il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

SASSANO: la Beer Fest e … le inutili polemiche !!


Aldo Bianchini

SASSANO – Pur avendo un profilo personale su FB, da anni non prendo parte alle sterili discussioni (a volte anche volgari !!) che su quel social vanno in onda, il più delle volte in forma orribilmente anonima; spesso inserisco solo qualche mio articolo. Sono stato, quindi, avvertito da terzi che era stato postato un commento ai miei articoli sulla Beer Fest di Sassano; tenuto conto di ciò e del fatto che dei nove firmatari conosco sicuramente bene soltanto Michele Biancamano (che apprezzo da sempre per le sue eccellenti qualità di ragazzo perbene e volitivamente costruttivo), proprio per questo e solo per questo mi accingo a rispondere. Innanzitutto mi corre l’obbligo di precisare che questo giornale, il giornale che dirigo, vive anche di contributi pubblicitari che vengono chiesti a tutti (alle Istituzioni, agli Enti Locali ed alle innumerevoli Associazioni che organizzano manifestazioni) sempre in forma ufficiale, cioè per iscritto, al fine di evitare spiacevoli fraintendimenti; ed anche per consentire alla controparte di fare pubblicità per convinzione e mai per amicizia. E la pubblicità (meglio dire modesto contributo di irrisoria consistenza !!), concessa e/o negata, non ha mai in alcun modo condizionato il mio pensiero; in caso contrario bisognerebbe pensare che per miseri 50 € uno che ha una storia alle spalle possa svendere tutto quello che ha costruito con disarmante facilità; sarebbe davvero l’apocalisse. Dico questo perché, per la loro giovane età i ragazzi dell’associazione non sanno quasi niente di quanto accaduto in un recente passato nel mondo dell’informazione locale e provinciale, anche per le feste e le sagre. Alcuni anni fa per esprimere il mio parere su queste manifestazioni, e scrivendo in favore dei ristoratori che comunque ricevevano (e ricevono) un indiscutibile danno, fui addirittura accusato da un assessore provinciale del Vallo di Diano di aver messo in discussione l’erogazione di soldi da parte della Provincia a causa dei miei articoli d’inchiesta sull’argomento. Difatti l’allora vice presidente Gianni Iuliano aveva chiesto ed ottenuto il blocco temporaneo dell’erogazione dei contributi. La cosa che più mi dispiacque fu che gli organizzatori di alcune sagre credettero all’assessore, salvo poi a capire negli anni il senso del mio discorso in merito alle sagre ed alle feste, con o senza pubblicità; scena muta, invece, da parte degli insipienti ristoratori. Detto questo credo che nella sostanza il resto del commento, postato dai ragazzi su FB, offra pochi elementi di attrito, ognuno la pensa come crede in piena libertà e democrazia e fino a quando non commette l’errore di diffamare la controparte può dire e/o scrivere ciò che vuole. Io sono aperto da sempre ad ogni tipo di dialogo e di discussione, anche dai toni forti e contrapposti; non tollero in alcun modo le offese e le meschinità. Un paio di errori, meglio dire svarioni, i ragazzi dell’associazione li hanno, comunque, commessi; ecco le ragioni della mia risposta: 1) quando testualmente scrivono: “Troviamo inoltre contraddittorio che, chi non condivide tale festa della birra, ne prenda parte tutte le sere usufruendo anche di consumazioni gratuite”, dichiarazione senza senso nella prima parte e assolutamente falsa e tendenziosa nella seconda. Ricordo soltanto che per parlare o scrivere bisogna essere presenti; per la storia delle consumazioni gratuite posso solo raccontare che una di quelle sere ero seduto allo stesso tavolo con il padre di uno dei ragazzi firmatari, non bevvi e non mangiai, e non credo che possa essersi inventato una cazzata del genere; le altre sere ho sempre avuto con me delle persone che possono testimoniare; per il resto non ho visto o avuto contatti con nessuno dei nove firmatari; 2) quando affermano: “Le critiche distruttive o quelle da bar (dove lei la domenica mattina dà sempre il meglio di se) non portano benefici al nostro paese”, dichiarazione quanto meno cervellotica per non dire sconsiderata dal punto di