Tesseramento 2012 PD: la rinuncia de “Il Mattino”


Aldo Bianchini

SALERNO – Per continuare il discorso iniziato, con l’articolo del 9 ottobre scorso, in merito alla storia dell’inchiesta giudiziaria sul “presunto falso tesseramento Pd del 2012”; storia che dopo le prime scoppiettanti battute nel periodo da novembre 2013 a marzo 2014, sembra battere il passo e da circa un anno tutto tace. Nel mese di marzo 2014, esattamente il giorno 25, era stato interrogato in Procura a Salerno un teste molto importante che aveva fatto pervenire a me e di rimando alla Procura un grosso pacco di schede e di certificati elettorali per le primarie e per il tesseramento in questione, supporti cartacei tutti falsificati. Il teste confermò la provenienza anonima del materiale e l’inchiesta, però, si arenò e non se ne seppe più nulla. A sorpresa nel corso del mese di giugno pervengono, sempre a quel teste di cui sopra due schede del PD che altro non erano se non le matrici originali di due delle 48 tessere in bianco acquisite dal pm Vincenzo Montemurro verso la fine del mese di ottobre del 2013, epoca in cui era partita l’inchiesta. Nelle more di questo lasso di tempo, da marzo a giugno 2014, il teste importante ascoltato dalla Procura essendo giornalista regolarmente iscritto all’Albo sottoscrive a Napoli nella sede de “Il Mattino” un contratto di collaborazione; ragion per cui il teste si sente quasi in dovere di chiamare la redazione di Salerno del prestigioso quotidiano per cercare di capire se poteva scrivere su quella vicenda anticipando tutti gli altri su quell’inchiesta. E’ il 5 luglio 2014 quando alle ore 11.08 il teste-giornalista scrive: “Caro Direttore, le invio una foto che può riaprire in maniera definitiva l’indagine su falso tesseramento del PD Salerno. Due schede, sono le matrici di due delle 48 tessere che il PM Montemurro tiene ben custodite nella sua scrivania. Come può vedere il nome del Circolo è cancellato a bianchetto, le due matrici erano destinate in principio a Nocera Inferiore ma, successivamente sono state smistate in altra sede. Lo scorso mese di maggio anche io sono stato sentito dalla DDA di Salerno in merito ad alcuni articoli apparsi a mia firma sul quotidiano di Salerno. La mia inchiesta viaggia parallela a quella della magistratura, siamo in costante contatto. In merito alle matrici che ho in mano vorrei che la notizia e che l’intera faccenda venisse prima passata dal giornale per cui spero vivamente, presto, molto presto, anche io ne sarò parte attiva. Mi fido di lei. Con stima. A.C.”. Il responsabile della redazione salernitana de Il Mattino in quel momento è il giornalista Paolo Russo (oggi capo ufficio stampa del governatore in carica alla regione) che invece di saltare dalla sedia e convocare subito il suo corrispondente per arricchire l’inchiesta che il giornale stava seguendo da tempo sulla base delle notizie che venivano fuori dagli inquirenti, rispose al malcapitato corrispondente pressappoco così: “Non possiamo pubblicare atti che non sono stati attenzionati dalla magistratura in una inchiesta in corso”. Quegli atti furono poi pubblicati su www.ilquotidianodisalerno.it che ho il piacere di dirigere ma naturalmente, fatte le dovute proporzioni, poteva essere ben altra cosa se fossero stati pubblicati sul giornale più venduto e più letto della regione; ne avrebbe guadagnato non solo l’inchiesta ma l’interesse a scoprire la verità che un giornale deve sempre avere andando ben oltre le semplici veline che gli inquirenti, gli avvocati o gli indagati possono far fuoriuscire anche attraverso le maglie più strette del segreto istruttorio. E pensare che quella inchiesta (che ha avuto un altro momento di recrudescenza nel dicembre 2014) avrebbe, forse, potuto cambiare l’assetto interno del PD salernitano e influenzato le grandi scelte romane nei confronti dello stesso attuale governatore. Ma il responsabile de Il Mattino non volle o non potette agire; tutte le considerazioni, ogni considerazione, le lascio naturalmente agli affezionati lettori di questo giornale online, anche perché credo e spero che l’inchiesta giudiziaria sul “presunto falso tesseramento PD del 2012” prima o poi avrà un notevole salto di qualità; ritengo il pm Vincenzo Montemurro assolutamente al di sopra delle parti ed a garanzia dei principi di legalità di cui abbiamo tutti tanto bisogno.

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