il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SCABEC: Bottiglieri o De Luca nel mirino del “Corriere del Mezzogiorno” ? … intanto parla la Tartaglione

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Con l’articolo del 5 aprile scorso dal titolo “SCABEC: tritacarne mediatico e … bugie ?” ho chiaramente espresso quello che è il mio pensiero sulla vicenda (al momento solo politica) che sta scompaginando gli assetti regionali precostituiti, pensiero che non cambierò facilmente a pochi giorni di distanza, e non solo per non cadere in penose contraddizioni.

Tutti gli occhi sono puntati su SCABEC, soprattutto quelli del quotidiano campano “Corriere del Mezzogiorno” che a più riprese sta mantenendo in prima pagina la notizia del “default” della società, creata da Vincenzo De Luca (in sostituzione della “Campania Artecard”) che da almeno sette anni gestisce la cultura in Campania; e che da almeno sette anni, cioè da quando De Luca è arrivato in Regione, sembra essere il “bancomat” in cui infilare assunzioni e nomine di favore ma anche per distribuire contributi a destra e a manca secondo i voleri del capo supremo (il kaimano). Niente di scandaloso come vorrebbe far credere CorMez, a ben leggere le sigle delle due società ci si accorge che in quella spenta era stata inserita la definizione “card” come a dire che già prima di De Luca era un vero e proprio bancomat.

Il 17 marzo 2022 il CorMez titola: “Cultura, il cerchio magico di De Luca – Ecco i protagonisti del caso Scabec”, e parte il presunto scandalo che in verità era nell’aria da tempo; cioè da quando De Luca aveva fatto fuori proprio Bottiglieri e la sua equipe per sostituirla con la Tartaglione e Salzano, per fare forse pulizia.

La prima grande nomina di favore, per essere chiari, è stata proprio quella che ha portato il noto personaggio Antonio Bottiglieri (probabilmente cresciuto alla scuola di Gaspare Russo e maturato a quella di Carmelo Conte) ai vertici del CdA-Scabec per la grande affidabilità che lo stesso aveva già ampiamente dimostrato verso l’attuale capo da tanti anni a questa parte.

Mi viene quasi da ridere quando penso ai corsi e ricorsi storici ed a come gli stessi si ripetono nel tempo; Antonio Bottiglieri nei primi anni ’90 (dopo un chiaro successo elettorale) era stato nominato da Carmelo Conte assessore al turismo della Provincia di Salerno; un assessorato che tanti magistrati avevano a più ripreso definito come “bancomat”. Ma quello fu un assessorato molto speciale, alla stregua della presidenza Scabec, che Bottiglieri seppe gestire alla grande fino al punto che anche l’allora sindaco Giordano doveva genuflettersi per ottenere qualche monetina da distribuire ai tanti questuanti … per carità, sempre per la cultura e per lo sport e per il turismo (sagre, feste e festini per amici e grandi elettori). Poi tangentopoli travolse tutto e tutti, tranne Bottiglieri che, come ho ampiamente scritto nel precedente articolo, è persona di grande trasparenza morale e non solo perché appartenente ad una delle “famiglie” più in vista della Provincia tutta.

E se tutto questo è vero, come è vero, perché il CorMez insiste in maniera pervicace, come stesse facendo giornalismo d’inchiesta senza conoscere i fatti, nel voler arrivare a colpire Vincenzo De Luca attraverso il personaggio Bottiglieri ?

La manovra è chiara perchè lo stesso quotidiano in uno dei suoi titoli ad effetto ha definito: “Antonio Bottiglieri – l’amico trasformato in capro espiatorio”, ed inserendo nel contesto del trafiletto la mini dichiarazione dello stesso Bottiglieri “sono uno dei pochi amici veri di De Luca e quello che ho fatto alla Scabec è sempre stato concordato con lui”; come a dire che tutto quello accaduto nella Scabec è colpa del governatore. Ma sia Bottiglieri che il quotidiano si accorgono di essersi infilati in un vicolo cieco e fanno una svolta ad “U” di riparazione  ed arriva la lettera inviata da Bottiglieri al direttore del giornale su “Come sono stati spesi i soldi della Scabec progetto per progetto”; nella lettera si dice di tutto e di più e in maniera anche dettagliata, ma, senza ricordare che tutto era avvenuto per volontà del capo,  concentra il contenuto solo sulla straordinarietà degli stessi progetti senza minimamente scendere nell’unico vero problema: “Perché e come sono stati spesi i soldi pubblici con determine che non avevano neppure le coperture finanziarie ?”; per non parlare delle decine di assunzioni politiche come quella della “figlia di …..” che adesso è stata licenziata insieme ad altri, e la mamma si mostra sempre più affranta nei corridoi del Comune di Salerno. E sullo sfondo si intravede già la Corte dei Conti; e potrebbero essere dolori soprattutto per Bottiglieri.

E se i soldi procureranno numerosi contenziosi alla Regione, le assunzioni dimostrano che anche i rappresentanti di nobili casati non conoscono “l’etica comportamentale” che (sia nella distribuzione dei contributi che, peggio ancora, nelle assunzioni) viene puntualmente e spudoratamente calpestata.

Intanto la Tartaglione, presidente in carica, è stata sentita dalla Procura come persona informata sui fatti; e già questo semplice atto dovuto, su una relazione della stessa Tartaglione, ha scatenato le manie colpevoliste di diversi quotidiani con titoli ad effetto.

 

 

 

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