SALERNO – TRAFFICO: dalle Frecce in poi …

 

 

Aldo Bianchini

SALERNO – Era chiaro, molto chiaro, che le polemiche contro l’assessore Rocco Galdi (dopo la confusione di traffico dovuta all’esibizione delle Frecce Tricolori a Salerno) erano destinate a continuare, anche e non soltanto perché la quasi inutile opposizione presente in Comune altro non sa fare se non speculare anche sull’impossibile per distrarre l’opinione pubblica dalla loro insipienza politica che, dopo le elezioni dello scorso maggio, si è trasformata in una conquista di qualche poltrona e nulla più. Come era ampiamente prevedibile !!

Subito dopo la manifestazione del 25 – 26 e 27 settembre 2026, e delle prove effettuate nei giorni precedenti, anche una parte della stampa locale (leCronache.it in testa, con un lungo articolo di Erica Noschese) è scesa in campo per un attacco senza precedenti contro l’assessore Galdi; capisco che anche la stampa è orientata a destra e/o a sinistra ma la cronaca dovrebbe attenersi strettamente ai fatti senza apparentemente schierarsi per l’una o l’altra parte. Non solo per una equidistanza di giudizio ma anche per non cadere nella trappola del dove coglio coglio.

Purtroppo non funziona così e pur di colpire il grande kaimano ci si aggrappa ad ogni cavolata senza rendersi conto che questo modo di fare non significa fare giusta e corretta opposizione ma soltanto il classico “facimm’ ammuina” di napoletana memoria.

Dopo la pubblicazione del precedente articolo sul caso delle Frecce mi ha scritto il dr. Gerardo Calabrese (per molti anni assessore all’ambiente del Comune di Salerno); una lettera che è la più plastica delle dimostrazioni di come la si può pensare diversamente e di come si può fare opposizione seria e costruttiva senza scendere nelle beghe delle lavandaie (niente offese per questa onorata classe sociale di molti anni fa) o peggio ancora nelle beghe da cortile.

 

Caro Aldo, condivido solo in parte la tua riflessione. Nessuno può seriamente pensare di attribuire all’assessore Galdi la responsabilità di tutti i problemi della mobilità di Salerno. Parliamo di criticità strutturali che vengono da lontano, di una città cresciuta senza una visione organica della mobilità e di una rete viaria che oggi fatica a reggere flussi straordinari di traffico. Un assessore non può diventare il capro espiatorio di decenni di scelte amministrative. Ma proprio per questo bisogna distinguere le cose. Una cosa è attribuire a un amministratore responsabilità che non ha. Altra cosa è chiedergli conto di come esercita il proprio ruolo istituzionale. Ed è qui che, secondo me, sta il vero punto politico. Ti riporto quanto ho scritto a commento del post Facebook di Luciano Provenza, perché sintetizza bene la mia posizione: “Caro Luciano, concordo sul fatto che l’assessore non debba essere il capro espiatorio di problemi complessi, né che il confronto debba trasformarsi in attacchi personali. Ma il rispetto delle Istituzioni passa anzitutto dal rispetto delle Commissioni consiliari. Tu lo sai bene, avendolo vissuto da consigliere: quando ero assessore non ho mai disertato una convocazione, garantendo sempre presenza, ascolto e disponibilità al confronto. Nessun accanimento personale, dunque, ma rigoroso rispetto dei ruoli e delle prerogative istituzionali.” Ecco: nessun accanimento personale. Ma neppure sconti sul piano istituzionale. Non contesto a Galdi di non aver potuto impedire, da solo, il caos provocato da un grande evento capace di portare a Salerno migliaia di persone. Sarebbe una lettura semplicistica. Contesto, invece, una questione molto più precisa: quando un assessore viene convocato dalle Commissioni consiliari, deve esserci. Perché una Commissione consiliare non è un optional. Non è una perdita di tempo. E soprattutto non è un luogo nel quale la maggioranza e l’opposizione si affrontano per una partita di schieramento. È uno degli strumenti attraverso cui il Consiglio comunale esercita le proprie funzioni di indirizzo e controllo. Chi amministra deve quindi avere la disponibilità al confronto, anche quando le domande sono scomode, anche quando le critiche sono dure, anche quando sarebbe più semplice evitarle. Lo dico anche per esperienza personale: quando ero assessore, ho partecipato alle convocazioni delle Commissioni, mettendomi a disposizione dei consiglieri. Non perché fosse sempre piacevole, ma perché fa parte del ruolo. La politica istituzionale funziona così: si decide, si amministra, ma soprattutto si risponde delle proprie scelte davanti agli organi democraticamente preposti al controllo. Per questo non condivido l’idea che richiamare un amministratore al rispetto delle proprie responsabilità significhi “accanirsi” contro di lui. La critica politica non è un attacco personale. Il confronto istituzionale non è accanimento. E chiedere la presenza di un assessore in Commissione non è una persecuzione: è semplicemente democrazia. Nessuno chiede capri espiatori. Si chiede una cosa molto più semplice: rispetto dei ruoli, delle Istituzioni e del Consiglio comunale. Su questo, credo, non dovrebbero esserci equivoci. Un caro saluto.

 

Prendo atto del pensiero politico-pratico del dr. Calabrese ed aggiungo che in gran parte lo faccio mio sottoscrivendolo; mi auguro che quanto auspicato possa essere messo in moto non solo dall’assessore Galdi ma anche da chiunque si avvicini alla politica gestionale della cosa pubblica salernitana.

 

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