il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO ATTENTI AI SUCCHI DI FRUTTA INDUSTRIALI

da Dr Alberto Di Muria

 

 

 

 

 

 

 

Padula-Succo di frutta. La frase rievoca subito qualcosa di straordinariamente genuino e naturale. E un tempo forse era davvero così. Oggi però le cose sono cambiate. Anche l’alimento più semplice da preparare, come un semplice succo di frutta, non viene più fatto in casa ma prodotto industrialmente. E, ovviamente, diviene la scelta d’elezione in questi tempi frenetici in cui diventa difficile persino prepararsi una spremuta a casa.
Il risultato di tutto ciò è l’incredibile aumento di varie patologie, tra cui anche quelle cardiache.

L’allarme è stato lanciato da alcuni ricercatori Australiani. Dal loro studio è infatti emerso che le bevande dolci possono aumentare in maniera significativa la pressione arteriosa centrale, soprattutto se le si consumano quotidianamente. Pochi invece gli effetti collaterali se si bevono di tanto in tanto. Il è un possibile aumento del rischio di infarto o angina ma anche deterioramento cognitivo.

Secondo i luoghi comuni i succhi di frutta sono un’ottima fonte di vitamine e minerali, e se da una parte è vero per il puro succo naturale casalingo; dall’altro bisogna mettere in contro che la maggior parte dei succhi industriali ha un basso tenore vitaminico; non a caso spesso vengono aggiunte vitamine di sintesi e per contro un alto contenuto di zucchero. Tutto ciò fa sì che vi sia una netta differenza tra un succo di frutta naturale e uno da “supermercato”.

Già precedenti ricerche puntavano il dito contro il succo d’arancia che non era da meno rispetto alle classiche bevande dolcificate usate durante le feste di compleanno. Una porzione da 250 ml, infatti, contiene oltre 100 calorie e/o mediamente 7 cucchiai di zucchero. Una lattina di Coca Cola, spesso tanto demonizzata rispetto ai cosiddetti succhi di frutta, contiene in verità una quantità di calorie molto simile. Tali dosi vanno ben oltre le quantità raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS o WHO) che richiede un consumo massimo di 6 cucchiaini di zucchero al giorno.

È importante sapere che dietro a ciò che chiamiamo genericamente “succo di frutta” esistono bevande differenti sul piano merceologico e su quello nutrizionale. In base alla normativa europea, il succo 100% frutta è costituito interamente dal prodotto della spremitura del frutto, senza l’aggiunta di conservanti, dolcificanti o aromi. Non tutti i frutti si prestano a questa preparazione, troviamo succhi di mela, arancia, ananas, pompelmo, mix tropicali. Pera, pesca e albicocca, invece, di solito sono trasformate in nettare. Oltre alla polpa frullata o al succo del frutto contengono acqua e eventualmente zucchero o altri edulcoranti, e additivi come addensanti, acidificanti e aromi. Tutto ciò che non è succo 100% frutta o nettare è etichettato come “bevanda a base di frutta”.

Teniamo dunque presente che non sono i succhi di frutta in sé a far male; anzi. Semmai sono gli ingredienti aggiunti come lo zucchero a essere dannosi in certe quantità. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Appetite.

 

 

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