vista della violazione della privacy. In entrambi i casi potrebbero essere evidenziati specifici profili di “diffamazione” ovvero di “calunnia”; essendo nel primo più di due soggetti ad aver sottoscritto il commento e nel secondo essendo ravvisabile una chiara lesione della professionalità e una violenza (almeno di natura psicologica) sulla vita privata che ognuno può e deve organizzare come crede. Capisco che, spesso, la fretta di scrivere induce all’errore; capisco che i giovani vorrebbero spaccare il mondo in tutta fretta; capisco che i giovani non intendono conoscere ostacoli e capisco anche che hanno desiderio di “formazione” rapida e costruttiva; capisco infine che il social induce a dire cose che forse non si pensano, ma affermazioni così “squallide” e “gratuite” davvero potevano essere evitate perché, credo, non appartengano neppure ai nove firmatari. Ma largo ai giovani, diceva qualcuno, e largo ai giovani dico anche io; probabilmente una simile penosa caduta di stile potrebbe, dopo serena riflessione, aiutarli a crescere e maturare. Per quanto attiene la presunta contradditorietà del mio pensiero ho cercato di spiegarlo quando ho parlato di due piani diversi tra la cronaca e l’approfondimento (leggasi primo articolo), insomma esserci per raccontare. E proprio per non far confusione tra i due piani ho preso parte a tutte le serate della festa che, ripeto, è stata organizzata benissimo sulla base dell’idea progettuale maturata nella mente di Nicola Lisa e Umberto Ponzo. In realtà ho mangiato, bevuto e pagato soltanto il venerdì sera (testimone lo stesso Michele Biancamano che era addetto ad una cassa che si inceppò !!); per ragioni personali gli altri giorni ho soltanto presenziato. L’aver accostato la festa alla strage è un fatto che certamente può non piacere, ma il mio pensiero non riguarda i ragazzi dell’associazione (per cui non comprendo la loro scomposta reazione), piuttosto i contenuti del dibattito che a vari livelli si sviluppa da tempo in tutto il Paese; e Sassano poteva essere la bandiera di un nuovo modo di divertirsi (come del resto dicono gli stessi ragazzi) con l’arte e la cultura, tenendo presente che l’arte e la cultura non sono rappresentate soltanto da musica, balletti e giochi vari. Oltretutto, a ben rileggere l’articolo incriminato, appare con molta chiarezza che il mio scritto è allargato a tutte le feste della provincia (tanto per ritornare al fatto di quell’assessore maldestro) in una costante di pensiero non contraddittorio; e che ad essere presi di mira sono soprattutto gli esponenti delle Autorità costituite e non i ragazzi (anche da qui la ragione di raccontare la cronaca e di approfondire l’argomento in due distinti articoli !!). In pratica se si vuole sollecitare un dibattito bisogna comunque esprimere il proprio pensiero rispettando quello degli altri, senza rabbiose prese di posizione o polemiche false e strumentali. Raccolgo l’invito dei ragazzi e assicuro fin d’ora la mia disponibilità per un colloquio-confronto-dibattito, qualora gli stessi dovessero ritenere utile la mia presenza, nell’ambito di un approfondimento culturale che dovrebbe far parte degli scopi dell’Associazione. Per chiudere, è necessario precisare che (sempre se si rileggono attentamente i due articoli precedenti) non ho mai espresso alcun commento (se non positivo e postumo !!) sull’operato dell’associazione che, ribadisco ancora una volta, ha fatto quello che un’associazione deve fare: avviare l’idea, chiedere i permessi, organizzare le feste, sensibilizzare i giovani alla cautela nell’esternazione della loro vivacità; semmai sono altri che non hanno ritenuto di dare il loro contributo costruttivo prima della festa, cosa che sicuramente non è compito di un giornalista. Per quanto mi riguarda la querelle finisce qui, senza inutili strascichi che porterebbero a ben altre considerazioni e determinazioni. Meglio ritornare qualche domenica mattina davanti al bar per dare il mio piccolo e modesto contributo a discussioni, a volte fantasiose, ma sempre e comunque costruttive.

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