il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

UNIVERSITA’: “Orizzonte Due”, l’inaugurazione dell’opera

Giovanna Naddeo

FISCIANO – Lo scorso 22 febbraio 2015, presso la Sala Stampa “Biagio Agnes” dell’Università degli Studi di Salerno, si è tenuta la conferenza di presentazione del progetto ORIZZONTE DUE, scultura in acciaio e vetro progettata dallo scultore greco Costas Varotsos.

L’artista, conosciuto a livelli internazionali, ha aderito con quest’opera al progetto nazionale “L’albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte” curato da Achille Bonito Oliva.

Nell’ambito di tal progetto, che vanta il Patrocino EXPO 2015, oltre trenta artisti provenienti da tutta Italia sono stati chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna.

Varotsos ha così presentato, e donato, al Campus universitario di Fisciano una nuova e imponente scultura “site-specific”, liberamente ispirata al tema della mostra.

L’Unisa è l’unica Università a rientrare nella rete espositiva, di cui coordinatore scientifico locale è la prof.ssa Maria Passaro, professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea/Dispac e Responsabile scientifico per la catalogazione, conservazione, acquisizione e tutela del Patrimonio artistico di Ateneo.

<< L’albero di Costas Varotsos è orizzontale, come sono orizzontali certi alberi della cuccagna di antica tradizione. Quello di Varotsos è un nastro in acciaio ondulato, snello e sinuoso. Strisce di vetro riempiono, come acqua nei vasi, le curve che toccano la terra. L’acqua è un chiaro riferimento alla terra, da cui ogni albero trae alimento. Un’acqua simbolica o “nutrimento spirituale” per usare le parole di Varotsos, che raggiunge la stessa altezza nelle due curve creando, per l’occhio, una linea retta: un orizzonte >>  ha affermato la prof.ssa Maria Passaro.

Si tratta, infatti, di una scultura che si estende orizzontalmente all’entrata del Campus per circa venticinque metri di lunghezza e dieci metri di altezza. I materiali sono l’acciaio e il vetro.

Il plastico del progetto è stato interamente realizzato e  presentato nei mesi scorsi dalla modellista salernitana Rosanna Giannino.

Come ha sottolineato l’artista: << L’albero, posto in orizzontale, s’inserisce nel paesaggio ridisegnandolo. E’ un’offerta. I due contenitori, posti agli estremi di questa sorta di unico ramo, contengono due orizzonti che come dei vasi comunicanti sottolineano il passaggio verso una “nutrizione” spirituale.>>

Durante la conferenza di presentazione sono intervenuti il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti, Achille Bonito Oliva, curatore del progetto, Maria Passaro, direttrice scientifica del progetto, l’On. Antimo Cesaro, sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, e l’artista Costas Varotsos, ideatore dell’opera.

<< Con questa opera che oggi inauguriamo, l’Università di Salerno conferma la sua attenzione all’arte e all’architettura contemporanea, collocando presso uno dei suoi ingressi principali, questa scultura permanente quale simbolo, per forma e per concetto, di accoglienza e di dinamismo conoscitivo. >> ha affermato il Magnifico Rettore.

UNIVERSITA’: “Orizzonte Due”, l’inaugurazione dell’opera

Giovanna Naddeo

FISCIANO – Lo scorso 22 febbraio 2015, presso la Sala Stampa “Biagio Agnes” dell’Università degli Studi di Salerno, si è tenuta la conferenza di presentazione del progetto ORIZZONTE DUE, scultura in acciaio e vetro progettata dallo scultore greco Costas Varotsos.

L’artista, conosciuto a livelli internazionali, ha aderito con quest’opera al progetto nazionale “L’albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte” curato da Achille Bonito Oliva.

Nell’ambito di tal progetto, che vanta il Patrocino EXPO 2015, oltre trenta artisti provenienti da tutta Italia sono stati chiamati a realizzare opere ispirate al soggetto iconografico dell’albero della cuccagna.

Varotsos ha così presentato, e donato, al Campus universitario di Fisciano una nuova e imponente scultura “site-specific”, liberamente ispirata al tema della mostra.

L’Unisa è l’unica Università a rientrare nella rete espositiva, di cui coordinatore scientifico locale è la prof.ssa Maria Passaro, professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea/Dispac e Responsabile scientifico per la catalogazione, conservazione, acquisizione e tutela del Patrimonio artistico di Ateneo.

<< L’albero di Costas Varotsos è orizzontale, come sono orizzontali certi alberi della cuccagna di antica tradizione. Quello di Varotsos è un nastro in acciaio ondulato, snello e sinuoso. Strisce di vetro riempiono, come acqua nei vasi, le curve che toccano la terra. L’acqua è un chiaro riferimento alla terra, da cui ogni albero trae alimento. Un’acqua simbolica o “nutrimento spirituale” per usare le parole di Varotsos, che raggiunge la stessa altezza nelle due curve creando, per l’occhio, una linea retta: un orizzonte >>  ha affermato la prof.ssa Maria Passaro.

Si tratta, infatti, di una scultura che si estende orizzontalmente all’entrata del Campus per circa venticinque metri di lunghezza e dieci metri di altezza. I materiali sono l’acciaio e il vetro.

Il plastico del progetto è stato interamente realizzato e  presentato nei mesi scorsi dalla modellista salernitana Rosanna Giannino.

Come ha sottolineato l’artista: << L’albero, posto in orizzontale, s’inserisce nel paesaggio ridisegnandolo. E’ un’offerta. I due contenitori, posti agli estremi di questa sorta di unico ramo, contengono due orizzonti che come dei vasi comunicanti sottolineano il passaggio verso una “nutrizione” spirituale.>>

Durante la conferenza di presentazione sono intervenuti il Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti, Achille Bonito Oliva, curatore del progetto, Maria Passaro, direttrice scientifica del progetto, l’On. Antimo Cesaro, sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, e l’artista Costas Varotsos, ideatore dell’opera.

<< Con questa opera che oggi inauguriamo, l’Università di Salerno conferma la sua attenzione all’arte e all’architettura contemporanea, collocando presso uno dei suoi ingressi principali, questa scultura permanente quale simbolo, per forma e per concetto, di accoglienza e di dinamismo conoscitivo. >> ha affermato il Magnifico Rettore.

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