il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sandro Cavallo: il ricordo di una persona perbene

Aldo Bianchini

SALERNO – Lo avevo incontrato agli inizi del mese di giugno casualmente al bar di Elio, a Torrione di fronte all’ex Banca di Roma, c’era anche Salvatore Memoli, e con loro avevo centellinato un caffè parlando del più e del meno. Non avrei mai pensato che appena un paio di mesi dopo quell’ultimo incontro non ci sarebbe stato più. Parlo di Sandro Cavallo, medico e noto uomo di sport della nostra città, nonché esponente della società civile prestato alla politica. Lo avevo conosciuto molti anni prima, nella seconda metà degli anni ’80, quando io curavo per conto di TV Oggi la rubrica sportiva “Sport & Sport” (poi ereditata dall’amico Zaccaria Tartarone) in una sorta di <<dal produttore al consumatore>> (come mi disse un giorno sotto il tendone del palasport Mario Compagnone che allora furoreggiava sulle frequenze di Telecolore). Difatti curavo quella rubrica fin nei minimi particolari riuscendo a fare contemporaneamente le riprese e il commento che poi ripulivo a casa prima di confezionare la cassetta, rigorosamente in vhs, da consegnare ai tecnici di TV Oggi per la messa in onda. Sarebbe troppo parlare di amicizia tra me e Sandro, c’è sempre stato un profondo rispetto dei ruoli diversi che entrambi e rispettivamente rivestivamo o incominciavamo a rivestire nell’ambito non solo dello sport ma dell’intera informazione salernitana. Sebbene la <<mia tv>> dell’epoca fosse assolutamente artigianale non si sottraeva mai ai miei inviti a caldo sugli spalti del palasport per commentare le prestazioni esaltanti ma anche deludenti della sua Roller. Il caso, sempre il caso, mi premiò e quando la Roller andò a Pescara per disputare la bella che la portò nella serie superiore (credo in B) l’unica televisione presente fu la <<mia tv artigianale>>; a Pescara andai ovviamente a spese mie, l’amore per gli sport cosiddetti minori era, allora come ora, così forte che riuscivo ad affrontare e superare, anche se con una certa difficoltà, il gravoso peso economico strettamente legato alla mancanza di sponsor’ per una tv artigianale come la mia. Fu un successo, la grande simpatia di Sandro Cavallo fece il resto, capì lo sforzo organizzativo e tecnico (avevo portato con me anche il giovane cronista Marco, mio nipote) e si prodigò per tutta la giornata affinchè venissimo trattati alla pari della diverse altre tv pescaresi presenti al palazzetto dello sport di Pescara. Nel corso degli anni successivi ci siamo incontrati più volte, più per ragioni politiche che sportive, qualche volta è stato anche mio ospite nelle trasmissioni televisive di Quarta Rete, tutto nel solco di una profonda conoscenza che non ha mai avuto battute di arresto. Quella mattina di giugno, al bar Elio, parlammo molto di politica, da De Luca a Renzi; con Salvatore e Sandro era ed è facile dialogare. In tutta sincerità non avvertii dalla sua voce alcun segno di cedimento del fisico che soltanto ora scopro già essere minato dal male incurabile che lo ha trascinato verso un’imprevedibile e prematura fine. Più che altro mi resi conto, quella mattina, di trovarmi di fronte ad un uomo che manifestava un certo desiderio di parlare, di dialogare con qualcuno di sua fiducia dei temi che attraversano quotidianamente la nostra società. Probabilmente pensava e sperava di farcela, non è stato così, il destino per lui ha deciso diversamente. E’ andato via un mese fa, il 22 agosto scorso, e nel trigesimo non posso che esternare le condoglianze mie personali e di tutta la redazione alla famiglia di Sandro, cominciando dalla moglie Antonietta Musacchio, ai figli Luca ed Elvira ed al fratello Gennaro. Una persona perbene come Lui continuerà a vivere per l’eternità, almeno nei ricordi di tutti noi. E per ricordarlo davvero ho scelto una foto dei suoi tanti ragazzi della Roller.

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