FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO LE SMART DRUG

 

da Dr. Alberto Di Muria

 

 

 

 

Padula-Il loro nome ufficiale è nootropi, ma sono più conosciuti come smart drug, ovvero farmaci intelligenti o furbi perché, non rientrando nelle tabelle legislative che proibiscono l’uso di sostanze stupefacenti e psicotrope, sono sostanze legali e in libera vendita. Il loro scopo dovrebbe essere quello di aumentare le capacità cognitive di chi li assume, potenziando il rilascio di agenti neurochimici, migliorando l’apporto di ossigeno al cervello e stimolando la crescita nervosa.

Come avviene per le sostanze dopanti in ambito sportivo, naturalmente, le smart drug fanno gola a moltissimi. In tutta Europa, ed anche in Italia, sono così nati gli smart shop, frequentati soprattutto da studenti in cerca di un aiuto per la preparazione degli esami, adulti soprattutto maschi che ricercano pillole per sostenere ritmi di lavoro sempre più serrati o dalle proprietà simil-viagra, giovani che usano smart drug per i loro presunti effetti psichedelici, o semplicemente per curiosità.

In realtà, come ha specificato in un ampio report l’Istituto Superiore di Sanità, sul tema vi è una grande confusione. Si parla infatti contestualmente di droghe vegetali, droghe etniche, droghe endobotaniche, droghe naturali, biodroghe. Così si va dalle bevande energetiche, contenenti caffeina o ginseng, consumete soprattutto dai giovani per il loro effetto eccitante, a droghe naturali o etniche, basate su piante psicoattive provenienti dal Sudamerica, dall’Africa o dal Sudest Asiatico, sino ad alcuni farmaci che hanno indicazione nel trattamento del Parkinson, della depressione o nella cura della sindrome del deficit da attenzione. Inoltre, la diffusione di internet ha reso queste sostanze ancora più facilmente accessibili, con grande rischio di abuso.

Ma se per alcune di queste sostanze la scienza ha effettivamente certificato una certa efficacia, almeno limitatamente a particolari aspetti, come memoria e attenzione, e per periodi limitati di tempo, per altre, invece, le evidenze finora raccolte dicono ben altro. L’impressione generale è, comunque, che ai benefici immediati seguano degli effetti indesiderati più gravi nel lungo termine. Molte di queste sostanze, infatti, possono avere imprevedibili effetti collaterali sul sistema nervoso centrale.

Uno studio del 2014, per esempio, ha mostrato che i miglioramenti nelle prestazioni cognitive assicurati da alcuni nootropi quali il  modafinil, usato contro la narcolessia, ed il metilfenidato, che ha indicazione nella sindrome da deficit dell’attenzione,  si pagano cari in termini di plasticità cerebrale: sostanzialmente, il loro uso sembra associato a una riduzione di plasticità del cervello, che a lungo termine potrebbe portare a perdere tutti i miglioramenti acquisiti o a tornare addirittura indietro rispetto al punto di partenza.

Altri studi hanno dimostrato che l’elevato consumo di energy drink tra gli studenti delle scuole superiori può influenzare negativamente lo sviluppo, la salute e il benessere degli adolescenti.

 

 

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