Da Antonio Cortese (docente – giornalista)
Mentre Roberto Celano chiude l’ombrellone e va in parlamento regionale per rimarginare le questioni idrofluviali della Piana del Sele, scarse notizie sul piano di riqualifica delle colline salernitane all’attenzione dalla giunta mesi fa; ma solamente iniziative di banchetti enogastronomici.
Il cruccio sul degrado delle vie torrenziali e fluviali é iniziato a farsi sentire veemente un paio largo di anni fa dall’umile appello partito sulla situazione del Testene.
Ma anche l’emergenza irrigatoria dagli Alburni fa triste eco specie per le culture agroalimentari in una provincia che sogna nel 2026 strutture e condutture di varia specie invece di preoccuparsi della Palestina o di qualche villaggio africano per cui scioperare tra un tuffo estivo ed una sagra patronale.
Dalla frazione di Giovi scendono indomiti vari ruscelli e corsi naturali che al momento versano o stagnano in evidente stato da discariche abbndonate o abusive con conseguenze decennali di tossicità o alimentazione di fauna paludosa.
Allora prima di potare oltremodo alberi e cespi sul tutto il territorio comunale come se fossero improvvisamente spuntati giusto per non ossigenare troppo gli abitati, oppure acquistare vagonette di pulizia per assistere di contro ad una immondizia sparpagliatamente in crescita, curare il flusso idrico naturale che irriga senza costi ed é benefica per i vecchi ed i nuovi rioni sarebbe meglio a mio avviso.
Molti condomini in città sono alle prese con riparazioni antinfiltrazioni anche perché numerosi corsi d’acqua sono nel tempo divenuti carsici strutturali urbani e intaccano molte abitazioni che si aggiustano ma per semplici rattoppi temporanei poiché la carsicità dei rivoli ovviamente va in alternativa a gonfiare altrettante strutture.
Su il Quotidiano di Salerno personalmente circa tre anni fa già ho comunicato la mancanza di attenzione al problema della “carsicità urbana” da me stesso così definita perché l’andazzo generale anche ricercando via internet non sembra ancora dedicare attenzione all’interdisciplinarità del fenomeno crescente; in particolare segnalai i torrentini di Sala Abbagnano e Giovi ma come altri fino a Mercatello costituiscono ancora forti risorse sopite, non solamente per energia e salute ma anche turisticamente.