il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Papa Francesco soffre coi cristiani del Medio Oriente

Da Luca Roncolato

ROMA – Nell’antivigilia di Natale Papa Francesco ha scritto una lettera ai cristiani del Medio Oriente con la quale ha voluto inviare un messaggio di consolazione e speranza come risposta agli abusi subiti in questi ultimi mesi e per ribadire la propria vicinanza.

Non possiamo rassegnarci ai conflitti” ha detto il Pontefice, domandandosi nel medesimo tempo “per quanto tempo dovrà soffrire ancora il Medio Oriente per la mancanza di pace?“. La domanda, ovviamente, non è posta a chi soffre la violenza dei conflitti in essere, ma ai potenti del mondo intero che guardano impotenti i tanti cristiani che sono “cacciati via in maniera brutale dalle proprie terre“.

Per “molti di voi alle note dei canti natalizi si mescoleranno le lacrime e i sospiri“, ha detto Bergoglio, rivolgendo il proprio pensiero particolarmente “ai bambini, alle mamme, agli anziani, agli sfollati e ai rifugiati, a quanti patiscono la fame, a chi deve affrontare la durezza dell’inverno senza un tetto sotto il quale proteggersi“. Persone tutte, ha chiarito il Vescovo di Roma, che non sono solo cristiani ma anche appartenenti agli “altri gruppi religiosi ed etnici che pure subiscono la persecuzione e le conseguenze di tali conflitti“.

La speranza del Pontefice, rivela, è quella di “avere la grazia di venire di persona a visitarvi e a confortarvi” e ovviamente che abbiano presto a cessare le ostilità e le violenze: in tal senso non smetterà mai di “esortare la Comunità internazionale” e di promuovere “la pace mediante il negoziato e il lavoro diplomatico, cercando di arginare e fermare quanto prima la violenza che ha causato già troppi danni“.

Alla base della pace, ha concluso il Pontefice, deve esserci il “dialogo interreligioso“: questo è un cammino “tanto più necessario quanto più difficile è la situazione” ed è l’unico cammino possibile, poiché è ormai chiaro a tutti che “non c’è altra strada“. Del resto, annota Papa Francesco, il dialogo “è anche il migliore antidoto alla tentazione del fondamentalismo religioso che è una minaccia per i credenti di tutte le religioni“.

 

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