il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

La Certosa … secondo Andria

Duro attacco del senatore Alfonso Andria contro la sordità del Governo. Ma lui dov’è stato dal quel famigerato giorno del 2003 quando della Certosa prese possesso Achille Bonito Oliva con il consenso sia di Bassolino che dello stesso Andria.

 

Aldo Bianchini

Padula – Sono sinceramente rimasto colpito, in questi ultimi giorni, da un’affermazione del sen. Alfonso Andria che in merito al degrado della Certosa di San Lorenzo in Padula avrebbe dichiarato che “… la Certosa cade a pezzi per colpa del governo Berlusconi…”. Capisco le ragioni della politica, capisco le ragioni di chi fa opposizione, sinceramente però rimango sorpreso della meraviglia di un parlamentare che sa benissimo che il monumento Unesco di Padula è stato da sempre gestito da personaggi del centro-sinistra, che sa benissimo che sulla certosa ci hanno speculato in tanti, che sa benissimo che Achille Bonito Oliva è stato forse uno degli ultimi sfascisti del monumento. Per correttezza deontologica, prima di esprimere il mio pensiero, provvedo a pubblicare per intero il documento diffuso dalla segreteria del parlamentare. << “L’assoluta sordità del Governo, anche con riguardo ai temi della Cultura e della tutela del patrimonio artistico, archeologico, architettonico e storico, si rileva in ogni atto, persino nelle mancate risposte alle interrogazioni parlamentari. Il 12 ottobre del 2010 con interrogazione n. 3 -01637, rivolta al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, sollevai il problema relativo alla dotazione di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria della Certosa di Padula, nonché per il personale addetto all’accoglienza, all’assistenza e alla guida dei visitatori. Analoghe iniziative furono assunte, ovviamente sotto forma diversa, dall’allora Sindaco di Padula, dott. Giovanni Alliegro. A distanza di otto mesi il Ministro (all’epoca e fino a poche settimane fa Bondi, oggi Galan) non ha ancora risposto. Il problema è irrisolto ed anzi si aggrava col passare del tempo, a detrimento dell’immagine del compendio monumentale della Certosa di Padula, con gli immancabili disagi dell’utenza e la conseguente mortificazione – sotto ogni profilo – del personale addetto. Ma c’è di più. Il territorio di due intere province della Campania, Salerno e Avellino, viene oggi totalmente trascurato nella ripartizione dei fondi per la manutenzione straordinaria, finalmente sottoposti all’esame del Consiglio Superiore del Ministero e dal medesimo organismo approvati. Naturalmente ben vengano i finanziamenti, nella speranza che siano celermente erogati, a favore di alcuni beni culturali nelle province di Napoli, Benevento e Caserta. Ma è inaccettabile che chi ha la responsabilità della conduzione politica del Ministero continui ad ignorare, nonostante le ripetute sollecitazioni, le necessità relative al prestigioso patrimonio esistente anche nelle altre realtà provinciali,  salernitana e irpina.Chiederò conto di tutto ciò al Ministro attraverso una nuova interrogazione e solleciterò anche il Sottosegretario ai Beni Culturali di recente nomina, Sen. Riccardo Villari, come me eletto in Campania, affinchè intervenga per rimuovere questa intollerabile discriminazione. Nella interrogazione che sto predisponendo richiamerò anche l’attenzione del Governo sulla necessità inderogabile di stilare un Piano di interventi che tenga  conto delle più urgenti priorità dei territori delle realtà provinciali di Salerno ed Avellino”>>. Mi auguro sinceramente che il senatore Andria quando si troverà al cospetto del ministro ai beni culturali faccia su se stesso un sereno esame di coscienza e spieghi tanti perché. Il primo fra i tanti è riferito al mitico (si fa per dire!!) Achille Bonito Oliva che piombò in Certosa nel pomeriggio del 18 luglio 2003 e con fare irrazionale e arrogante sbeffeggiò tutti, innanzitutto l’allora sindaco Alliegro. Con la fascia azzurra era presente anche l’attuale senatore Andria che all’epoca era presidente della provincia, e c’era il governatore Antonio Bassolino (grande sponsor di Oliva), e con loro due c’era il soprintendente Prosperetti, l’allora presidente della comunità montana Vittorio Esposito, oltre a varie altre personaggi locali. L’unico a mettere in discussione pubblicamente la presenza di Bonito Oliva fu l’attuale sindaco di Padula Paolo Imparato (che allora era assessore alla comunità montana) che chiese anche conto e ragione del poderoso investimento di danaro pubblico per oltre 800mila euro da impegnare nella famosa mostra “Le opere e i giorni” che avrebbe dovuto dare alla Certosa la svolta decisiva e il rilancio definitivo. Io personalmente aspetto ancora, da quel giorno, la risposta sia di Andria che di Bassolino alla lettera che inviai loro per chiedere lumi sia sull’entità della spese e sia sui dettagli del faraonico progetto, rivelatosi poi una frana. Da quel giorno mi ha risposto soltanto l’allora sindaco Alliegro e, forse, avrebbe fatto meglio a non rispondere. E adesso, dopo più di otto anni, mi si viene a dire che “… la certosa cade a pezzi per colpa del governo Berlusconi …”. Per cortesia queste cose andatele a dire da qualche altra parte, io faccio il giornalista e non il giornalaio e certe cose mi restano impresse nella memoria per sempre. Ricordo anche che qualcuno in quel lontano pomeriggio del luglio 2003 mi disse: “Meglio avere a che fare con un madonnaro povero ma educato, che con un artista contemporaneo maleducato, insolente e probabilmente miliardario”.

 

 

1 Commento

  1. Bravo Aldo! Ti ricordi quando sostenni di ritagliare uno spazio per una Comunità Monastica nella Certosa,come avviene in molte altre Certose d’Italia? Ti ricordi che oltre al tuo consenso stesso Vescovo di Teggiano valutò con rispetto questa richiesta?Ricordi quanta “casciara” laicista si sollevò contro la proposta? Ci manca solo che nella Certosa ci facciamo i festini…..poi tutto è laicizzato bene.Dov’erano i nostri amici che piegano le verità storiche a loro tornaconto? La Certosa,Museo o Comunità Monastica,deve rimanere un faro di luce cristiana per l’intera Provincia e per l’Italia.

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