il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Provincia Under Attack/31: Citarella è libero !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Giovanni Citarella, imprenditore ed erede di un gruppo molto importante in fatto di realizzazione di lavori pubblici, è ritornato in libertà. Finalmente !!, aggiungo io che credo fermamente nello “stato di diritto” di ognuno. Ho scritto spesso ed anche parecchio sulle vicende giudiziarie che hanno travolto quello che un po’ tutti ritengono il capo del “gruppo Citarella”; qualche volta ho scritto anche in maniera negativa, soprattutto quando nelle vesti di “presunto delatore e/o pentito” nell’accusa contro Luigi Di Sarli il Citarella non mi piacque proprio. Ero abituato a leggerlo nei panni di un uomo imperturbabile, capace di resistere alle pressioni giudiziarie che nei suoi confronti hanno fortemente assunto la valenza di una vera e propria persecuzione. Quanto sono lontanissimi i tempi in cui nell’ Hotel Due Torri, in costiera amalfitana, il giovanissimo Giovanni festeggiò il suo diciottesimo compleanno. Per la sua festa si mobilitò tutta la Salerno che contava, dai politici ai magistrati, dai religiosi alle forze dell’ordine, finanche il prefetto dell’epoca (il famoso Prefetto di ferro !!) volle essere presente alla festa di compleanno e raggiunse l’hotel a bordo di un elegante yacht di proprietà di un facoltoso imprenditore della sanità privata: almeno così si racconta negli ambienti bene informati. Fu, comunque, una festa da mille e una notte; ma allora primeggiava su tutti suo padre Gennaro che tempo dopo venne ucciso in un agguato camorristico davanti la sua villa mentre tornava dagli USA per motivi di affari. Era il 16 dicembre del 1990 e la città si spaccò sulla vera identità dell’uomo che fino a qualche ora prima era stato osannato da tutti, eccezion fatta dell’allora sindaco di Salerno Vincenzo Giordano che proprio con Gennaro Citarella aveva avuto uno scontro durissimo in merito ad un certificato antimafia per l’aggiudicazione dell’appalto dell’arredo urbano.  Ebbene da quel momento il “gruppo Citarella” sembrò essere scomparso dalle prime pagine della cronaca e del gossip; il giovane Giovanni prese le redini del gruppo portandolo anche a livelli molto più alti di quelli ereditati dal potente genitore. Una violenta, improvvisa e lunga carcerazione verso la fine degli anni ’90 a causa di delazioni di alcuni pentiti della camorra, poi più nulla. Fino agli inizi del 2010 quando improvviso scoppiò lo scandalo dei “Mondiali di nuoto” di Roma del 2009; un’inchiesta nata su iniziativa del pm di Potenza Henry John Woodcock che avanzò la suggestiva e mai provata ipotesi accusatoria di un “cartello” politico-imprendotoriale tra lo stesso Giovanni Citarella e il neo presidente della Provincia Edmondo Cirielli anche perché i due erano stati compagni di studi. Quello che sembrava essere una normale e corretta amicizia si sfascia, però, nel corso dell’inchiesta salernitana denominata “Due Torri” quando Citarella lancia una serie di accuse verosimilmente infondate contro il suo ex compagno di studi. Tutte cose che disegnano un quadro poco edificante sulla figura del rampollo di uno dei gruppi imprenditoriali più forti dell’intera provincia e non solo. Mi sono sempre chiesto il perché di una simile trasformazione del personaggio e dell’uomo Giovanni Citarella. Non ho trovato risposte adeguate anche perché non tutti i miei interlocutori, siano essi politici o imprenditori, hanno preferito la scelta del silenzio in considerazione della pericolosità dell’inchiesta condotta dai pm Vincenzo Montemurro e Rosa Volpe della DDA di Salerno. Poi le vicende legate alla Nocerina Calcio che hanno nuovamente portato in carcere il leader del gruppo imprenditoriale che in questi ultimi anni non ha avuto più pace in una sorta di escalation giudiziaria senza precedenti. Perché ? Perché, in buona sostanza, credo che Giovanni Citarella paghi tutte colpe probabilmente non sue, colpe costruite e maturate da una serie incredibile di dichiarazioni e di delazioni dalle quali è difficilissimo difendersi, soprattutto se provenienti dagli ambienti camorristici dell’agro sarnese-nocerino. La vita facile, gli agi, il lusso, il potere economico avevano delineato per il diciottenne universitario Giovanni una vera e propria autostrada verso la tranquillità di un’esistenza assolutamente facile e felice. Pochi anni e poi il diluvio con sprofondamenti verso gli inferi, continuamente e con una insistenza da abbattere anche un toro. Alla fine Giovanni Citarella ha dovuto rinunciare a tutto, anche al suo amore per lo sport e per la Nocerina, e pur di riconquistare l’agognata libertà è stato forse costretto a tentare di scaricare su altri responsabilità che, a loro volta, questi non hanno mai avuto. Ma la giustizia nel nostro Paese funziona anche in questo modo, tutto quello che nessuno riuscì a fare contro Gennaro Citarella in vita è stato fatto contro il giovane rampollo dopo qualche anno. E tutti vissero felici e contenti, tranne lui che ancora oggi si sentirà un perseguitato nonostante abbia riconquistato la libertà. E la storia continua.

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