il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

E’ morto nella sua casa a Parigi , all’età di 88 anni ,l’attore jean-Paul Belmondo ,mostro sacro del cinema europeo,ha girato 80 film.

 

 

dr. Pietro Cusati (giornalista)

 

Parigi,7 settembre 2021 . L’attore Jean-Paul Belmondo, icona del cinema europeo, è morto nella sua casa a Parigi,all’età di 88 anni, era nato nel 1933 ,alle porte di Parigi,ha girato 80 film. Protagonista del film Il Clan dei marsigliesi con Claudia Cardinale. Aveva sangue italiano nelle vene. Il padre era uno scultore  Paolo Raimondo. Jean-Paul Belmondo è stato  uno dei più celebri attori francesi del Novecento, entrato nella storia del cinema per i suoi film della “Nouvelle Vague”.

Ammirato per decenni per il suo fascino e la simpatia che trasmetteva spesso con i suoi ruoli, ricordato per una delle facce più riconoscibili del cinema europeo, fu tra le altre cose protagonista di Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard, di L’uomo di Rio (1964) di Philippe de Broca, di La mia droga si chiama Julie (1969) di François Truffaut, e lavorò in diverse occasioni con alcuni tra i più importanti registi italiani, tra gli altri con Vittorio De Sica in La ciociara (1960).  Nacque il 9 aprile 1933 a Neuilly-sur-Seine, città a ridosso di Parigi, da una famiglia di origine italiana. Da ragazzo Jean-Paul fece il portiere di calcio e il pugile, poi si ammalò di tubercolosi e decise di darsi a impegni meno violenti, seguendo un corso di recitazione. Dopo alcuni ruoli da comprimario, ottenne il primo vero successo di pubblico con Fino all’ultimo respiro. Si era sposato due volte  e aveva quattro figli.  Il film che lo consacrò come uno dei maggiori attori europei  fu Fino all’ultimo respiro (1960) di Jean-Luc Godard, che lo aveva già diretto precedentemente nel cortometraggio Charlotte et son Jules. Dopo il successo con il film di Godard, Belmondo viene contattato da Claude Sautet per recitare accanto a Lino Ventura nel suo noir Asfalto che scotta (1960), molto apprezzato dalla critica. Mostro sacro del cinema francese ed europeo, lascia in eredità ruoli indimenticabili, come quello sorvolando il cielo di Venezia, appeso ad un elicottero, in Il piccione di Piazza San Marco di Georges Lautner. Nel 1989 ha vinto il Premio Cesar come miglior attore  per “Una vita non basta” di Claude Lelouch. Nel 2001 è stato colpito da un ictus e per otto anni è scomparso da ogni apparizione pubblica. Ma con incrollabile forza di volontà si è ripreso, dando il via a una nuova fase della vita, idealmente sancita nel 2011 dalla consegna della Palma d’oro alla carriera a Cannes.

“Resterà per sempre ‘Le Magnifique’ Jean-Paul Belmondo era un patrimonio nazionale, pieno di brio e risate, toni forti e fisico svelto, eroe sublime e figura famigliare, infaticabile temerario e mago delle parole. In lui, ci riunivamo tutti”: lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un tweet in omaggio a Jean-Paul Belmondo.

“Sono rimasta sola”: fra le lacrime, Claudia Cardinale, nella sua casa di Parigi, ricorda l’amico, il collega, il complice di una vita.  “Sono addoloratissima per me è stato e rimarrà, come per tanti altri, l’immagine della vitalità. Nel mio cuore e nella mia memoria non cesserà mai di essere in movimento. Lui era il sorriso, la gioia di vivere, l’audacia e la semplicità. Io ringrazio la vita per aver unito i nostri percorsi. Il mio affetto più profondo va ai suoi familiari e in particolari ai suoi figli. Addio Jean-Paul”.

 

 

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