Aldo Bianchini
SALERNO (03.11.26) – Non dico una cosa nuova perché l’ho scritta (su questo giornale e su altre testate come ad esempio DentroSalerno) e detta (in tv, su Quarta Rete) tante altre volte in passato; uno dei guai più disastrosi della Salernitana Calcio (si chiama ancora così ?) è rappresentato dalla “stampa locale” che travolge e stravolge ogni cosa pur di presentarsi ai lettori e/o telespettatori con titoli ad effetto e analisi fanatico/scomposte/esaltanti, pur di avere qualche lettore e/o telespettatore in più.
Io non possiedo l’arca scientifica dei tanti giornalisti sportivi salernitani; ho semplicemente visto in tv la partita dell’altra sera contro il Savoia (che è la squadra per la quale tifava il mitico arbitro di serie “A” don Ciccio De Robbio, salernitano di Torre Annunziata) ed alla fine sono rimasto sinceramente scandalizzato dal “nulla calcistico” cui avevo assistito; e molto dispiaciuto, pur avendo avuto la sensazione che la Salernitana avrebbe potuto addirittura vincerla quella partita se l’arbitro avesse concesso il secondo rigore, ho cambiato canale per dirigere la mia attenzione verso altri avvenimenti sportivi.
Il fondo, ha scritto qualcuno, non è stato ancora toccato; ne sono profondamente convinto.
La rabbia del giorno dopo è stata quella di leggere commenti assolutamente iper-stravolgenti rispetto a quanto avevo visto con i miei occhi che, ripeto, pur non essendo appostato nell’arca scientifica del giornalismo sportivo, hanno visto tante, troppe cose inversamente proporzionali a quanto rappresentato dalla realtà obiettivamente osservata nel corso degli anni (luttuoso incidente del 24 maggio 1999 compreso).
Ma il massimo della meraviglia l’ho raggiunto leggendo l’articolo (qui riprodotto) pubblicato da Il Mattino lunedì 2 novembre 2026: “Lescano è glaciale dagli undici metri si carica sulle spalle il peso dei granata”; insomma il calciatore Lescano presentato – descritto e mitizzato quasi come “un eroe” di una partita giocata da entrambe le squadre in campo in maniera assolutamente vergognosa, fino al punto di non poterla definire una partita di calcio. Ci mancava solo che venisse scritto “Lescano nella storia dei granata”.
La realtà sportiva, invece, racconta tutta un’altra cosa; Lescano ha fatto semplicemente il suo dovere di professionista, ha sferrato un calcio al pallone e dagli undici metri ha segnato un gol facendo semplicemente quanto ogni calciatore dovrebbe fare dal dischetto; eclatante sarebbe stato il contrario, perché qui (e il ragionamento è di carattere generale) il focus per i rigori si sta spostando dalla doverosa segnatura all’eroico gol in quanto segnare un rigore sembra essere diventato un’impresa simile alla vittoria di una champions league.
Una moderazione, anche leggera, dei toni sarebbe, a mio modesto avviso, più che opportuna; se ne avvarrebbe non solo tutta la stampa ma anche la stessa Salernitana.