il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Corte Costituzionale :obbligo per i parlamentari accedere al parlamento con il green pass, al pari di qualsiasi altro cittadino, devono rispettare le regole previste nell’ordinamento generale per tutta la collettività.

 

dr. Pietro Cusati (giornalista)

Roma ,17 dicembre 2021. Resta l’obbligo per i parlamentari  del green pass per accedere alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile il conflitto tra poteri sollevato dal senatore del gruppo misto Luigi Paragone e da un gruppo di deputati capitanato da Pino Cabras (L’ Alternativa c’è) contro l’obbligo introdotto nei mesi scorsi. La Consulta ha ritenuto che dai ricorsi non emerge alcuna manifesta lesione delle attribuzioni proprie dei parlamentari e che spettino all’autonomia delle due Camere l’interpretazione e l’applicazione dei rispettivi regolamenti. I conflitti tra poteri riguardavano le delibere con cui gli organi interni di Camera e Senato , alla luce del decreto di settembre sul green pass, hanno richiesto il certificato verde per partecipare ai lavori parlamentari. I deputati che avevano sottoscritto i conflitti  lamentavano la menomazione delle proprie attribuzioni costituzionali. E in particolare denunciavano le modalità di adozione dell’obbligo di green pass, cioè la sua introduzione con delibere di organi interni alle Camere (Ufficio/Consiglio di Presidenza e Collegio dei questori) anziché attraverso una modifica dei regolamenti parlamentari per cui sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Aula. Ritenevano quindi che fosse stata violata la riserva regolamentare  e insieme fosse stata compressa la partecipazione dei singoli parlamentari al procedimento legislativo, oltre che leso il libero svolgimento del loro mandato. La pronuncia  della Corte Costituzionale conferma la validità delle disposizioni deliberate dal Collegio dei questori.. La Corte  costituzionale ha esaminato  due conflitti di attribuzione tra poteri promossi  da otto deputati ,entrambi hanno ad oggetto le delibere con cui gli organi interni di Camera e Senato , alla luce del decreto legge n. 52 del 2021, hanno richiesto il green pass per partecipare ai lavori parlamentari. In entrambi i giudizi i ricorrenti agiscono in qualità di singoli parlamentari e lamentano la menomazione di proprie attribuzioni costituzionali. Denunciano, in particolare, le modalità di adozione dell’obbligo di green pass, quest’ultimo è stato introdotto da delibere di organi interni alle Camere .Ufficio/Consiglio di Presidenza e Collegio dei questori, anziché attraverso una modifica dei regolamenti parlamentari per cui sarebbe stata necessaria la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Aula. I ricorrenti ritengono quindi violata la riserva regolamentare ,articolo 64 della Costituzione, nonché compressa, su tutte, la partecipazione dei singoli parlamentari al procedimento legislativo, oltre che leso il libero svolgimento del loro mandato.  La Corte Costituzionale  ha ritenuto che dai ricorsi non emerge alcuna manifesta lesione delle attribuzioni proprie dei parlamentari e che spetta all’autonomia delle due Camere l’interpretazione e l’applicazione dei rispettivi regolamenti.

 

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