il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Netanyahu e l’Ambasciata che al Cairo non c’è più

Salvatore Pica

La tensione in Egitto dopo Mubarak ha avuto un’impennata ad agosto,  quando dopo l’attacco terroristico a Eilat, (sud di Israele), le forze sioniste hanno inseguito il commando sconfinando nel Sinai e 5 guardie egiziane sono rimaste uccise. Con la Turchia altro scontro, c’era stato un attacco nel Mar di Marmora in piena notte, morirono 9 attivisti turchi. Recep Erdogan, premier turco, oltre le scuse, aspetta spiegazioni più chiare e i rapporti sono tesissimi, con Israele. Netanyahu, Premier Israeliano, si vede circondato da nemici pronti a tutto. I fatti di questi giorni al Cairo, sono preoccupanti, l’assalto al muro di cinta dell’Ambasciata di Israele, la fuga coatta dalle circostanze dell’Ambasciatore  e del suo staff, fanno capire quanto odio sia rimasto nei confronti degli ebrei. Si è temuta una guerra, se Israele avesse reagito, come nel 1967, detta anche guerra dei 6 giorni perchè tanto durò. Nel ’97, la pace di Camp David, voluta da Carter (USA) Sadat (Egitto) Begin (Israele) firmava l’ accordo tra egiziani e sionisti. Oggi le cose sono cambiate e l’antico odio riemerge; per due volte sono state fatte saltare cariche esplosive, per nuocere il gasdotto che rifornisce, oltre la Giordania, lo Stato di Israele. Questo denota l’impreparazione della matrice che con un gesto simile, nuocerebbe anche uno stato musulmano. Il Premier turco Erdogan, ormai nemico di Israele, sarà al Cairo in questi giorni, prima tappa di un lungo viaggio, per festeggiare ed invogliare la “Primavera araba”, sicuramente non sarà benevolo col nemico del Mar di Marmora. Insomma, Netanyahu ha grosse gatte da pelare, Israele è una Nazione agguerrita, dove tutti i cittadini, uomini e donne, hanno l’obbligo del servizio militare. La gente è addestrata e pronta, ma non basta a tenere a bada un mondo arabo inferocito. Ed allora il contatto con Obama poco simpatico al premier Israelita, fatto è che ora, Israele, lancia un velato messaggio di pace con Il Cairo. L’America, deve aiutare gli ebrei per amicizia, per interessi – basta pensare ai grandi banchieri nel mondo – e perché sono la roccaforte a bada di un “passaggio” che se mancante, creerebbe molte preoccupazioni a tutti. Certo la situazione è avvilente, quando un Ambasciatore deve essere richiamato in Patria, Netanyahu, ha mandato giù un grosso boccone amaro.

 

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