il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CARNEVALE: la tradizione di Castelvetere

 

da Raffaele Limone

CASTELVETERE – Carnevale: a Castelvetere il Carnevale è una tradizione che risale al 1683 e trovava espressione nelle rivalità artigianali dei due agglomerati del Castello e della Pianura che, dopo la seconda guerra mondiale, presero il nome di Piazza e via Roma.

Ma è tra gli anni ’60 e ’70 che il Carnevale Castelveterese raggiunse il suo culmine. Oltre ai carri allegorici, si formavano numerosi gruppi mascherati, composti da persone di tutte l’età. Il carnevale di Castelvetere è stato il primo nel suo genere ad imporsi nella regione e solo da pochi anni si è aggiunto quello paternese che ne ha duplicato la formula. Ed è cosa diversa e originale rispetto alla Zeza, all’Intreccio e alle Mascherate degli paesi dell’alta Irpinia. La sfilata dei carri allegorici e l’esibizione dei “balletti” riscuote sempre grande successo e migliaia di visitatori ne apprezzano la qualità dei carri, la bellezza dei costumi e l’abilità e lo stile dei ballerini. Nel corso degli anni si è conquistata la sua icona nella storia dei carnevali italiani della stessa formula e, nel suo piccolo, non ha nulla da invidiare ai carnevali di Viareggio, di Cento di Putignano.

Ancora oggi, come per magia, si rivive quello stesso spirito goliardico e la stessa volontà di raccontare il mondo attraverso la satira.

Castelvetere sul calore, già da mesi trasformatasi in un laboratorio di idee e cartapesta, è pronta a far esplodere la festa del Carnevale con 3 giornate di grandi eventi, rinnovando così lo spettacolo dei Carri e dei Balletti, dando vita ad un mix di colori e divertimento.

Il 7, 9 e 14 febbraio per le strade del paese sfileranno 5 Giganti di carta pesta animati da musica  che accompagneranno 6  gruppi di ballo con partecipanti che vanno dai 2 ai 90 anni! Quest’anno si toccheranno vari temi: si andrà dai cartoni animati e fumetti alla satira politica nazionale e mondiale passando per la rappresentazione della cultura africana e cubana, senza trascurare la classica tarantella e la musica popolare. Tutto all’insegna del divertimento e anche di una sana riflessione. Oltre ai carri e ai balletti ci saranno altre sorprese mascherate per i grandi e i piccini.

La manifestazione si concluderà con la classica rappresentazione del Carnevale Morto e alla tradizionale lettura del Testamento in segno di buon auspicio per l’anno successivo.

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