La macchina della verità

 

da Angelo Giubileo (avvocato – filosofo)

 

È esattamente come dire che l’uomo, così come comunemente lo identifichiamo oggi, ha già perso. Infatti, ammettere che bisogna evitare che quest’uomo, così com’è, “non sia schiacciato dalla macchina”, equivale a dire che quest’uomo ha già perso. Il virgolettato è tratto da un’intervista del vescovo Rino Fisichella a Il Giornale, a commento della notizia, diffusa ieri, che, “per la prima volta nella storia”, un Pontefice della Chiesa di Roma parteciperà di persona a un G7, e cioè all’attuale tavola rotonda dei più potenti re della Terra.
Il discorso di Bergoglio con i fautori dell’IA, e in particolare tra questi i transumanisti, è iniziato già da qualche anno, in scia al pensiero del frate Teillard de Chardin. In questo discorso, la Chiesa di Roma ha coinvolto anche esponenti rappresentantivi di altre religioni, e in particolare ebrei e islamici, e quindi altrettanti seguaci di un comune credo monoteista che risale anticamente ad Abramo. E quindi un discorso che finisce per innestarsi su quel solco già tracciato dei cosiddetti Patti di Abramo.
Molti si chiedono quale sia il senso di un così rinnovato patto, che finirebbe per cancellare duemila anni di storia. Senz’altro, una risposta è che la religione tradizionale non sia, come  nella realtà non è, più capace di dare una soluzione valida ed efficace alle domande dell’uomo. Quello stesso uomo che, vissuto alla stregua di una falsa narrazione storica, rischia ora di “essere schiacciato dalla macchina”.

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