il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

TRAFFICO: il miracolo del sottopasso e la lezione di San Vincenzo !!

Aldo Bianchini

SALERNO – Ci voleva “San Vincenzo di Saragozza” (che qualcuno vorrebbe rapidamente sostituire con San Vincenzo da Ruvo del Monte) per il vero e proprio miracolo di restituire al sottopasso tra Via Torrione e Via Settimio Mobilio che come d’incanto, da ieri mattina 22 gennaio giorno di San Vincenzo, ha cancellato l’orrido incolonnamento quotidiano di auto (che non era di settecento metri -come erroneamente indicato da Il Mattino- ma di alcuni chilometri con ripercussioni almeno fino a Pastena) che per anni ha trascinato migliaia di automobilisti in un imbuto di traffico da fare paura.

E non si tratta neppure di “rivoluzione del traffico” come distrattamente scritto da salernonotizie.it, si tratta soltanto di un ritorno alla normalità; un fatto che se attuato a tempo debito avrebbe consentito a migliaia e migliaia di persone molti sacrifici in meno.

 

Senza contare l’enormità del costo sociale causato dalla scelta scellerata di non chiudere il sottopasso per favorire soltanto pochi personaggi residenti nel primo palazzo di Via Mobilio e di quei cocciuti commercianti che nulla avevano capito della circolazione stradale.

In altri Paesi in presenza di necessità e/o utilità pubblicata vengono abbattuti i grattacieli; a Salerno per timore della reazione di qualcuno si costringe quasi tutta la città a sofferenze indicibili.

 

Mi auguro soltanto, adesso, che nessuno dei consiglieri comunali, degli assessori e dello stesso sindaco Enzo Napoli, si prenda il merito di una chiusura al traffico del sottopasso che doveva essere eseguita già da alcuni anni.

 

A tutti quelli sopra citati, che potevano agire e non lo hanno fatto, riserverei invece le tribolazioni cui fu sottoposto San Vincenzo diacono di Saragozza e martire, che dopo aver patito nella persecuzione dell’imperatore Diocleziano il carcere, la fame, il cavalletto e le lame incandescenti, a Valencia in Spagna volò invitto in cielo al premio per il suo martirio.

 

Scherzi a parte, è giusto avvisare quelli di cui sopra che è preferibile il loro silenzio e l’attuazione delle nuove sperimentazioni del traffico annunciate dall’assessore Mimmo De Maio al quale vorrei ricordare che non c’è bisogno di uno studio affidato a presunti esperti dell’Università ma che era ed è sufficiente girare in macchina per la città. A meno che i consiglieri, gli assessori e il sindaco non abitano in quartieri celesti riservati solo, si fa per dire, a San Vincenzo da Ruvo del Monte.

 

Per quanto mi riguarda, dopo aver condotto una campagna stampa serrata in favore del blocco del sottopasso tra Via Torrione e Via Settimio Mobilio, seguirò sicuramente le fasi successive della cosiddetta “operazione traffico” annunciata da De Maio che prima o poi dovrà affrontare anche lo spinoso problema del doppio senso di Via Croce e dell’illuminazione del Viadotto Gatto.

Ma di tutto questo ci sarà tempo di parlarne nei prossimi articoli.

1 Commento

  1. Non percorro con frequenza il tratto di via Torrione nei pressi del sottopasso che immette su via Settimio Mobilio. Tuttavia, pur non essendo la mia esperienza statisticamente determinante, posso affermare anch’io che il numero di ingorghi che quotidianamente si registrano in quell’area è veramente insopportabile. Si comprendono quindi i “maldipancia” di quanti non possono evitare quel passaggio, sia se diretti verso via S. Mobilio previa svolta a destra, sia se diretti in proseguimento verso il centro città.
    Concordo pienamente quindi con il dr. Bianchini sulla soddisfazione per quest’atto “miracolosamente attribuibile”, con cui si è giunti alla determinazione di modificare in parte i sensi di marcia, precisamente quelli riguardanti il sottopasso.
    Ora si potrà transitare solo in direzione verso l’esterno provenendo da via S. Mobilio. Ma poche saranno le auto su tale tragitto in quanto per le provenienze dalla Lungoirno è più conveniente utilizzare il poco distante sottopasso della ferrovia.
    Quindi sulla direttrice Torrione – Centro si dovrebbe marciare più speditamente.
    Resta l’incognita per il maggior tragitto imposto a chi, proveniente da Torrione, deve dirigersi a via S. Mobilio e seguenti, oppure a via L. Guercio e alla Tangenziale. Non può svoltare subito a destra, ma deve effettuare il giro transitando per il sottopasso ferrovia, e percorrere via Vinciprova prima di imboccare la via di destinazione.
    Credo quindi che l’accumulazione di veicoli alla fine di via Vinciprova, possa creare qualche problema. La pratica ne consentirà la verifica.
    Intanto, per agevolare gli automobilisti va assolutamente predisposta una idonea segnaletica verticale e orizzontale riportante a debita distanza le corsie di instradamento e le frecce direzionali verso le strade di destinazione.
    Resta comunque un fatto non eludibile. La viabilità di tutto il quadrante soffre di molte criticità. Occorre trovare una soluzione che preveda ad esempio anche il doppio senso di circolazione sulla Lungoirno, ma con particolare riguardo alla sistemazione dell’assetto viario all’estremità situata nei pressi della Cittadella Giudiziaria.
    Mi trovo ancora concorde con il Direttore circa la necessità di seguire con assiduità e determinazione gli sviluppi della vicenda che riguarda l’altro capo della città. Essa ancora non riesce a trovare una soluzione auspicata da migliaia di automobilisti, a causa di una ostinata presa di posizione di chi, non escludo per interessi personali, si oppone affinché venga attuata una variante alla disciplina del traffico sul tratto di via B. Croce che va dall’incrocio col Viadotto Gatto fino all’inizio di via Sabatini. Vige infatti il senso unico di marcia e quindi provenendo da Vietri sul Mare si è obbligati a percorrere il Viadotto Gatto per arrivare in città.
    Ammesso anche che ci sia una giustificazione per il maggior percorso imposto – ma non ne trovo assolutamente una – quello che proprio non trovo ammissibile, e che non dovrebbe assicurare sonni tranquilli ai responsabili del traffico, è la pericolosità a cui sono esposte le autovetture percorrenti questo tratto di strada. C’è una pendenza molto accentuata, l’illuminazione notturna è inesistente, il manto stradale da tempo non viene assoggettato a interventi manutentivi, segnaletica verticale e orizzontale è quasi o del tutto inesistente.
    A proposito di quest’ultima, voglio scacciare il sospetto che i responsabili del traffico ignorino quanto prescritto dall’articolo 37 del Codice della Strada e relative norme del Regolamento applicativo.
    “L’apposizione e la manutenzione della segnaletica ……. fanno carico ai comuni nei centri abitati, ……. sulle strade private aperte all’uso pubblico e sulle strade locali ……. ”
    È noto che chi fa un’infrazione al Codice della Strada è passibile di sanzione. Non è tollerabile che tale assioma si applichi a senso unico.

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