il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Giornata della memoria 27 gennaio 2022

da Ass.ne ART tre

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche quest’anno l’Associazione culturale Art.Tre di Salerno, per il decimo anno consecutivo rende omaggio alla memoria delle vittime della Shoah, con lo spettacolo “Non sono un mostro”, curato da Corradino Pellecchia, con l’attore Dario Riccardi ed il contributo della videomaker Giulia Rosco, che sarà possibile seguire sulla pagina FB dell’associazione ART.TRE o sul sito www.art.tre.it, da giovedì 27 gennaio, dalle ore 18:00.

Il video/spettacolo racconta la terribile esperienza dei membri del Sonderkommando, ovvero la squadra speciale di detenuti ebrei obbligati a lavorare nelle camere a gas e nei crematori di Auschwitz-Birkenau, che costituiva l’ultimo anello della catena destinata a distruggere il popolo ebraico. Un sopravvissuto del Sonderkommando trova il coraggio di parlare con lucidità della sua dolorosa esperienza, che ha distrutto la sua umanità facendogli perdere quell’innocenza che lo distingueva dai carnefici e rendendolo inaccettabile a se stesso. Così, con disperata commozione, racconta quel meccanismo perverso che la mostruosità del Lager mette in atto costringendo le vittime ad azioni abiette, che procuravano loro un senso di colpa, rendendoli diversi dagli altri sopravvissuti di Auschwitz.

“Aver concepito ed organizzato i Sonderkommando – scrive Primo Levi – è stato il delitto più demoniaco del nazionalsocialismo. (…) Attraverso questa istituzione, si tentava di spostare su altri, e precisamente sulle vittime, il peso della colpa, talché, a loro sollievo, non rimanesse neppure la consapevolezza di essere innocenti”.

I membri dei Sonderkommando non collaborarono direttamente alle operazioni di uccisione, che vennero effettuate esclusivamente da personale tedesco. Ogni Sonderkommando “viveva” tre mesi per essere poi sostituito da uno nuovo. I pochi sopravvissuti preferirono mantenere il silenzio; molti di loro, non riuscendo a dimenticare le atrocità dei forni crematori, si suicidarono.

Per ricordare, per spegnere il silenzio. Perché è accaduto e può accadere di nuovo.

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