il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il Cilento conquista…due punti d’oro!

 

 

da Nicola Femminella (docente – scrittore)

 

Due punti segnati dal Cilento a proprio favore, per i quali merita l’applauso dai suoi… tifosi, avendo fornito sul campo una eccellente prestazione. Gli atleti che si sono distinti sono il sindaco di Capaccio-Paestum Franco Alfieri e il presidente del Consorzio del Vallo di Diano Beniamino Curcio.

Il primo ha portato a casa 21 milioni di euro, concessi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un progetto che li merita tutti. Riguarda la realizzazione di un’opera storica per i suoi contenuti, di grande impatto sullo sviluppo del territorio, di quelli che incidono sulla dimensione socio-economica di un’area molto estesa, ponendola all’attenzione di coloro che sono alla ricerca di località nelle quali vivere un’esperienza appagante. Sicuramente apporterà contributi di rilievo alla vivibilità di giovani e adulti e costituirà un richiamo in più per turisti e visitatori, che guardano alle iniziative ecosostenibili con favore e simpatia. Trattasi di una pista ciclabile che, partendo da Salerno, attraversa Pontecagnano, Faiano, Battipaglia, Eboli, per proseguire verso Capaccio-Paestum e giungere fino ad Agropoli, avendo su uno dei due lati lo scenario del mare e spiagge invitanti con annesse aree salutari di pinete sempreverdi. Avrà un impatto favorevole sulla mobilità ecologica, e promuoverà sicuramente il cicloturismo e la pratica sportiva per la sicurezza che garantirà a coloro che la percorreranno.

L’amministrazione di Paestum-Capaccio, la città dei Templi nota nel mondo per le sue eminenze archeologiche e sito Patrimonio UNESCO dal 1998, guidata dal sindaco Alfieri, ha piazzato ai primi posti il progetto nella graduatoria sull’Asse C “Accessibilità turistica”. Ha fatto così valere beni culturali di inestimabile valore: il Parco Archeologico di Paestum, il Museo Archeologico di Pontecagnano, il sito storico-archeologico di Hera Argiva, il castello Angioino Aragonese di Agropoli, la bellezza del paesaggio rivierasco che dal lungomare di Salerno impone la lucentezza delle sue acque fino ad Agropoli e una pluralità di siti di elevato valore storico, archeologico e naturalistico presenti sul territorio solcato dalla pista. Ma nell’occasione è risultata decisiva anche l’azione politica posta in campo da Alfieri. Aggregando i comuni coinvolti in una aspirazione unica, dandole solide fondamenta progettuali, insieme alla forza propositiva contenuta nell’istanza rivolta al Ministero, per ottenere il cospicuo finanziamento. L’ultimo è elemento fondamentale sul quali mi sono soffermato a lungo e con insistenza reiterata sul nostro giornale, per cui sono particolarmente felice per il risultato ottenuto da Alfieri e dai sindaci che hanno pianificato e disposto le colonne portanti del progetto, meritando il risultato finale. L’unione fa la forza sto ripetendo da tempo, e l’assunto è rivolto soprattutto ai politici, ma anche a tutte le cittadinanze che li eleggono. Solo saldando tra loro vocazioni comuni, istanze giustificate da investimenti produttivi, qualità degli obiettivi che si perseguono, ampiezze di visioni condivise, una classe politica perviene a risultati importanti e concreti e può affermare di aver fatto e onorato il proprio dovere istituzionale ricevuto col voto democratico. Mi permetto di suggerire ad Alfieri di tenere nel massimo conto la raccomandazione del direttore Aldo Bianchino, riportata su questa testata. Riguarda il fallimento e il degrado da cui è avvolta la pista ciclabile costruita all’inizio del secolo dall’Amministrazione Provinciale di Salerno quasi sull’identico percorso, costata ben 12 milioni di euro, perché la nuova, annunciata nel suo divenire e a conclusione avvenuta, abbia un destino più onorevole. Di questo sembra essere consapevole Alfieri, che nelle dichiarazioni rilasciate sull’argomento precisa: ”Ora tocca a noi sfruttare al meglio i 21 milioni di euro che il Ministero ha messo a disposizione”.

