il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Il mondo dello sport non è soltanto il calcio ,il Ministro dello sport Spadafora nell’informativa al Senato :’’ Sono consapevole della passione intorno al calcio e dell’importanza del settore ma ho trovato eccessivo l’inasprimento del dibattito intorno al calcio in un momento come questo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma 13 maggio 2020.  Per il mondo dello sport ,secondo il Ministro Vincenzo Spadafora,nell’informativa al Senato, da questa  orribile situazione può diventare un’occasione e un’opportunità per rigenerarsi. Le strutture sportive saranno riaperte al massimo entro il 25 maggio 2020, se possibile anche prima. L’annuncio è del Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, il quale fa sapere che si arriva per il settore a circa un miliardo di euro di risorse complessive . Il calcio, sottolinea, ripartirà solo se saranno state adempiute le misure di sicurezza. Ho ricevuto la comunicazione del Presidente della Federcalcio Gravina e mi ha detto che hanno accolto le osservazioni del Cts ,riadattando il proprio protocollo e quindi consentendo senza altre difficoltà di poter riprendere entro il 18 maggio 2020 gli allenamenti. Ha ribadito il Ministro dello sport Vincenzo Spadafora nell’aula di Palazzo Madama. Riaprire il campionato di calcio è l’appello di milioni di italiani. Lo sport è la terza industria del Paese, va considerato quindi a tutti gli effetti come il mondo imprenditoriale e produttivo,rappresenta più del 3 per cento del PIL.Un mondo enorme e straordinario non solo dal punto di vista economico, ma culturale e sociale, di aggregazione e di inclusione del nostro Paese. C’è lo sport del mondo del professionismo sportivo e c’è lo sport di base,un grande motore di crescita, è infatti un farmaco fortissimo straordinario, pensando all’obesità infantile, agli stili di vita e alla sana alimentazione. Il Ministro per le politiche giovanili e lo sport Sadafora :’’Deve ripartire tutto lo sport,deve ripartire lo sport di base e devono riaprire tutti quei centri che sono anche una grande necessità e opportunità per i cittadini italiani, dalle palestre, ai centri danza, a tutti gli impianti e circoli sportivi,al massimo entro il 25 maggio 2020,i giovani sono stati tra i principali testimoni di iniziative molto importanti, in questo periodo di emergenza sanitaria,soprattutto il servizio civile universale, che ha avuto la capacità, insieme ai suoi enti e a tutti i ragazzi, di rigenerarsi e fare in modo che ben 27.000 ragazze e ragazzi dei 30.000 che erano in attività abbiano potuto riprendere il proprio impegno e riadattare i propri programmi alle esigenze dettate da questa emergenza. In realtà, 3.200 di loro non si sono mai fermati durante tutto il periodo dell’emergenza sanitaria. Del resto, le ragazze e i ragazzi italiani hanno davanti a loro proprio questa sfida del dopo, cioè di come riorganizzare la propria vita e le proprie relazioni seguendo le nuove regole che ci vengono dettate da questa emergenza sanitaria. Cambierà anche il loro modo di andare all’università e a scuola, di fare vacanza o di andare a studiare all’estero, di poter fare degli stage, ma anche semplicemente la loro socialità. Mi sono tenuto in collegamento, ovviamente, con tutti gli altri Ministri per le politiche giovanili e lo sport degli altri Paesi europei per cercare, nei limiti del possibile, di condividere una linea comune. Del resto, che fosse necessario fermarsi lo abbiamo capito anche da alcuni rinvii di valore altamente simbolico. Penso alle Olimpiadi che sono state certamente il simbolo più evidente di questa necessità di fermarsi, ma per l’Italia ci sono stati anche altri appuntamenti importanti che sono stati rinviati, come il Giro d’Italia, gli Internazionali di tennis, anche l’inaugurazione di UEFA Euro 2020, tutti appuntamenti che avrebbero comunque aiutato a garantire al nostro Paese quel primato forte che ha sempre avuto anche nel mondo dell’organizzazione degli eventi sportivi.La linea del Governo, da questo punto di vista, è stata sempre una linea di prudenza e di tutela innanzitutto della salute per tutti. Nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 maggio 2020 abbiamo iniziato dalla ripresa dell’attività motoria e sportiva per tutti gli italiani – e questo è stato un segnale estremamente importante per l’opinione pubblica – ma abbiamo anche ripreso con gli allenamenti degli sport individuali, limitandoli però agli atleti riconosciuti dal CONI e dalle federazioni di interesse nazionale, cioè quelli che avevano urgenza di ritornare ad allenarsi per poter partecipare alle competizioni e alle grandi gare anche a livello internazionale.Abbiamo lavorato in queste settimane senza sosta per dare risposta a tutto il mondo dello sport, anche se spesso l’attenzione in questi giorni si è concentrata prevalentemente sul tema del calcio. Vorrei quindi subito chiarire alcuni aspetti su questo punto. Io sono, come Ministro dello sport, pienamente consapevole dell’importanza non solo sociale, ma anche della passione e del tifo che si raccolgono intorno al tema del calcio. Sarebbe paradossale perciò se, come Ministro dello sport, non riconoscessi l’importanza di questo mondo, anche perché oggettivamente, dati alla mano, rappresenta un’industria importante del nostro Paese, che ha un fatturato e un giro di affari importante e che dà al fisco oltre un miliardo di euro l’anno. Il CTS chiede che nel caso emerga un positivo all’interno della squadra, tutta la squadra sia messa in quarantena, senza alcun contatto esterno. La seconda: affidare una responsabilità notevole ai medici delle singole società, nel rispetto e nell’attuazione di quel protocollo. La terza: il Comitato tecnico-scientifico richiede che sia fatta attenzione che l’enorme numero di tamponi e di test molecolari richiesti per i calciatori non vadano in nessun modo ad impattare sulle esigenze generali e sulle necessità di tutti gli altri cittadini.Il Governo ha tenuto quindi una linea sempre molto precisa e coerente di prudenza e di attenzione al tema della salute, mentre abbiamo visto spesso cambiare opinione, anche legittimamente, gli stessi presidenti delle società, molti opinionisti e giornalisti, con un’evoluzione legittima del pensiero e delle posizioni, determinata anche da un cambiamento continuo della situazione. Del resto sono e siamo tutti consapevoli che per il calcio la necessità di terminare il campionato nasce sicuramente non solo da motivazioni sportive, ma anche da legittime e indiscutibili ragione economiche, essendo legata alla questione dei diritti televisivi, dal cui introito dipende l’equilibrio di tutto il sistema, anche di squadre fortemente indebitate. Una delle misure più importanti, anche da un punto di vista economico, è stato il bonus ai lavoratori sportivi, un mondo che per la sua specificità non sarebbe rientrato in nessun’altra parte dei decreti di sostegno agli altri lavoratori. Abbiamo già dato il bonus a 75.547 lavoratori sportivi.Abbiamo introdotto una norma che consente la riduzione del 50 per cento dell’affitto degli impianti privati, da marzo a luglio 2020. Quindi è una norma retroattiva ed arriva fino al 30 luglio 2020, che è il momento di chiusura della norma dell’emergenza così com’era stata concepita a gennaio.

Dr. Pietro Cusati

(giurista-giornalista)

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