Beniamino Curcio: un uomo di successo … politico, amministrativo e tecnico

 

Aldo Bianchini

Dr. Beniamino Curcio - presidente Consorzio Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro

SALERNO – Che piaccia o meno bisogna riconoscere al dr. Beniamino Curcio, presidente riconfermato del Consorzio di Bonifica Integrale Vallo di Diano e Tanagro, il possesso di tutte e tre le qualità distintive che denotano la capacità di gestire la cosa pubblica in maniera assolutamente egregia: sa fare politica, è un bravo amministratore ed è, infine, un ottimo tecnico.

Qualità che molto difficilmente ricadono sulla stessa persona, almeno in giro nel Vallo di Diano di questi personaggi non ne vedo; e la cosa più grave è che un personaggio simile non esiste neppure tra i giovani aspiranti per il governo della cosa pubblica valdianese che in tanti, soprattutto giovani, dicono di voler riformare e lanciare.

Beniamino Curcio, pur non essendo l’uomo buono per tutte le stagioni perché è portatore di precise idee politiche e personali sulle quali è da tempo schierato, quelle stagioni le ha attraversate tutte ottenendo incarichi dappertutto e in tutti gli Enti locali, spesso sommandoli tra di loro; dal Consorzio di Bonifica alla Comunità Montana, dl consiglio comunale di Buonabitacolo alla carica di sindaco, dalla Comunità Montana (dove è stato direttore per molti anni) al Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni (PNCVDA), solo per citarne alcuni senza dimenticare la presifdenza dell’Ordine Provinciale degli Agronomi.

Tutte queste qualità potrebbero fare di Beniamino Curcio anche il candidato ideale per la guida del Parco Nazionale che si accinge a cambiare pelle dopo la presidenza di Tommaso Pellegrino che ha, comunque, rilanciato alla grande l’immagine dell’Ente. La scelta per i vertici del nuovo Parco è ormai alla spinta finale e spetterebbe, per la prima volta, soltanto al ministro senza intoppi regionali. Ma Curcio di destra non è, e solo questo potrebbe essere l’impedimento per una sua nomina a sorpresa che discenderebbe, appunto, dalle sue eccellenti capacità prima descritte. Con lui ne guadagnerebbe, e molto, anche la destra.

Ho scritto diverse volte sul personaggio Curcio e qualche volta non ci siamo ritrovati sulle stesse posizioni, ma Lui contrariamente ad altri non ha mai eretto barriere difensive e si è sempre mosso con grande rispetto della diversità dei ruoli. Ho scritto, dicevo, diverse volte su Curcio come ho fatto anche nella scorsa estate quando rilanciai la sua candidatura per la presidenza del Consorzio di Bonifica, nel momento in cui un po’ tutti lo davano per spacciato e quando, per dirla tutta, la stessa Comunità Montana che lui conosceva e conosce a menadito non si era comportata nel migliore e più istituzionale dei modi all’atto del suo pensionamento da dipendente arrivato alla carica di “direttore centrale”.

Ma con questo articolo non intendo nemmeno celebrare, al di sopra di tutto e di tutti, la figura e la carriera di Curcio, non ne ho le capacità e neppure le intenzioni; voglio soltanto e semplicemente stigmatizzare come sia riuscito ad attraversare, sostanzialmente indenne, diverse e contradditorie epoche politiche fondando il suo successo sulla sua conoscenza della politica (un’arte quasi al limite dell’estinzione), sapendo gestire l’amministrazione pubblica e, soprattutto, avendo dalla sua una incredibile capacità tecnica relativamente alle principali cose di cui si è interessato in questi ultimi trent’anni; una capacità tecnica che lo ha reso uomo indispensabile nei grandi Enti e per tutte gli esponenti principali della politica valdianese.

Una foto del 10 luglio 2020 - da sinistra Beniamino Curcio, Raffaele Accetta, Tommaso Pellegrino, il sottoscritto e Pierino Cusati

Ha affrontato le ultime elezioni per il rinnovo delle cariche del Consorzio di Bonifica con grande umiltà, anche facendo intuire agli sprovveduti avversari che forse aveva già perso; li ha fatti illudere e da lì è ripartito lentamente, porta a porta, senza badare (come qualcuno ha pensato di fare !!) a rincorrere liste di nomi ricadenti anche sui morti, per porsi all’attenzione dei singoli elettori come l’uomo giusto al posto giusto; spiegando con molta pazienza il lungo ed articolato “impegno programmatico” (lista “Per la nostra terra” con un dossier di oltre venti pagine in cui non viene trascurato nessun particolare) posto a base della risoluzione dei problemi che ormai da decenni affliggono i tanti residenti sulle rive opposte del Tanagro e la comunità valdianese in generale.

E la stragrande massa degli elettori, chiamati alle urne per il rinnovo del “Consiglio dei Delegati”, lo ha premiato attribuendogli 7 seggi su 10, ovvero la maggioranza assoluta che gli consentirà di governare, quasi in perfetta solitudine sia per capacità che per consensi, negli anni che verranno.

 

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