PETRA MAGONI ARTISTA POLIEDRICA

da Nicola Mastrocinque
Nella splendida cornice del Teatro Comunale, in Benevento, è stato tenuto un concerto-spettacolo, suggestivo ed innovativo, da Petra Magoni & Ilaria Fantin, dal titolo: “Cosa sono le nuvole?”. Le note e la voce hanno calamitato il pubblico in sala e quello sui palchetti e nel loggione. Tra i brani eseguiti “Le Nuvole” Pasolini-Modugno, “Nuvole” De Andrè, “Sympathhy for the Devil” Rolling Stones, “Perfect day“ Lou Reed, “Smoke on the water” Deep Purple, “Fenesta Vascia” una canzone napoletana di cui non si consce l’autore, altri pezzi noti e al termine uno scherzo finale. La cantante Magoni ha concesso un’intervista prima dell’evento, inserito nel cartellone artistico 25/26, dall’Accademia di Santa Sofia.

1. Petra come nasce il progetto musicale “Cosa sono le nuvole”?
Questo progetto nasce diversi anni or sono, quando Ilaria Fantin, mi stimava, mi seguiva. Ancora non la conoscevo di persona, mi scrisse una email. Io ho sempre avuto una passione per la musica antica ho studiato canto barocco, rinascimentale. Dopo nove giorni dalla ricezione della email, le ho risposto. Da allora abbiamo cominciato a collaborare con Filippo Delbono, in uno spettacolo, tratto da Edipo. Dopo varie vicissitudini ci siamo trovate bene e diventate amiche. Dallo spettacolo di Edipo, abbiamo cominciato con altri progetti musicali.
2. Lo spettacolo perché predilige il senso della mutevolezza?
Dopo aver tenuti tanti concerti con assoli di musica, abbiano notato molti brani che avevano a che fare con le nuvole. Fatta una ricerca sulle nuvole, in quanto mutevolezza, ne abbiamo approfondito la tematica. Le nuvole sono una metafora, esse non sono affatto uguali, ad es. ci si può vedere un gatto o qualsiasi altra cosa.
3. La scelta della scaletta come stata concordata insieme a Ilaria?
Oltre alla mutevolezza, inerente le nuvole, abbiamo inserito brani, alcuni straconosciuti, ma li abbiamo mutati, cambiati sempre, rispettando la partitura originale, riarrangiandoli a modo nostro. Ovviamente un pezzo dei Pink Floyd dei Rolling Stones, con l’arciliuto non potrà essere come l’originale. La scaletta dello spettacolo è stata scelta in sintonia, nelle esibizioni, tutto è naturale. Abbiamo inserito delle riflessioni, in un testo, che intervallano le canzoni. Signore delle Cime è un brano di montagna, molto coinvolgente, che io cantavo nel coro quando ero bambina.
4. Perché lo spettacolo-concerto ha ottenuto un grande successo di pubblico in ogni dove?
Abbiamo avuto successo in ogni dove. Noi siamo brave e poi anche queste piccole riflessioni sulle nuvole sono interessanti. A me non piace avere un microfono e mandare proclami, preferisco che la gente vada via con delle domande, con delle questioni, con delle riflessioni, che noi cerchiamo di dare con i nostri strumenti, l’arciliuto barocco, da 14 corde e 4 bordoni e la mia voce. Il disco che abbiamo registrato in un giorno dalle parti di Vicenza, dove abita Ilaria, che tra l’altro e anche assessore alla cultura nella sua città, sta ottenendo un grande successo.
5. Quali sono oggi le nuvole e cosa esse rappresentano in una società, immersa nel terzo millennio?
Le nuvole sono esperimenti sul clima, geo-ingegneria, mutevolezza in senso positivo, chiedere scusa. Esse continuano ad alimentare la fantasia, affascinano i ragazzi, che guardano il cielo azzurro. Le nuvole le vedono tutti e sono colpite da migliaia di sguardi. Restano lì mutevoli, ma immutabili nel loro essere, una delle sorprese che la natura ci ha donato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *