Nigeria: follia islamica e morte di un giornalista

Salvatore Pica

NIGERIA – Akogwu Enenge, un giornalista nigeriano che lavorava anche per la Reuter television, è morto mentre faceva delle riprese a Kano nel nord della Nigeria. Akogwu, era un uomo giovane e molto considerato dalla stampa estera, collaboratore anche di Channels tv, ci lascia moltissimi reportages di guerra e di immagini coraggiose. E’ morto con altre centosessanta persone, a causa delle esplosioni che gli estrmisti islamici, hanno realizzato usando un Kamikaze ed esplosivi ben collocati, in ben venti posti, facendo saltare, contemporaneamente: uffici governativi, posti di polizia e uffici pubblici. Una stage tra impiegati, passanti e quanto intorno; ci sono state anche sparatorie nelle strde ed onestamente, oggi non si contano ancora le vittime ignote, rimaste sotto le macerie. Le autorità locali hanno ordinato ventiquattro ore di coprifuoco per trovare le altre vittime e considerando il clima della Nigeria, debbono affrettarsi per evitare un’epidemia. Gli autori della strage fondamentalisti islamici, chiamati spiritosamente Boko Haram, avevano chiesto la scarcerazione dei loro compagni  al Governatore  dello Stato di Kano, che si è rifiutato categoricamente di assecondare tale richiesta. I contatti che abbiamo sono con i colleghi dislocati in zone distanti e non è facile comunque neanche fare una telefonata. Ormai il terrorismo ha raggiunto anche l’Africa del Sud-Est dove la vita vale poco, per il clima, per la cultura e per la facilità degli abitanti di farsi convincere che un cambiamento, purché non di cultura anglo-francofila, sia giusto. Boko in arabo significa. “falso” Haram significa. “peccato”, da questi termini, il modo di chiamarli dei residenti che si dovranno piegare e lo faranno, statene certi ad una nuova realtà che pare il mondo non abbia compreso. L’Islam va raccogliendo proseliti dove il terreno è più fertile per realizzare il sogno di “Allah” governatore del mondo, e poi sempre oltre e sempre con le brutalità che non appartiengono al Corano ( leggetelo se avete voglia)  ma sono un travisamento del tutto personale e noi, in Italia, ci dobbiamo ricordare di quello che fecero quando ci invasero.

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