PICERNO – SALERNITANA: la vergogna granata

 

Da Nunzio La Rocca

 

Tabellino di gara

AZ Picerno-Salernitana 3-0

Reti: 33’ pt Gemignani (AZP), 9’ st Rillo (AZP), 45’ st Pugliese (AZP).

AZ Picerno: Marcone; Gemignani, Bellodi, Bassoli, Rillo (40’ st Pistolesi); Maselli, Franco; Kanoute (19’ st Esposito), Bianchi (40’ st Oliviero), Pugliese; Abreu (31’ st Coppola). All. Guido Di Deo

A disposizione: Pecci, Cortese, Perri, Maiorino, Egharevba, Tolovan, Nocerino, Scravaglieri.

 

Salernitana: Galeotti; Pieraccini, Celiento, Anastasio; Llano (36’ st Boncori), Tascone (20’ st de Boer), Vitale, Villa; Cardoni (8’ st Longobardi), D’Ursi, Lescano (20’ st Bevilacqua). All. Serse Cosmi

A disposizione: Cevers, Zoia, Capuano, Djibril, Del Pin.

Arbitro: Maksym Frasynyak di Gallarate.

 

Assistenti: Luca Capriuolo (sez. Bari) – Fabio Cantatore (sez. Molfetta).

IV Ufficiale: Antonio Di Reda (sez. Molfetta).

Fvs: Stefano Vito Martinelli (Potenza).

Ammoniti: Esposito, Maselli, Coppola, Pugliese (AZP), Pieraccini, Villa (S).

Angoli: 2-5

Recupero: 1’ pt, 6’ st.

 

VERGOGNA è l’unica parola che può uscire dalla bocca di tutti noi, gridata a voce alta affinché il grido arrivi fino alle orecchie del fantasma Danilo Iervolino. Ci aspettiamo che dalle pagine di Forbes, adesso, il nostro buon AD Umberto Pagano ci dia un’altra lezione di direzione aziendale di altissimo livello e ci spieghi le perdite di esercizio che la società è costretta a subire e ci indichi quale posizione assumere nei riguardi di questa figuraccia. Ancora una volta l’offesa nei riguardi di un popolo sportivo come quello granata è di dimensioni incommensurabili. Assistiamo in diretta, nell’immediato post partita, ad un mea culpa del DS Faggiano che attacca la squadra senza fare mai il nome dell’allenatore ed addirittura prendendo le difese della proprietà alla quale chiede addirittura scusa per la prestazione indecorosa di questa sera. Nessuno chiede scusa alla città di Salerno ed al popolo sportivo granata. Ci mettono la faccia solo per difendere la loro incompetenza e la loro incapacità di gestire una squadra. Ci chiediamo dove siano stati in questi mesi, durante il ritiro, durante gli allenamenti, durante le settimane di preparazione alle varie partite. Tornando alla cronaca del campo, dopo le varie ipotesi di moduli di gioco, Serse Cosmi schiera il jolly inventandosi inventa un Cardoni alle spalle del duo D’Ursi – Lescano ed i polsi cominciano già a tremare. Il giovanotto ha delle buone qualità, non ci risulta che improvvisamente si sia svegliato centrocampista; ha tanta forza da utilizzare in proiezione offensiva se solo si fosse posizionato esterno destro. La tensione si allenta un poco quando assistiamo ai primi dieci minuti di pressing trascorsi i quali il buio più totale cala sul “Curcio” e la compagine granata letteralmente sparisce dal campo. Se ci fossero i “Ghosbusters” con le loro macchine acchiappafantasmi rivelerebbero questi 11 ectoplasmi aggirarsi sul campo del Picerno con l’unico scopo di finire al più presto il match e tornare a casa. Il “Perugino”, notoriamente focoso ed animato sul campo, ha assistito inerme a questo silenzioso ammutinamento, che ha portato la squadra alla più totale inerzia: vittima o carnefice? Certamente non è brillato per tattica calcistica e non ha portato sul campo un’idea che potesse minimamente scalfire l’organizzazione di gioco del Picerno. Giocatori normalmente evanescenti quali Tascone e Vitale hanno dimostrato ancora una volta la loro inadeguatezza in quel ruolo e verrebbe da chiedersi che cosa ha visto il DS nel momento dell’acquisto di codesti giocatori. Un reparto difensivo che ha perso la bussola con uno sbandamento su ogni palla che il Picerno faceva transitare da quelle parti. Fino a questa maledetta serata la compagine lucana non aveva certo brillato per le virtù d’attacco con appena 14 reti segnate in 10 gare di campionato e mai era riuscita a portare a casa un risultato così tondo con il minimo sforzo. Con tutto il rispetto che si può avere per l’avversario, non eravamo di fronte ad un undici irresistibile ma al cospetto di onesti operai che hanno portato a casa il risultato. Appare evidente la rottura degli equilibri interni quando a fine gara i giocatori sono letteralmente fuggiti dal campo nonostante dalla tribuna Achick e tutta la pattuglia degli infortunati li incitassero a raggiungere i tifosi per salutare e, almeno, cospargersi il capo di cenere e chiedere scusa a 639 supporters granata che ancora una volta cantavano e saltavano a supporto della squadra. Comportamento indecoroso su tutti i fronti e le pezze a colori che il DS Faggiano ha cercato di cucire nel dopo gara non hanno certamente aiutato a spegnere le fiamme di un’indignazione che non ha precedenti nella storia della nostra Salernitana. Perché il punto cruciale, a prescindere da società, atleti e giocatori, è che questa è la NOSTRA Salernitana, è la creatura che accompagniamo con la mano in ogni momento della sua giornata, è una fede che travalica persone e cose e raggiunge vette di passione che non si potrebbero spiegare con pagine e pagine perché ai più risulterebbe solo follia. Una dolce follia che rappresenta un patrimonio unico che non permettiamo a nessuno di mortificare. Le immagini televisive ci hanno mostrato un Serse Cosmi desolatamente solo, a fare da parafulmine ad una situazione che è sfuggita di mano a tutti. Un popolo intero chiede e pretende rispetto per la sua storia. La vacanza è finita. Scrivo mentre il buio ancora avvolge la nostra città e spero che il nuovo giorno sia l’alba di una svolta che tutti aspettiamo e che anzi, pretendiamo.

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