il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

VALLO di DIANO: dal Ponte Tanagro all’ospedale passando per il Tribunale … sindaci – assessori e consiglieri comunali, tirate fuori gli attributi e non andate a votare !!

Aldo Bianchini

VALLO di DIANO – Su quindici comuni del Vallo di Diano ben 13 sono a sintonizzazione deluchiana (chi più e chi meno, sempre la stessa solfa è !!); sono fuori dagli schemi classici e consolidati soltanto Montesano/M. (con il giovane e intraprendente sindaco Giuseppe Rinaldi) e un po’ anche Sassano (con il sindaco Mimì Rubino) a tendenza Italia Viva che seppure di sinistra non va certamente e sempre a nozze con l’imperante deluchismo.

Ma, appare chiaro, possono fare ben poco contro il nutrito “branco di cinghialotti” che vivacchiano alla ben meglio nei giardini di potere del kaimano il quale in maniera diretta o per interposta persona governa sicuramente 13 comuni su 15 in una forma ossessiva e paralizzante: non si muove foglia che De Luca non voglia.

Questo, a grandi linee, lo schieramento di un numero abbastanza alto di amministrazioni comunali chiamate a gestire un territorio meglio chiamato come “area interna e disagiata” rispetto ad altre realtà dell’intera provincia di Salerno; un’area che in passato ha comunque avuto un certo peso nello scacchiere politico provinciale e regionale e che da almeno un paio di decenni sembra essere imploso su se stesso nonostante avveduti elettori abbiano saputo mandare in consiglio regionale ben due suoi alti rappresentanti: l’avv. Corrado Matera (teggianese) – e il medico oncologo Tommaso Pellegrino (sassanese) che si sono accaparrati il 50% a testa degli elettori valdianesi con oltre 12mila preferenze ciascuno. Senza contare la contemporanea presenza nella giunta provinciale come vice presidente del dr. Giovanni Guzzo (padulese di adozione).

Se sul piano prettamente politico questa situazione potrebbe essere abbastanza confortante e decisamente forte sul piano delle alleanze strategiche, nella realtà dei fatti non esiste perché i tre non vanno assolutamente d’accordo tra loro e questo produce, a cascata, addirittura un rapporto difficile tra i vari comuni in gran parte schierati, si fa per dire, con l’avv. Matera.

E conseguentemente la situazione sul piano dei benefici che potrebbero ricadere sul territorio si fa sempre più sconcertante con l’intero Vallo di Dino fuori da ogni discorso per l’attribuzione di risorse finalizzate alla realizzazione di nuove opere strutturali e/o al ripristino e mantenimento di quelle già esistenti. E’ sufficiente pensare alla chiusura del Tribunale e del carcere di Sala Consilina, al continuo degrado dell’ospedale Curto di Polla, all’eterna sospensione di quello di Sant’Arsenio, alle condizioni di precarietà in cui è tenuto (nonostante gli sforzi dell’attuale Consorzio) l’importante via d’acqua del Fiume Tanagro, l’indisponibilità a verificare l’esistenza o meno di petrolio nel sottosuolo, la dissoluzione del sogno della centrale a biomasse di Atena, la guerra senza quartiere contro la realizzazione della centrale elettrica di Montesano, la incerta realizzazione della Diga di Casalbuono (ferma, come spesso accade per i grandi lavori pubblici, all’erogazione di oltre 2milioni di euro per la sua progettazione pseudo-esecutiva), l’impianto sciistico del Cervati, la pericolosità di alcuni punti per via dell’interramento di sostanze tossiche, la sicurezza dei cittadini contro il problema furti e micro-delinquenza (nonostante l’applaudita, dai sindaci creduloni, presenza solo per una volta del Prefetto che nella sostanza si è rivelata inutile e quasi offensiva per l’intelligenza media dei valdianesi; eppure ci fu qualche sindaco che gridò alla vittoria contro i continui furti nelle abitazioni … una vergogna !!), e la fuga dei cervelli che nessuno riesce ad arginare, per non ricordare a tutti il gravissimo problema dei cani randagi, della proliferazione dei cinghiali (con pericolo di peste) oppure delle continue scorribande dei cavalli tenuti da mani attente allo stato brado, ed altro ancora, per capire in quale direzione disastrosa si è incanalato da anni il Vallo di Diano.

Certo sul territorio ci sono ancora dei punti che potrebbero essere di eccellenza: il centro storico di Teggiano, il polo turistico della Certosa, la lavanda di Sanza e le orchidee di Sassano ecc. ecc., ma il tutto si limita e si ferma ad uno schieramento imponente di dissuasori pubblici come le sagre, le feste patronali e quell’evento della Principessa Costanza che nonostante le migliaia di presenze resta, purtroppo, ben incardinato in una realtà locale quasi senza sbocco. Insomma un territorio interno dove un tempo nidificava addirittura la cicogna ed era presente qualche specie di lontra, e dove oggi imperano le nutrie che altro non sono se non l’indicazione della cattiva tenuta dell’ambiente.

E poi c’è il famoso “Ponte dei Sospiri” (alias il Ponte Tanagro in loc. Caiazzano di Padula), chiuso da oltre due anni, e sul quale nel luglio del 2023 è stata recitata, forse, la sceneggiata napoletana più drammatica della storia valdianese con un Presidente della Provincia (Franco Alfieri) pronto a far finta di depositare la prima pietra che non c’era e che non è stata ancora trovata; e i soliti sindaci tra abbracci – baci e promesse fasulle, sempre lì ad applaudire come fantocci alla politica centrale che trascura sempre di più l’area interna denominata Vallo di Diano.

Eppur si muove qualcosina o almeno così sembra ed ecco che un cittadino impegnato “Vito Trotta” qualche giorno fa ha scritto su FB: “Mi meraviglio che nessuno si meravigli in primis del fatto che un ponte non sia rifatto non solo dopo due anni, ma che per esso si veda posta oltre la prima nessuna pietra da luglio ad oggi. Ma ciò che suscita rabbia, che sindaci e amministratori del Vallo sino stati presi in giro pubblicamente e che reagiscono allineandosi per il voto alle provinciali come sonnanbuli”.

Un grido di allarme solitario che, seppure edulcorato al punto giusto per non disturbare il navigatore. rimane pur sempre un grido di allarme anche se non  dice la verità fi o infondo: “Gli amministratori e sindaci del Vallo non sono mai stati presi in giro perché a quasi tutti loro è stato dato ciò che hanno chiesto, in primis sul piano personale” come disse in un discorso pubblico il compianto consigliere provinciale teggianese Chiaro Marino De Luca; e più chiaro di così …

Ora rimane per tutti loro l’ultima possibilità; se vogliano rispettare il voto che hanno ricevuto dal popolo devono fare il gran salto di qualità ed almeno minacciare a gran voce di non essere disponibili a votare per le provinciali e per quei personaggi e/o personaggetti non indicati dal popolo ma dal supremo commis della politica nostrana. Solo così il quadro generale andrà  subito in tilt e il territorio valdianese potrebbe guadagnarci qualcosa.

 

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