PERCHÉ ASPETTIAMO SEMPRE CHE UN PICCOLO DISTURBO DIVENTI UN PROBLEMA?

 

Dr. Alberto Di Muria
Farmacista di Famiglia

 

“Dottore, è da un po’ che succede… ma pensavo passasse.” Probabilmente è una delle frasi che ho ascoltato più spesso in farmacia. Una donna di cinquantacinque anni era venuta da me per la stanchezza. Parlando scopro che da mesi dormiva peggio, digeriva lentamente e il suo intestino era diventato irregolare. “Ma sono piccole cose, dottore. Non ci ho dato peso.” Ed è proprio questo il punto. Quando l’automobile fa un rumore nuovo ce ne accorgiamo immediatamente. Quando invece siamo noi a svegliarci stanchi per settimane, digerire peggio o avere mal di testa più frequentemente, troviamo subito una spiegazione: sarà il lavoro, il caldo, l’età, passerà. E spesso i piccoli disturbi passano davvero. Non dobbiamo trasformare ogni sintomo in una malattia. Ma esiste una differenza tra un episodio occasionale e un cambiamento che lentamente diventa la nostra nuova normalità. Se hai sempre dormito bene e da due mesi non dormi più come prima, è un’informazione. Se digerivi bene e improvvisamente ogni pasto diventa pesante, è un’informazione. Il corpo raramente comincia urlando. Prima sussurra. Prevenzione non significa preoccuparsi continuamente. Significa conoscere abbastanza bene il proprio equilibrio da accorgersi quando qualcosa cambia. E intervenire presto non significa necessariamente assumere qualcosa: può voler dire dormire meglio, mangiare diversamente, muoversi, bere di più oppure capire che è arrivato il momento di parlarne con il medico. Se c’è una piccola cosa che da settimane continui a rimandare perché “non è niente”, raccontamela. Ascoltiamo il corpo quando sta ancora parlando a bassa voce.

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