il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il vero nome dell’Europa

 

 

da Angelo Giubileo (filosofo-avvocato-scrittore)

Edi Rama (primo ministro albanese) cn Giorgia Meloni e il premier britannico Rishi Sunak

Ho ascoltato il Primo Ministro albanese Edi Rama sabato alla manifestazione di Atreju. Ha parlato in italiano e risposto alle domande, spesso provocatorie dei due intervistatori, in modo chiaro e netto.
In particolare, mi ha colpito l’argomento che Rama ha usato riguardo alla posizione dell’Albania in ottica europea. Egli ha infatti posto l’accento sul fatto che “l’Albania è in Europa, anche se non è (ancora) parte dell’Unione europea”. Il Primo Ministro ha cioè sottolineato l’importanza, che direi fondamentale, del criterio geopolitico. Criterio che, in Europa, negli ultimi trent’anni è stato soggiogato all’implementazione e sviluppo di un pensiero essenzialmente tecnologico e globalista. Per intenderci, negli ultimi trent’anni, la pratica burocratica dell’Unione europea è stata mossa dall’impulso di creare un’ampia condivisione tecnologica tra popoli di diversi territori e culture al fine di realizzare una corrispondente e sempre più ampia area mercatale.
Ma, com’è oggi del tutto evidente, l’esperimento è fallito!

Ed è fallito, perché il criterio geopolitico, che identifica territori e rispettive culture, ha finito, direi come di solito è accaduto, per prevalere. Ciò che la guerra russo-ucraina testimonia in via prioritaria.
E allora, quando oggi sentiamo parlare dell’ipotesi di una nuova Unione europea fondata sul principio della decisione politica a maggioranza, ci assale invece un dubbio. Direi, però, quasi scontato. E cioè che il criterio della decisione politica a maggioranza – “democratico” quanto si vuole, ma per l’appunto mai garante del bene comune (Churchill docet) – possa applicarsi soltanto a una comunità territoriale che condivida al proprio interno una propria cultura.
E quindi qualcosa di assai diverso da ciò che costituisce attualmente l’area mercatale dell’Unione europea, al cui interno le diverse culture dei diversi Paesi membri hanno infatti mostrato un livello di coesione senz’altro minore rispetto al livello di coesione raggiunto storicamente da una comune cultura geopolitica europea.

Per fare un esempio: l’Albania non è la Turchia, né la Georgia, né l’Ucraina, etc. E questo perché i confini territoriali e quindi culturali dell’Albania sono interamente, per intero, tutti in Europa.
Ma gli antichi sapevano benissimo tutto questo: Zeus, il toro bianco, riuscì a ottenere l’amore di Europa soltanto dopo che l’una in groppa all’altro sbarcarono sull’isola o terra, che – come ha detto bene Edi Rama – ancora porta il suo nome.

 

 

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.