POVERTA’: il dossier regionale di Padre Antonio De Luca

 

Aldo Bianchini

SALERNO / PADULA – Nel giorno del Santo Natale è utilissimo ricordare a tutti che esiste la “POVERTA’”, quella vera, quella che ci fa paura, quella che facciamo finta di non vedere, quella che ci fa odiare la ricchezza.

Perché da un lato, in un angolino quasi nascosto di ogni territorio, esiste la povertà economica che di sovente sfiora l’indigenza; dall’altro lato esiste la ricchezza economica, anche quella più sfrenata che ci fa indignare tutti soprattutto quando sventolata ai quattro venti.

Ma c’è anche la “povertà spirituale” che molto spesso impazza nelle file della ricchezza sfrenata, a volte nel ceto medio borghese, e pochissimo tra i poveri economici. Tra queste ultime file la “ricchezza spirituale” la fa da padrone contro ogni logica e contro ogni difficoltà.

Questo stato di cose lo spiega brillantemente Mons. Padre Antonio De Luca (Vescovo della diocesi di Teggiano – Policastro) nel suo annuale rapporto regionale sulle povertà; un libro che condensa molto bene le varie sfaccettature dell’annoso problema che, soprattutto nella nostra regione, colpisce una moltitudine di persone che si affacciano nel nostro immaginario soltanto per caso e soltanto per poco tempo.

Partendo dal messaggio “Sei tu, mio Signore, la mia speranza” il Vescovo De Luca ci racconta come “il povero può diventare testimone di una speranza forte e affidabile, proprio perché professa in una condizione di vita precaria, fatta di privazioni, fragilità ed emarginazione”.

Secondo Padre Antonio “Egli (il povero) non conta sulle sicurezze del potere e dell’avere; al contrario, le subisce e spesso ne è vittima”.

E ci ricorda, con la forza dello spirito che caratterizza il suo ministero che “Risuonano chiare e forti le parole con cui il Signore Gesù esortava i suoi discepoli: <non accumulate per voi i tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo, dove né tarma né ruggine consumano e dove ladri non scassinano e non rubano>.

Una forza dello spirito che caratterizza da diversi anni la conduzione morale della grande diocesi di Teggiano – Policastro di Mons. Padre Antonio De Luca che ha sottoscritto l’importante dossier per spiegare a tutti che la povertà in Campania è sempre più una condizione di lunga durata, spesso interregionale, che attraversa le famiglie e segna i territori; una condizione che sfugge alla politica da sempre e che si annida dovunque, anche nei più sperduti angoli dell’intero territorio.

In definitiva il dossier “POVERTA’” sulle problematiche regionali evidenzia anche questo distacco traumatico tra la politica e la povertà che, nei nostri territori, incide molto nella statistica addirittura della mortalità che vede il suo livello abbassato almeno di due punti rispetto al nord del Paese.

Il dossier è stato presentato la sera del 16 dicembre scorso nei saloni di Villa Giulia (Bivio di Padula) nel corso di un incontro fatto anche di auguri natalizi ottimamente organizzato dalle sapienti mani di don Vincenzo Federico (parroco della Chiesa di Sant’Alfonso) alla presenza della sindaca Michela Cimino che ha portato i saluti della comunità padulese, e non solo.

Breve, conciso e penetrante, alla fine, il discorso – sermone che S.E. Mons. Padre Antonio De Luca ha offerto, quasi come il dono natalizio, all’attenta e numerosa platea di amministratori politici, dei vertici delle forze dell’ordine e di tanti semplici cittadini intervenuti all’evento.

Riprendo la frase iniziale per chiudere; oggi nel giorno del SANTO NATALE è davvero utilissimo per tutti ricordare che la “Povertà” esiste, che si siede al nostro fianco per farci girare spesso dall’altro lato. Tutti dovremmo in questo giorno dedicare anche solo qualche secondo del nostro tempo alle parole scritte e pronunciate dal Vescovo di Teggiano – Policastro; daremmo più forza alla sua azione.

Intanto gli fa eco da Napoli il cardinale S.E. don Mimmo Battaglia con una lettera ai fedeli in cui afferma che non bisogna mai perdere la speranza.

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