il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sedi vacanti di carità

Salvatore Memoli

(avvocato – manager – giornalista)

 

Avv. Salvatore Memoli

Verrà il giorno in cui Dio vi punirà. Ne sono certo che la storia ci farà vedere come le vicende umane cambieranno e chi soffre avrà la sua parte di ricompensa. Mons. Scarano si è trovato in una vicenda confusa e intrigata che lo presenta come protagonista di scelte sbagliate, comportamenti disdicevoli per un sacerdote, attività finanziarie che non trovano una spiegazione, secondo la logica di un vangelo che non ammette altro che la povertà. Quella della povertà è la pagina più bella degli insegnamenti evangelici, quella che apre la porta dei cieli e delinea una condizione che avvicina a Dio. Dio ha amato la povertà ma non ha mai detto che la ricchezza è la negazione del Cielo. L’uso della ricchezza errato smarrisce la via del Paradiso.

Da qui, sostenere che la ricchezza è demonizzazione e peccato sottintende una lettura del Vangelo che non è quella lasciata da Gesù. Dunque il pensiero di Paolo VI  che la ricchezza non è maledetta ma puó far perdere la via della salvezza, deve essere capita, approfondita e finalizzata.   Mons. Scarano ha avuto donazioni di danaro da gente ricca. Donazioni che egli ha destinato ad altri, a gente bisognosa o povera. Tutto è provato senza smentita. Lo ha fatto a Salerno a favore di persone singole ed istituzioni. Ha dato senza distinguo, entrando in una spirale perversa di altruismo, quella stessa che fa perdere la dimensione del gesto e fa ritenere agli altri che il tutto sia un atto normale, dovuto, quasi una riparazione dello svantaggio vissuto da certe persone. Infatti chi ha ricevuto non ha sentito il bisogno di testimoniarlo, una condizione  che avrebbe denunciato la loro miseria umana.

Ma più miserabile di tutti sono coloro che vivono la parola di Dio e la sentono come una vicenda meschina di comportamenti che all’apparenza devono essere corretti, condivisi e inattaccabili. In realtà queste persone, ecclesiastici inclusi, non hanno niente della grande tenerezza del vivere secondo Dio. Non sentono l’umiltà, non esprimono solidarietà, credono che la fraternità sia una dimensione opinabile e non una condizione indispensabile che porta alla salvezza. Condannano Scarano  perché non è stato come loro, gli attribuiscono scelte che non sanno interpretare, non accettano che abbia potuto disporre di un benessere da spendere per gli altri. Cercano in lui la pagliuzza senza vedere la trave che sta nei loro occhi. Scarano avrebbe potuto usare per sé le  sue disponibilità, invece le ha distribuite in mille rivoli di carità. Tutto il male che soffre oggi è quasi l’altra faccia di una storia umana beffarda che non ha rispondenza al Vangelo della carità. ” Tutto quello che avrete fatto a…. lo avete fatto a me”, ovviamente chi non ha fatto non ha nemmeno la fortuna di capire quanto è bella la sequela di Cristo.

Molti suoi confratelli e superiori vivono un messaggio scaduto, occupano ruoli che non vivono e testimoniano insegnamenti mai ascoltati da Dio. Mai un gesto di solidarietà, mai una mano tesa, mai una parola buona, mai un gesto di comprensione o di perdono. Perfino la faccia gli girano per strada, come ho potuto vedere con i miei occhi! I loro uffici sono “sedi vacanti”, occupate per sbaglio, non loro ma spettanti ad altri che saprebbero agire con amore e verità. Non ho paura di dire che sono vittime di raggiri fraudolenti, uomini massoni che hanno dato l’anima a satana, di cui ne sono servi.

Finchè non si vive la carità e il perdono, Dio non c’è! Scarano ha potuto commettere errori ma non si é macchiato di indifferenza agli occhi dei poveri. Ha gestito la ricchezza proprio come il mare tiene le acque che vengono un pó dappertutto ma sa che deve restituirle a tutti.

Altri non hanno avuto niente ed hanno trattenuto per sé anche il panno che la Veronica mise  a disposizione di Cristo sul Calvario.

E non importa quanta prudenza circoscrive il loro agire o se coprono il pugnale con un panno di seta raffinato. Uccidono per loro conto e per conto di chi gli arma la mano, con una crudeltà feroce e disumana.

Davanti agli uomini potranno raccontare le loro ragioni, davanti a Dio ascolteranno le loro condanne meritate!

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