Continuando ad usare il lessico calcistico, la seconda segnatura è opera di Beniamino Curcio, presidente del Consorzio di Bonifica del Vallo di Diano. Riceve due milioni di euro assegnati dal Ministero delle Politiche Agricole, per programmare “opere strategiche di rilevanza nazionale”. Il giusto premio per un progetto ben costruito di grande ambizione, giunto al sesto posto tra i dieci in gara, che ha messo in evidenza la capacità dell’ufficio tecnico del Consorzio, diretto dall’ing. Mariano Alliegro, di produrre progetti di notevole rilievo. Il che non è elemento trascurabile, vista la cronica carenza di progettualità eccelsa denunciata dai sindaci di molte città del sud, a cominciare da quello partenopeo. Della questione si è fatto carico Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali, nella seduta di Question time della Camera dei deputati, con una interrogazione alla ministra Mara Carfagna, con la quale ha chiesto di “Mettere i Comuni, soprattutto quelli del Sud, nelle condizioni di svolgere la loro azione per realizzare gli obiettivi del PNRR, con nuovi strumenti…l’apertura ai soggetti del territorio, come Università e ordini professionali, che, con progetti prototipo, d’intesa con l’Agenzia per la coesione, possono fare da supporto dentro una grande rete di cooperazione e lavoro comune”.

prof. Nicola Femminella

La somma accordata dal Ministero servirà per progettare opere di massimo livello per “contenimento dei processi di desertificazione e salvaguardia degli ecosistemi, adattamento ai cambiamenti climatici, miglioramento della qualità dei corpi idrici e sostegno alla competitività delle produzioni agricole”. Il che vuol dire potenziamento delle infrastrutture irrigue, freno al dissesto idrogeologico, riparo dalle esondazioni del fiume Tanagro con accumulo nei bacini delle bolle d’acqua eccedenti e straripanti. Gli argomenti richiamano le tematiche che più urgono riguardanti la tutela del suolo e i sistemi di difesa delle popolazioni, in un momento della storia in cui i cambiamenti dei fenomeni connessi al clima proiettano minacce oscure sul pianeta Terra, come dimostrano le siccità e gli incendi sempre più estesi e frequenti, gli uragani e tempeste che imperversano sulle coste, le piogge e le tracimazioni dei fiumi che producono non di rado vittime, frane e allagamenti, con aggravi economici sull’erario pubblico. Il progetto complessivo che si andrà a redigere nella forma definitiva, affinché il Consorzio possa accedere ai fondi appositi, prevede un costo complessivo di cento milioni e contiene al centro del piano la costruzione di una diga a Casalbuono per il contenimento e utilizzo delle acque piovane. La qual cosa di per sé sarebbe già un risultato di prestigio, perché in linea col Piano Nazionale Invasi che si propone di diminuire il divario tra l’Italia  e gli altri paesi europei nell’utilizzo delle acque piovane (L’Italia l’11%; gli altri paesi europei il 40%). La diga, è detto dai tecnici, trattiene e accumula le acque quando sono impetuose e sovrabbondanti; le eroga quando a valle e lungo il percorso del fiume imperversa la siccità nei campi, e i contadini da sempre invocano l’acqua “benedetta”. Tali infrastrutture producono conseguenze positive sui territori. Favoriscono la nascita di consorzi che potrebbero rinvigorire la produzione agricola, inducendo le aziende a intraprendere la strada degli investimenti e delle innovazioni, usufruendo della materia prima a bassi costi, perché l’acqua giungerebbe nei campi per caduta, senza l’impiego di energia elettrica, in questi tempi gravata da costi proibitivi. Inoltre, potrebbe incoraggiare il ritorno dei giovani nei campi, attirati da una agricoltura in grado di produrre reddito sicuro e condizioni di lavoro migliori. Se ne gioverebbe anche il comparto turistico e del tempo libero, perché sicuramente la diga potrebbe suggerire la creazione di un’oasi attrezzata per la pratica di sport e hobby vari, dispensatrice di benessere all’aria aperta.

L’iniziativa del Consorzio dimostra che i suoi amministratori conoscono bene la vallata e le alture che la delimitano, collocandole in un orizzonte progettuale ampio e, per taluni aspetti, ardito, in sintonia però con i bisogni e la complessità dei tempi. Questi, se interpretati con competenza e studiati con passione, possono fornire soluzioni inedite ad esigenze sparse sui territori, premiando le comunità che amano il territorio, lo proteggono e ne valorizzano le risorse  e le vocazioni, al fine di assicurare ai giovani un futuro migliore. Per le zone interne può diventare un argine efficace allo spopolamento.

 

1 Commento

  1. Carissimo Nicola ,compiacimenti per la buona notizia sull’importante progetto del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro,relativo alla costruzione di una DIGA a Casalbuono(SA),a schema idrico di connessione idraulica dei comprensori del Vallo di Diano,dell’Alto Bussento e della Piana del Sele. Complimenti soprattutto al Presidente Beniamino Curcio e ai collaboratori tecnici e amministrativi del Consorzio per l’originalità del virtuoso progetto ,infatti, le risorse idriche serviranno alla regolazione dei deflussi per l’utilizzo in agricoltura. Nelle nostre aree interne l’agricoltura va sostenuta ed aiutata perché rappresenta anche un presupposto essenziale per la lotta allo spopolamento e alla destrutturazione demografica delle Comunità locali. Vedere tanti terreni abbandonati fa male al cuore e alla mente dei sacrifici dei nostri cari predecessori ,contadini e agricoltori scomparsi che vivevano di agricoltura.

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