuaggio indelebile. Oggi se ne va uno dei nostri. Ciao Gigi».La sua carriera è una serie di successi a teatro, al cinema e in televisione. È anche doppiatore , tra gli altri di Marlon Brando, Robert De Niro, Dustin Hoffman ma anche del primo Rocky e del funambolico genio di Aladdin («molto divertente ma faticoso») fino a Enzo, il saggio golden retriever protagonista di Attraverso i miei occhi. Poi regista e poeta teatrale. In circa 50 anni di attività ha così collezionato 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. Proietti, prima come conduttore ,suo un Fantastico 4 nel 1983, poi come protagonista di fiction fortunatissime come Il Maresciallo Rocca, poi L’avvocato Porta .«Raccontare la propria vita non è cosa da tutti , scrisse nella sua autobiografia , Certo, chiunque può ricordare gli episodi, cercare di storicizzare, fare riflessioni su come passa il tempo e come cambiano le cose. Ma l’odore della povertà misto a quello del sugo della domenica, i richiami delle mamme ai figli discoli che non tornano per cena, l’allegria irrecuperabile del mercato, le chiacchiere sui marciapiedi come li spieghi a chi non c’era? I ‘faccio un goccio d’acquà sui muri ancora freschi di calce, la partita a tressette, la vita in strada, le donne ai davanzali, le chiacchiere dei disoccupati… Tutto questo, come puoi farlo rivivere in chi legge?», per arrivare a concluder che «forse non è stato neppure come lo ricordi tu, perchè nel ricordo hai enfatizzato qualcosa, e qualcos’altro hai rimosso».Attore poliedrico e versatile, regista, organizzatore, doppiatore, maestro di generazioni di attori ,era l’espressione genuina dello spirito romanesco. Alla grande cultura, alla capacità espressiva eccezionale, frutto di un intenso lavoro su se stesso, univa una simpatia travolgente e una bonomìa naturale, che ne avevano fatto il beniamino del pubblico di ogni età. Lo ha ricordato in un comunicato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche come intellettuale lucido e appassionato, sempre attento e sensibile alle istanze delle fasce più deboli e al rinnovamento della società. “Con Gigi Proietti scompare un grande protagonista della commedia italiana, un uomo di cinema e di teatro che ha vissuto intensamente la sua arte, apprezzato da milioni di italiani. Un maestro, un artista geniale che ha saputo realizzare i suoi sogni con generosità, facendo vivere realtà come il Globe Theatre a Villa Borghese, il Brancaccio e la sua scuola di recitazione che sono stati una vera e propria fucina di nuovi talenti. La sua risata sonora, il suo sguardo magnetico, la sua voce profonda, la sua genuina romanità ci mancheranno”. Così il ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.

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