il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

NETFLIX: le ombre su San Patrignano

Aldo Bianchini

La prima pagina della serie televisisa in onda su Netflix

SALERNO – Il grande network televisivo mondiale, NETFLIX, da poco tempo arrivato anche in Italia, è finito subito, come da prassi costante e consolidata, nelle polemiche violentissime; anche perché la nuova serie televisiva ricostruisce e racconta una delle vicende più controverse del nostro Paese, ovvero l’azione di Vincenzo Muccioli che è stato il creatore e il dominatore della “Comunità Rehab di San Patrignano”.

La docu-serie Netflix dal titolo inquietante “SANPA – luci e tenebre di San Patrignano” ricostruisce in chiave filmica la morte orrenda di Roberto Maranzano ucciso “… nella porcilaia della comunità da uno degli uomini più fidati di Muccioli, Alfio Russo, e poi portato in una discarica a Terzigno con l’intento di inscenare la fuga dalla comunità e un successivo regolamento di conti. Un delitto per cui Muccioli venne prima prosciolto e poi condannato per favoreggiamento …” (fonte Il Mattino del 6 gennaio 2021).

Naturalmente è bene precisare che Netflix ha piena facoltà, nonostante le leggi sul cosiddetto “diritto all’oblio”, di riprendere, ricostruire e mandare in onda vicende giudiziarie distanti oltre trent’anni da oggi; la storia ha sempre necessità di essere rivista, corretta e riscritta se vogliamo lasciare ai posteri qualche brandello di presunta verità.

E’ giusto, però, che le storie vengano scritte (questo lo sostengo da sempre) da persone indipendenti e non implicate nei fatti che si evocano e si raccontano.

Ecco, in questo il famoso e potentissimo Netflix, pur mettendo a segno un documentario di indubbio successo, ha fallito nella ricerca della verità storica affidando a due soggetti assolutamente parziali, il figlio di Roberto Giuseppe Maranzano e l’autista di Muccioli Walter Delogu; quest’ultimo (secondo il racconto di Red Ronnie, noto cantante italiano) da amico fedele si trasformò in traditore assoluto di Muccioli nel corso del dibattimento giudiziario in tribunale.

Solo per curiosità cronachistica va ricordato che Walter Delogu è il papà della notissima Andrea Delogu (già conduttrice de La Vita in Diretta su Rai/1), attuale notissima attrice di successo che ha praticamente vissuto la sua infanzia nella “Comunità Rehab di San Patrignano” nella quale erano ricoverati entrambi i suoi genitori.

Una immagine simbolo di Vincenzo Muccioli e della colonna infinita di giovani ricoverati nella sua struttura di recupero per tossicodipendenti

Questi, per sintesi, i fatti ricostruiti e narrati che non spostano, a mio avviso, più di tanto il giudizio positivo ma anche tagliente e controverso che noi italiani abbiamo dato, e continuiamo a dare, sull’efficienza e sulla genuinità della Comunità di San Patrignano fin dal 1978, anno della sua fondazione ad opera di Vincenzo Muccioli.

E’ stata da sempre una comunità terapeutica di recupero per tossicodipendenti in Italia, con sede in Via S. Patrignano, 53, 47853 Coriano (Rimini); una comunità che spesso è stata scelta e preferita da personaggi importanti della politica, dello spettacolo e dello sport per il ricovero dei loro figli bisognosi di essere aiutati.

Racconta così Red Ronnie l’incontro in comunità (dove era andato ad accompagnare un giovane tossicodipendente) con uno dei figli famosi: “Lì incontrai il figlio del grande attore Enrico Maria Salerno. Il padre qualche anno prima gli aveva pronosticato una serena dipartita, a causa della droga. Ebbene lì era guarito. Pensai che chi salva una vita salva il mondo. E per me Vincenzo aveva già vinto”.

 

Indubbiamente ha vinto anche per me nonostante i dubbi che mi hanno sempre accompagnato sui modi duri e forse brutali utilizzati come strumento di educazione e redenzione.

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