il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2021: l’ultimatum dei 5 Stelle … Oltre e civici in fuga o sottomessi ?

 

Aldo Bianchini

Il manifesto elettorale dei 5 Stelle per le comunali di Salerno

SALERNO – La nostra città, per quanto attiene la politica e non solo, è davvero molto strana; qui non si finisce più di imparare. Non la politica con la “P” maiuscola ma soltanto le briciole di ciò che resta del politichese più confuso, squallido e supponente che si sia mai visto dalle nostre parti.

Insomma, oggi, abbiamo a che fare con una politica esercitata da personaggi molto poco credibili che non hanno una visione precisa della città e della gestione della cosa pubblica sia sul piano amministrativo che tecnico. Insomma nessuno, o quasi, dei politici odierni ha una chiara, semplice, efficiente e costruttiva progettualità da presentare e sostenere nelle tante campagne elettorali intrise soltanto di promesse, di piccoli favori, di compravendita di voti e, peggio ancora, di marcate collusioni con la malavita organizzata per uno scambio politico-mafioso del voto.

Non so a Salerno quanti saranno, alla fine, i candidati sindaci (forse più di dieci) e quanto sarà estesa la rete dei candidati al Consiglio Comunale (forse poco meno di un migliaio). Il problema è che questi volenterosi signori devono prima capire perché si candidano e poi dovranno cercare di spiegalo ai presumibili potenziali elettori.

Partiamo dai 5 Stelle che nelle consultazioni elettorali politiche del 2018 si sono assestati come primo partito in assoluto facendo quasi cappotto rispetto alle altre tradizionali forze politiche in campo; nl 2018 abbiamo tutti assistito ad una specie di “asso pigliatutto” che ha sbancato tutti i dati e le statistiche elettorali precedenti.

A tre anni di distanza ci ritroviamo, però, con un Movimento che stenta addirittura ad organizzare una sua presenza precisa e massiccia nella prossima competizione elettorale (nonostante le sbandierate quattro liste); fino al punto che rischia di rimanere con le pive nel sacco come quando nel 2016, per colpa della “notte dei lunghi coltelli”, non riuscì a presentare neppure una lista, cedendo così allo strapotere politico dei deluchiani.

Se un po’ tutti sanno che a Salerno la situazione del rapporto Mov.5 Stelle – PD è completamente diversa da tutto il resto d’Italia (dove comunque stenta a decollare), fa specie prendere atto che soltanto i 5 Stelle non lo sappiano, perché se non hanno partorito gli anticorpo dopo cinque anni, vuol dire che non sanno più a che santo votarsi per presentare almeno una lista con un candidato sindaco (che non sia né civico e né sconosciuto); anche perché l’attuale situazione interna salernitana è chiaramente suddivisa in varie fazioni con alcuni parlamentari non più candidabili al Parlamento (il brusco stop di Grillo a Conte è moto indicativo) che vorrebbero trovare una soluzione in sede locale alle loro aspirazioni politiche.

Il consigliere comunale uscente Giampaolo Lambiase

L’ammucchiata di ieri pomeriggio, prodotta dall’ultimatum pentastellato, a Santa Maria de Lama (una chiesa  del centro storico) sarà servita veramente molto a poco; la svolta non è questa; la svolta non parte da una riunione di personaggi dei quali molti non hanno neppure il voto della moglie; la svolta va costruita negli anni con un duro lavoro quotidiano improntato realmente ad una progettualità comune con l’intento di tutti. Eppure ognuno che può partorisce “un gruppo” con le denominazioni più suggestive possibili, come i tantissimi gruppi civici che mi fanno soltanto sorridere.

Mi colpisce, lo dico con sincerità e senza malizia alcuna, la posizione di Giampaolo Lambiase che sembra ormai fermo nelle sabbie mobili dopo decenni di “buona e leale politica”, e da quel guado cerca di afferrare la fune di salvataggio che a turno gli viene offerta, non senza cadute di stile, dai diversi soggetti in campo; ed anche lui si è rifugiato nella filosofia della sopravvivenza politica affermando che: “Il dialogo è sempre in corso con tutti. Ribadiamo che, al di là del nome, bisogna trovare un’unione di intenti sul programma, una convergenza dal punto di vista politico e ideologico”.

 

 

 

1 Commento

  1. La solidità , la dinamicità di un gruppo politico è alla base per essere credibile, senza una base di credibilità, ormai stentata verso il mondo della politica, senza un progetto fattivo e non quello che sembra il fac simile di tutti, non si possono presentare liste che puntano solo al nome. Anche perché, mettere la faccia in un progetto politico non strutturato, quasi improvvisato, allontanano, o meglio mettono in fuga i nomi che contano , soprattutto quelli volti al clientelismo elettorale per ben altri scopi che non hanno nulla a che vedere con la città di Salerno.
    È improponibile arrivare all’elettorato in questi modi, soprattutto con l’intento di spodestare l’attuale leadership.
    La crescita si fa nel tempo partendo dal basso.

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