il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Elezioni 2021: tutti contro Napoli ? No, tutti per Napoli !!

 

Aldo Bianchini

Prof.ssa Elisabetta Barone - candidata a sindaco di Salerno

SALERNO – Domenica 18 luglio Il Mattino è uscito in edicola con il titolo da prima pagina provinciale: “Già in sette contro Napoli ma è caos schieramenti”. Molto ben fatti sia il titolo che l’articolo che in poche parole hanno raccontato la realtà attuale con una varietà di schieramenti (uomini, donne e simboli) molto articolata se non addirittura in posizione sicuramente diversificata tra l’uno e l’altr0 schieramento.

Personalmente ho un altro convincimento; in buona sostanza credo che più proliferano gli schieramenti e più viene agevolata la vittoria di Enzo Napoli che si avvia deciso verso il terzo mandato di sindaco di Salerno; un sindacato, quello di Napoli, cominciato per caso ed a causa della decadenza forzata dalla carica di Vincenzo De Luca che era stato attaccato – mandato a processo e condannato in seguito all’inchiesta sull’inceneritore condotta dal pm Roberto Penna che aveva già spezzato le gambe al mitico arcivescovo di Salerno Mons. Gerardo Pierro ed al suo segretario don Comincio Lanzara. Si proprio quel Roberto Penna che in questi giorni è stato violentemente scaraventato in una bolgia giudiziaria infernale e del quale non mancherò di scrivere nei prossimi giorni.

Quindi nel “caso Salerno” la proliferazione di liste e di candidati non è un legittimo esercizio della democrazia ma una corsa arrancante verso una piccola fetta di potere; caso più unico che raro, nella nostra città ci si candida a sindaco per poter fare quando va bene soltanto il consigliere comunale e sperare così di guadagnare qualche pezzo di tavoletta della piccola parte di potere che il sistema deluchiano lascia intelligentemente a tutti gli altri.

Insomma quanti più sono i candidati a sindaco meglio è per l’attuale massimo esponente deluchiano, cioè l’arch. Enzo Napoli candidato per la seconda volta consecutiva alla prestigiosa carica di sindaco della città capoluogo della provincia di Salerno.

Sul piano più squisitamente pratico se il pacchetto dei voti disponibili per la svolta viene spezzettato in tanti rivoli, più facile sarà vincere per chi rappresenta l’altra parte del pacchetto e del consenso che da trent’anni rimane sempre compatto e senza tante storie per la scelta dei candidati; sotto questa luce vedo, quindi, non positiva la presenza di tanti candidati a sindaco se davvero, come dicono a chiacchiere tutti i candidati, c’era e c’è la volontà di battere il sistema che ci governa dal 5 dicembre 1993.

Avv. Michele Sarno - candidato sindaco di Salerno

Se si guarda al problema in quest’ottica non si può non considerare con positività la scelta, che qualcuno ha definito prematura e poco democratica, di Fratelli d’Italia di partire in anticipo ed a testa bassa, anche per dimostrare che davvero c’è la volontà di cambiare, sempre che poi riesca a convincere tutti i presunti alleati (Lega, Forza Italia e altri) a far convergere le scelte e i consensi verso l’avv. Michele Sarno che, ad oggi, appare come l’avversario più credibile per una lotta seria e finalizzata alla conquista della città.

Tutti gli altri candidati a sindaco mi appaiono, in tutta sincerità, privi di ogni qualsiasi possibilità di arrivare almeno al ballottaggio; fatta eccezione, è bene dirlo ad alta voce, per l’avv. Antonio Cammarota che però, avendo viaggiato sempre da solo ed a sue spese, non riesce ad allargare più di tanto il suo pacchetto di consensi elettorali.

Chi pensa, infine, che da quella fetta di consiglieri fuoriusciti e/o di candidati nuovi possa davvero venire fuori una coalizione forte e coesa, da poter impressionare la esistente forte e coesa maggioranza, è assolutamente fuori strada; e neppure l’escamotage della candidatura della prof.ssa Elisabetta Barone (sicuramente rispettabile sul piano professionale e manageriale) potrà avere effetti prorompenti se non quelli di ottenere un’altra consigliera comunale eletta con un certo suffragio. Non lo dico soltanto io, anche Il Mattino nell’edizione cui facevo riferimento in un certo senso ha avanzato il rischio del montare di un certo caos tra gli schieramenti che dovrebbero chiarire il posizionamento dell’unica figura femminile che, ad oggi, ha avuto il coraggio di scendere in campo nel contesto di una pletora di candidati tra i quali molti questuanti attrezzati come i mitici cercatori d’oro dell’Orinoco (leggasi consiglio comunale).

 

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