il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

CORONAVIRUS: una guerra di “SE” e “FORSE”

da “Nero Malpelo / Principe Mezzosangue 34”

(uno studente di terza media)

 

ITALIA – È opinione comune che il 2020 sia cominciato piuttosto male, per non usare un linguaggio scurrile. Ma nessuno ha pensato al fatto che per gran parte di gennaio si è parlato della ‘Terza Guerra Mondiale’ (che avrebbe visto schierati Stati Uniti e paesi della NATO, Iran, Iraq e Russia), dopodiché non se ne è parlato più facendo entrare in scena il Covid-19, sviluppatosi dapprima in Cina. Le guerre nel loro stereotipo ‘classico’ non convengono a nessuno, una guerra chimica poteva essere il modo perfetto di confliggere: silenzioso, anonimo e letale. Se il ceppo del virus realmente esiste da 50 anni, si sarebbe potuto  presentare prima, anche in forma più leggera o in una diversa o nel mondo animale; medici e scienziati forse lo avrebbero individuato prima.

 

Quando c’è stata una seconda ondata di epidemia in Wuhan, subito hanno bloccato ogni attivita’ e tutto si è concluso per il meglio. Se al Nord Italia avessero capito la gravita’ della situazione e avessero fermato, bloccato e blindato tutto (trasporti, luoghi di culto, luoghi di assembramento,…) e se diversi cittadini avessero avuto un po’ di buon senso in più in un paese democratico come l’Italia, senza la necessita’ di leggi coercitive come quelle in vigore in  Cina, la situazione sicuramente non sarebbe arrivata a questo livello e ora potremmo muoverci almeno ciascuno all’interno della propria regione. Invece molti si sono preoccupati soprattutto dell’economia sottovalutando la situazione. Ancora adesso c’è gente che esce undici volte al giorno per andare a fare la spesa o che  con quella scusa parla spensieratamente su una panchina con gli amici. Il virus si muove con le persone. Non e’ certo facile raccogliere ne’ elaborate i dati, ma e’ ancora piu’ difficile leggerli: soprattutto al di la’ di chi li interpreta secondo i “se” e i “forse”, di una certa parte dell’informazione, quelli che dovrebbero contare sono gli effetti e i conseguenti rimedi. Se le persone si fermano, si ferma anche il virus. In questo periodo, la selezione tra i giornalisti si fa da sé: se aderiscono ai fatti oppure ai “se” e ai “forse”!

Basta vedere non solo in Facebook, ma anche in TV.

 

Secondo il calendario cinese, il 2020 è l’anno del topo. La Peste, una delle epidemie più famose e terribili della Storia (negli anni 1347, descritta da Giovanni Boccaccio e nel 1630, di cui scrive Manzoni), si trasmetteva tramite le pulci dei topi. Si dice che il Coronavirus sia partito dai pipistrelli. Per l’appunto, i pipistrelli sono in un certo senso topi volanti. Eventi cosi’ catastrofici non erano stati mai predetti in anticipo. Sono  state fatte invece molte predizioni per la fine del mondo, tra cui quella nell’anno mille e quella per il 2012 secondo il calendario Maya.

Viene da pensare che, a forza di “se” e “forse”, si predice su tutto tranne su quello che accadra’ davvero!

 

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