il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

8 luglio 1978: Sandro Pertini,a larghissima maggioranza 82%, diventò con 832 voti su 995,il settimo Presidente della repubblica, il più amato dagli italiani.

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

Deputato alla Costituente , Presidente della Camera dei deputati per due legislature ,dal 1968 al 1976, Sandro Pertini, partecipò  alla prima guerra mondiale , era nato a Stella (Savona ), il 25 settembre 1896, deceduto il 24 febbraio 1990,giornalista,laureato in giurisprudenza e in scienze sociali,coniugato con Carla Voltolina,Direttore dell’ ’’AVANTI’’ e del quotidiano Genovese ‘’Il Lavoro’’, fu eletto Presidente della Repubblica Italiana l’8 luglio 1978, a larghissima maggioranza (82%), al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995,fino al 29 giugno 1985. Sandro Pertini ,un grande Presidente della Repubblica,nella storia politica italiana, ha rappresenta un esempio di uomo responsabile e onesto,un grande personaggio del nostro paese. una figura che si erge per qualità etiche e morali, fu il più amato dagli italiani,uno straordinario esempio di dedizione e generosità per le giovani generazioni,che, con il suo sacrificio ed il suo esempio, in gran parte del ‘900 ed in diverse occasioni, contribuì alla fondazione ed al consolidamento del nostro Stato democratico e repubblicano. Pertini contribuì ad  avviare e condurre a termine il lavoro della Costituente  e  difendere il frutto di quell’impresa da attacchi e pressioni. Da Presidente della Repubblica Pertini  si rivolse ai giovani  : “Ascoltatemi, vi prego. Non armate la vostra mano. Non ricorrete alla violenza perché la violenza fa prevalere la bestia sull’uomo. Armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purché la vostra scelta presupponga il principio di libertà. Se non lo presuppone voi dovreste respingerla, perché sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto ad essere sempre degli uomini in piedi”. Non vi può essere libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere giustizia sociale senza libertà .

 

 

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