Tribunali: 12 ricorsi alla Consulta contro le soppressioni

 

 Antonio Citera

SALA C. – Alba, Sulmona, Pinerolo (5), Saluzzo, Urbino, Sala Consilina, Montepulciano. A tali provvedimenti si aggiunge il ricorso diretto della Regione Friuli Venezia  Giulia. Sono ben 12 le ordinanze di rinvio alla Corte Costituzionale che riguardano la incostituzionalità dell’intera riforma della Geografia Giudiziaria che ha messo la parola fine a quasi 1000 uffici giudiziari in tutta Italia. Nonostante ciò, La Severino accelera sul decreto, e continua a tenere fermo il termine ultimo del 13 settembre prossimo . Con una nota infatti  mandata qualche tempo fa  ai Presidenti di Corti di Appello e ai Procuratori Generali, si invita a procedere “nel più breve tempo possibile alla totale dismissione delle strutture ove sono attualmente allocati tutti gli uffici soppressi”.  La strada è quella di limitare al massimo la deroga contenuta nell’articolo 8 del Dlgs 155/2012 che consente il mantenimento in casi eccezionali e per non più di cinque anni degli immobili sedi degli uffici soppressi. Chi chiederà la proroga dunque dovrà motivare e “comprovare” le “specifiche ragioni organizzative o funzionali” che la giustificano, anche chiarendo il perché dell’“impossibilità di praticare soluzioni alternative che consentano la concentrazione degli uffici soppressi presso la sede accorpante”. Ad essere chiamato in causa in prima persona è il capo dell’ufficio accorpante che qualora non ritenga possibile attuare a concentrazione dovrà attivarsi presso le amministrazioni locali per ottenere soluzioni logistiche, a cui – spiega la nota – sono tenute per legge. E così, l’intera procedura dovrà essere gestita sotto la “vigilanza” del presidente della Corte di Appello. Ci sarà tempo fino a 30 aprile 2013 per acquisire in merito i pareri dei consigli degli ordini degli avvocati e delle amministrazioni locali e poi entro il 30 maggio il Consiglio giudiziario trasmetterà l’intera documentazione, compreso il proprio parere, al Dipartimento per l’organizzazione giudiziaria del Ministero che dovrà poi aprire un’istruttoria che si chiuderà con un decreto.

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