il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

FARMACIA DI MURIA: UN CONSIGLIO AL GIORNO ABUSO DI BENZODIAZEPINICI

da Dr. Alberto Di Muria

 

Padula-Le benzodiazepine sono fra i farmaci più usati in medicina generale: sono utili nell’insonnia e nella gestione dell’ansia, ma sono prescritti anche in caso di irrequietezza motoria, come miorilassanti e per il trattamento delle convulsioni. Sono in grado di esplicare tali effetti per la capacità di legarsi ai recettori per il GABA, modulandone l’attività. La chiave del loro successo duraturo è riconducibile non solo alla maneggevolezza e alla diffusa prescrizione, ma anche alla loro potenzialità di indurre dipendenza e tolleranza, motivo per cui il loro uso è raccomandato per un tempo molto limitato. Tali raccomandazioni sono però state largamente disattese. Le diverse benzodiazepine in commercio differiscono fra di loro sostanzialmente per potenza e durata d’azione; infatti si distingue fra le benzodiazepine a breve emivita quali triazolam e lormetazepam, quelle a emivita intermedia come il lorazepam e quelle a lunga emivita come il diazepam. Per emivita si intende il tempo che il farmaco impiega per dimezzare la sua concentrazione plasmatica. Maggiore è l’emivita di un farmaco, più dura il suo effetto.

Si sa ormai per certo da molti studi che la metà di chi assume benzodiazepine a vario titolo, tende ad usarle per tempi lunghi. In questi pazienti il rischio di sviluppare dipendenza è molto alto, più dell’80%. Si può dire che il 2% di chi prende, a vario titolo, benzodiazepine sviluppa tolleranza, assuefazione, quindi sente il bisogno di assumere dosaggi via via crescenti. A lungo si è pensato che a maggior rischio dipendenza fossero le benzodiazepine a breve emivita. Uno studio dell’Università di Verona ha invece ampiamente dimostrato che sono invece le benzodiazepine a emivita medio-breve le più pericolose. Lo studio ha anche documentato che la maggior parte delle persone che utilizzavano benzodiazepine ad alte dosi assumevano la formulazione in gocce, mentre lo stesso principio attivo in compresse era raramente abusato.

Generalmente la diminuzione lenta, se correttamente applicata, funziona negli utilizzatori a lungo termine, molto meno nel caso degli utilizzatori di alte dosi. In altre parole, se il decalage per i dipendenti da dosi terapeutiche è lungo e piuttosto impegnativo, diviene quasi impossibile negli utilizzatori di alte dosi.

Il problema è rilevante perché l’astinenza nei pazienti che prendevano alte dosi di benzodiazepine è un fenomeno molto mal tollerato e rischioso per la salute, con disturbi a livello della sfera ansiosa e del sensorio. In alcuni casi possono verificarsi eventi maggiori come crisi epilettiche.

I ricercatori ricordano che in caso di insonnia può essere corretto ricorrere a una benzodiazepina, ma per non più di 2 settimane. Poi si interrompe, magari per fare un altro ciclo a distanza.

Invia una Risposta

Attenzione: la moderazione dei commenti è attiva e questo può ritardare la loro pubblicazione. Non inoltrare più volte lo stesso commento.