il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Sanza. Un solo grido “ Fuori dal Parco”

 

Antonio Citera

SANZA – Al via la petizione che ha visto in una sola serata 180 adesioni. Si è svolta  nel centro polifunzionale di Sanza la pubblica assemblea organizzata dal Comitato cittadino “Basta Soprusi” per dire no alla politica irrazionale del Parco Nazionale del Cilento  Vallo di Diano e Alburni. Presenti circa 200 cittadini che attentamente hanno ascoltato le ragioni del Comitato e gli interventi del sindaco di Sanza Francesco De Mieri, del Sindaco di Ottati e Presidete della Comunità Montana degli Alburni Eduardo Doddato e del Sindaco di Roscigno Pino Palmieri. Un dibattito incentrato sui disagi e sulle mancate promesse che il Parco Nazionale ha generato nei comuni dell’entroterra, vincoli, burocrazia asfissiante, non sviluppo e zero occupazione.  Una situazione insopportabile che da 24 anni  ha originato malcontenti e spopolamento nei territori interessati. Per far fronte a tale condizione e soprattutto  per reagire a tali soprusi, il Comitato cittadino sanzese ha proposto sul tavolo di discussione una petizione popolare che drasticamente chiede l’uscita dal Parco della cittadina ai piedi del Cervati. Ricordiamo che  Sanza offre all’Ente migliaia di ettari di territorio. La petizione ha avuto l’effetto desiderato con 180 firme raccolte nella sola serata.  Anche l’amministrazione ha aderito con la promessa di deliberare nel prossimo consiglio comunale la fuoriuscita politica dall’Ente seguendo la scia di Ottati che nei giorni scorsi aveva già fatto questo importante passaggio amministrativo. Molte le delegazioni presenti da Petina, Bellosguardo e altri paesi del Cilento che hanno espresso a loro volta la volontà di unire le forze per combattere l’inerzia  e la gestione familiare del Parco. Un messaggio chiaro quello venuto fuori a Sanza, o il Parco rigenera la sua politica rispolverando il buon senso e la buona amministrazione o, molti comuni  sono pronti a seguire l’iter per liberarsi definitivamente  dalle catene che non permettono sviluppo, valorizzazione e soprattutto occupazione nel territorio. Nei prossimi giorni verranno allestiti degli stand in piazza – dicono dal Comitato – per dare la possibilità di aderire alla petizione popolare a tutti coloro che vogliono firmare.

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