il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

A Napoli si è svolta la manifestazione nazionale per la XXVII Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

da Pietro Cusati

 

 

 

 

 

 

Napoli,21 marzo 2022. Migliaia di persone con in testa al corteo un grande lenzuolo con l’arcobaleno della pace  in occasione della 27ma Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso pubblico, in collaborazione con la Rai e con il patrocinio del Comune di Napoli, della Regione Campania e della Fondazione Polis.Presenti esponenti del sindacato,dei giornalisti e delle istituzioni, studenti  e  i parenti delle vittime gi Pietro Cuunti a Napoli da tutta Italia.   Il corteo ha attraversato il centro per arrivare a piazza del Plebiscito,dove  sono stati letti i nomi di tutte le 1055 vittime innocenti di mafia: semplici cittadini, magistrati, giornalisti,rappresentanti delle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali.  Presenti al corteo il Presidente della Camera Roberto Fico, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi , il leader dei Cinquestelle Giuseppe Conte,il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli  e tanti altri .L’intervento di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha chiuso la manifestazione. A  Napoli la grande manifestazione nazionale,la Giornata è stata riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano, attraverso la legge n. 20 dell’8 marzo 2017. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella,  dichiarazione:

«Memoria è impegno. Onorare chi ha pagato con la vita il diritto alla dignità di essere uomini, opponendosi alla disumanità delle mafie, alla violenza, alla sopraffazione contro la propria famiglia, la comunità in cui si vive. Memoria è richiamo contro la indifferenza, per segnalare che la paura si sconfigge con la affermazione della legalità. Perché combattere le mafie significa adempiere alla promessa di libertà su cui si fonda la vita della Repubblica, e che la criminalità organizzata tenta, in ogni modo, di calpestare e opprimere.

La Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie – fortemente voluta da Libera – risponde a un bisogno profondo di verità e di giustizia, e costituisce una chiamata preziosa per l’intera società, in particolare per i giovani, che hanno diritto a un futuro libero dalla aggressione della criminalità e che sono chiamati a costruirlo a partire dalla loro quotidianità.

Pronunciare i nomi di coloro che sono stati uccisi dalle bande criminali mafiose perché si sono opposti alle loro prepotenze – fossero servitori dello Stato, difensori del bene comune, testimoni di valori minacciati, cittadini innocenti e inermi che si sono trovati sulla strada di assassini feroci – ricorda a tutti noi i rischi derivanti dalla presenza delle infrastrutture del male che veicolano ogni genere di reati, pretendendo di prendere in ostaggio la nostra vita.

Sconfiggere le mafie è possibile: lo testimoniano i risultati dell’azione senza sosta delle Forze di polizia, della Magistratura, della società civile. Le mafie cambiano pelle, centri di affari, modalità organizzative. Si insinuano nelle attività legali, e ogni sottovalutazione può aprire varchi alla penetrazione criminale. Istituzioni, forze economiche e sociali, comunità territoriali, singole persone: tutti sono chiamati all’impegno per contrastarla e sconfiggerla a tutela degli spazi di civiltà.

Desidero esprimere la mia vicinanza a quanti si ritroveranno nella manifestazione nazionale a Napoli e nelle altre piazze italiane per ripetere gesti insieme semplici e esemplari. Crescita civile e affermazione dei diritti si affermano con il consolidarsi della partecipazione dei cittadini».

 

1 Commento

  1. Moltissimi studenti del Vallo di Diano hanno preso parte a Napoli al corteo di Libera contro le Mafie, per far sentire la loro voce rispetto a cosa significhi, oggi, fare antimafia sociale nei nostri territori, prendendosi cura di questi,in una Regione che vede dei tassi altissimi di dispersione scolastica. Necessario è, quindi, porre al centro la tematica del diritto allo studio e del libero accesso ai saperi ripensando il sistema educativo, al fine di garantire possibilità reali a chi vive in contesti di povertà educativa.
    Lottare contro le mafie significa anche chiedere a gran voce un diritto allo studio che sia davvero inalienabile e garantito, un reddito che consenta a tutti e tutte di formarsi indipendentemente dalla condizione economica di partenza, scuole aperte, inclusive e accessibili che diventino davvero centri culturali a disposizione della cittadinanza dei territori.

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