Ecosistema Urbano 2026: Salerno arranca all’82° posto, ma è regina della differenziata. Il confronto con la Campania e Potenza

da Filippo Ispirato
Salerno si conferma una città a due velocità sul fronte della sostenibilità e della qualità ambientale. Il nuovo report Ecosistema Urbano 2026, pubblicato da Legambiente e Ambiente Italia in collaborazione con Il Sole 24 Ore, assegna al nostro capoluogo l’82ª posizione su 106 città esaminate [Ecosistema urbano 2026 – Lab24 – Il Sole 24 ORE]. I numeri ufficiali evidenziano forti criticità strutturali che frenano la transizione ecologica della città, posizionandola nella parte medio-bassa della classifica nazionale, nonostante alcune eccellenze storiche.
Il fiore all’occhiello: Salerno regina della raccolta differenziata al 74,5%
La nota più lieta del rapporto riguarda la gestione dei rifiuti urbani, comparto in cui Salerno si dimostra un modello virtuoso. Con una percentuale di raccolta differenziata arrivata al 74,5%, la città conquista il 29° posto in Italia. Si tratta di un risultato di rilievo: Salerno è infatti l’unico capoluogo della Campania ad aver superato la soglia di legge del 65%.
Sul fronte dell’inquinamento atmosferico si registra un altro dato positivo legato all’ozono: Salerno rientra nel ristretto gruppo di sole nove città italiane che non hanno mai registrato sforamenti dei limiti consentiti nell’anno di riferimento.
Le note dolenti: maglia nera per ciclabili, smog e spreco idrico
Le vere criticità emergono quando si analizzano la mobilità, la qualità dell’aria urbana e la gestione delle risorse idriche:
  • Piste ciclabili azzerate: Salerno si colloca all’ultimo posto in Italia tra le città che hanno fornito i dati relativi alle infrastrutture per le biciclette, evidenziando un ritardo cronico sulla mobilità dolce.
  • Biossido di azoto (NO2): I livelli di smog preoccupano, con la città che scivola al 95° posto per concentrazione di NO2 nell’aria.
  • Consumi idrici fuori controllo: Sul fronte dell’acqua potabile per uso domestico, la città si posiziona al 103° posto, a dimostrazione di consumi eccessivi o di pesanti dispersioni strutturali della rete idrica.
  • Verde urbano ed energia: Restano stabili e insufficienti i parametri relativi ai metri quadri di verde fruibile per abitante e alla diffusione di impianti di energia rinnovabile sul territorio.

Il derby regionale: Salerno stacca Napoli, ma cede il passo ad Avellino
L’analisi comparativa dei dati mostra una Campania profondamente spaccata e in forte affanno sul fronte della sostenibilità. All’interno del contesto regionale, Salerno difende la seconda posizione interna. Un posizionamento che permette al capoluogo salernitano di staccare nettamente la maglia nera d’Italia, Napoli, clamorosamente scivolata all’ultimo posto nazionale (106ª su 106), e Caserta, che arranca poco sopra in 102ª posizione. Salerno riesce a fare meglio anche di Benevento, ferma all’85° posto.
Il vero modello di riferimento in Campania resta invece Avellino, che conquista il primato regionale posizionandosi al 57° posto in Italia e guadagnando ben 5 posizioni grazie a indici migliori sulla qualità dell’aria e sulla gestione urbana.
Il netto divario con la vicina Potenza
Il distacco diventa ancora più evidente se si allarga lo sguardo oltre i confini regionali. Potenza mette a segno un balzo in avanti straordinario, risalendo fino al 65° posto in Italia (rispetto all’84° dell’anno precedente). Il capoluogo lucano surclassa Salerno di ben 17 posizioni, trainato da una migliore performance complessiva sui consumi energetici e sulla gestione delle risorse idriche.
I paradossi del confronto: Rifiuti contro Smog
Se si scende nel dettaglio dei singoli parametri, emergono i paradossi di Salerno rispetto ai vicini:
  • Sui rifiuti: Con il suo 74,5%, Salerno umilia letteralmente Napoli e il resto dei capoluoghi regionali, confermandosi l’unica oasi felice della Campania.
  • Sullo smog: Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), Salerno registra una concentrazione media di 27 µg/m³, un dato decisamente più alto e preoccupante rispetto ad Avellino (20 µg/m³), Caserta (17 µg/m³) e Benevento (14 µg/m³).

Un cambio di passo necessario per il futuro della città
I dati di Ecosistema Urbano mostrano che la strada verso una Salerno pienamente sostenibile è ancora lunga. Se il senso civico e l’organizzazione della raccolta differenziata rappresentano solide fondamenta da cui ripartire, la sfida per l’amministrazione e per la cittadinanza si sposta ora sulla riprogettazione degli spazi urbani. Per scalare le classifiche del Sole 24 Ore non basterà più solo differenziare bene i rifiuti: servirà investire pesantemente sul potenziamento dei trasporti non inquinanti, sulla creazione di vere infrastrutture ciclabili e sulla manutenzione delle reti idriche per fermare lo spreco d’acqua.

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