il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

COVID-19:Quella dei medici di famiglia è la categoria più falcidiata in Italia,lasciati ancora oggi a mani nude a gestire la pandemia? L’Appello del Prof. Mario Cancro di Atena Lucana.

 

Dr. PIETRO CUSATI

Atena Lucana (SA)Drammatico appello del Preside in pensione, Prof. Mario Cancro di Atena Lucana, al Presidente della Regione Lombardia e all’assessore regionale alla sanità Giulio Gallera.
Il figlio del Prof. Cancro, Medico di base in Lombardia, a Livigno, in provincia di Sondrio, in trincea per la pandemia perché in contatto con pazienti contagiati.

Il Prof. Cancro, già Preside dell’Istituto “Marco Tullio Cicerone” di Sala Consilina, non è riuscito a inviare a sue spese al figlio una tuta, uno scafandro, una visiera per proteggersi mentre visita le persone.. Ha tentato di chiamare numerose volte il Sindaco di Livigno e non riesce a inviare le attrezzature da Atena Lucana a Livigno?

Non solo in provincia di Sondrio Carissimo Preside Cancro ma anche in provincia di Salerno e nel Vallo di Diano e Tanagro, zona rossa, i medici di famiglia hanno avuto problemi addirittura ad avere le mascherine, strumenti fondamentali nella lotta al contagio, che dovrebbero rappresentare un fatto ordinario per questi medici della sanità territoriale. A maggior ragione nelle zone rosse. Giustamente il Consiglio Nazionale della FIMMG ,la Federazione Italiana dei Medici di Famiglia, ha espresso all’unanimità sdegno per la bocciatura da parte della Ragioneria dello Stato dell’emendamento proposto in sede di conversione in legge del Decreto Cura Italia che prevede la fornitura di DPI anche per i Medici convenzionati. La bocciatura è legata all’assenza di una relazione tecnica, vale a dire di copertura economica, esplicitando quindi che secondo la Ragioneria lo sforamento di bilancio reso possibile dall’emergenza epidemica non comprende la Medicina Generale, come se non facente parte dell’emergenza stessa e come se la sicurezza e i decessi da COVID19 dei Medici di famiglia, nonché la potenziale fonte di contagio nei confronti degli assistiti, siano problemi di cui la politica non debba farsi carico.

dr. Pietro Cusati (giurista - giornalista)

I medici di famiglia esprimono preoccupazione per l’annunciata “fase 2” di allentamento delle restrizioni che, se non sarà correttamente gestita soprattutto attraverso l’inserimento della medicina generale nelle unità di crisi nazionale e regionali, riproporrà il tema dello scollamento tra gli esperti della teoria e i professionisti della pratica, mettendo in crisi la sicurezza degli accessi ordinari negli studi medici e a domicilio degli assistiti e rappresentando il pericolo di nuovi cluster di contagio nei confronti dei medici di medicina generale e da parte degli stessi ai propri assistiti. I medici di famiglia corrono un elevato rischio di contagio ed è molto grave il perdurare della mancata fornitura dei DPI.

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