il Quotidiano di Salerno

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IL COMMISSARIO “RICCIARDI” UNA GRANDE PUBBLICITA’ PER IL CILENTO

Dr. Michele D’Alessio (giornalista-agronomo)

Sei puntante, sei grandi successi di Rai 1 fiction del “Commissario Ricciardi’’, tratti dai romanzi dello scrittore napoletano Maurizio de Giovanni. La serie TV racconta le indagini di Luigi Alfredo Ricciardi, interpretato da un sorprendente Lino Guanciale. Ricciardi è un personaggio misterioso che indaga sugli omicidi della città partenopea per passione, di fatti essendo un nobile potrebbe non lavorare. Infatti, Luigi Alfredo Ricciardi, che indossa i panni del Commissario è il figlio del barone Ricciardi di Malomonte e della signora Marta, nasce in un paesino del Cilento. L’autore de Giovanni, che pur se napoletano ha conosciuto e vissuto molto nel Cilento, (avendo una villetta a Villammare di Vobonati, dove trascorre le vacanze estive) fa nascere il Commissario nel piccolo borgo cilentano di Fortino di Casaletto Spartano, estremo Cilento ai confini con la Basilicata, tra il Vallo di Diano e il Lagonegrese. Un bellissimo borgo cilentano (per non far torto a nessuno e più precisamente un borgo Bussentino) con numerose attrazioni naturalistiche come le Cascate Capelli di Venere, il Castello Gallotti con i numerosi mulini e grotte del Bussento, oasi wwf e i bellissimi sentieri di montagna. Inoltre il richiamo alla Cilento e anche dato dal lessico dei personaggi come la sua tata Rosa, ( in seguito della nipote Nelide, interpretata dalla bravissima attrice di Atena Lucana Veronica D’Elia)che rievoca i luoghi attraverso ricette tipicamente cilentane come la pasta e ceci, fusilli, la pastiera e la ciambotta cilentana. Ad interpretare Rosa è Nunzia Schiano, attrice napoletana, nota per aver recitato il ruolo della mamma di Mattia Volpe ( Alessandro Siani) nel opera cinematografica ‘’Benvenuti al Sud’’, ambientata a Castellabate, che si aggiunge ai lavori che hanno contribuito a far conoscere la bellezza cilentana. Il Cilento riesce ad entrare ed arricchire storie di tutti i tempi, inserendosi ancora una volta al centro della letteratura, in questo caso contemporanea.                                                      Nel fascino del soffuso bianco e nero delle puntate, con la regia eccellente di Alessandro D’Alatri, il Commissario Ricciardi, rivela il suo carattere cilentano chiuso ma intenso, tormentato tra l’intensità della vita e della morte, impegnato più per passione che per lavoro nella ricerca degli autori degli omicidi, in un tensione emotiva anche autodistruttivo, aiutato ma anche straziato da magiche doti di veggenza, di comunicazione con energie occulte, di una Napoli diversa e insolita, sofferta tra immoralità ed espedienti vari, poco conosciuta, che fa risaltare la personalità complessa del Commissario dagli occhi neri malinconici e comunicativi, interpretato con gran bravura da Lino Guanciale, e svela i profondi sentimenti che si celano in lui con difficoltà in poche ermetiche parole, in timidi sguardi intensi. Ad arricchire le vicende è la narrazione della vita sentimentale di Ricciardi, nella quale si riversa la complessità del personaggio, dovuta alla traumatica infanzia e al suo dono che lo rende completamento assorbito dal senso del dovere. A contendersi il cuore del commissario sono due donne, una bella e nobile vedova, Livia Lucani e la dolce e timida vicina di casa Enrica Colombo. A fungere da cornice del racconto sono i riferimenti storici legati all’epoca fascista e la bravura degli attori tutti di origine campane.

 

 

 

 

 

4 Commenti

  1. Il commissario Ricciardi è vero testimonial del Cilento…. e anche tutt’altri attori della fiction…

  2. Ho apprezzato moltissimo questa recensione, fatta con partecipazione e adesione a quanto passato sullo schermo durante le sei puntate dello sceneggiato.
    Del Commissario Ricciardi e di altri personaggi sono stati tratteggiati in maniera encomiabile, il carattere, il comportamento, i tratti psicologici e il lato umano, dimostrati sia durante il servizio che nelle vicende personali.
    Per quanto riguarda la recitazione, giusta la menzione per la grande professionalità e l’adesione ai personaggi che i vari interpreti hanno saputo esprimere.
    Avrei citato anche l’attore Antonio Milo che ha impersonato il Brigadiere Marano, degna spalla del Commissario, capace di districarsi fra una situazione familiare non idilliaca, eppure ligio e consapevole del suo ruolo in servizio, con comportamenti che a volte fanno ricordare la figura del “Vigile di quartiere”.
    Nel complesso, uno sceneggiato di notevole spessore, anche per la dovizia e l’accuratezza con cui sono stati ricostruiti i luoghi.
    Proprio un bell’esempio di come ci può essere posto ovunque per creare eccellenti capolavori e sceneggiati destinati al piccolo schermo.

  3. Sono d’accordo con l’ingegnere, una fiction capolavoro cinematografico, tutti gli attori protagonisti e non protagonisti sono stati eccellenti, ha dato emozioni , sono stati impeccabili nel loro ruolo…

  4. Il brigadiere Marone è stato la napoletanità in persona, servitore di Stato nelle forze dell’ordine di uno Stato italiano non popolare, ma non stante tutto ligio al dovere…. ma con dote umane uniche….un po’ come i campani…

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