il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

MURO LUCANO / BELLA: Carmine Lisandro, l’uomo che sussurra agli uccelli e … il corvo imperiale

Aldo Bianchini

Una splendida foto che ritrae Carmine Lisandro mentre sussurra agli uccelli

MURO LUCANO (PZ) – Tutti noi, in genere, siamo molto sensibili ai racconti legati soprattutto ai personaggi mitologici dell’antichità, ma anche ai personaggi che storicamente sono a noi più vicini e, quindi, meno immaginifici seppure sempre avvolti in un alone di mistero e di galoppante fantasiosa ricostruzione delle loro rispettive imprese.

Negli anni della mia fanciullezza vissuta per intero a Muro Lucano in quei favolosi anni ’50, prima ancora di Achille, Patroclo, Ettore o Paride una sola storia correva di bocca in bocca e ci conquistava tutti.

La storia era quella dell’ “Orlando furioso”, stupendamente descritta in un poema cavalleresco dal grande Ludovico Ariosto nel XVI secolo dopo Cristo; una storia che in grande sintesi prendeva le mosse dall’amore di Orlando per una splendida fanciulla “Angelica” per sfociare nella violenta rabbia del cavaliere che, dopo il perduto amore, andava in giro per tutta Europa a perpetrare le imprevedibili imprese dei “paladini di Carlo Magno” in una fantastica e fantasiosa “chanson de geste” che ancora oggi appassiona intere generazioni.

Carmine Lisandro, l'uomo che sussurra agli uccelli

Ebbene la storia fantasiosa voleva che Orlando, super furioso, nella straripante reazione di non voler condividere l’amore per Angelica con gli altri numerosi spasimanti (Ruggero, Bradamante, Agramante, Rinaldo, Medoro, Astolfo, ecc.) se ne andasse in giro a mostrare la sua forza fisica, l’ardore del suo cavallo e, soprattutto, la tempera della sua spada. E nelle lunghe serate estive muresi i ”vecchi” raccontavano che Orlando era passato per Muro e Bella per dirigersi chissà dove e che nella salita verso il massiccio montuoso de “L’Aquilone” aveva scaricato la sua rabbia spaccando letteralmente con la sua spada (la mitica “Durlindana”, spada dei paladini di Francia, che gli venne meno nella famigerata battaglia di Roncisvalle dove perse la vita a causa di un’imboscata) una enorme roccia che da quel momento prese il nomignolo di “pietra di Orlando”; ma il cavaliere-paladino non si accontentò della montagna spaccata e fece in modo che il suo cavallo scaricasse una calcio ad uno dei grossi massi prodotti dalla spaccatura; masso che dopo un volo quasi stratosferico andò a posarsi in una località che prese il nome di “Sasso” in onore dell’ardimentosa e cavalleresca impresa.

La pietra di Orlando da Roncisvalle, paladino di Francia

E si diceva anche come la furia di Orlando avesse terrorizzato l’enorme popolazione avifaunistica che stanziava, tra animali mostruosi, in quegli anfratti rocciosi che all’epoca erano davvero inaccessibili all’uomo (tranne Orlando !!); e si raccontava di uccelli rapaci tra aquile, falchi e corvi che da quel momento erano del tutto scomparsi.

Con il passare dei secoli, comunque, e con la calma del tempo quegli uccelli sono ritornati negli antichi luoghi prima per esplorare, poi per nidificare e, infine, per allargare la loro stanzialità fino a formare intere colonie.

Poi i tempi sono cambiati di nuovo e l’avifauna si è di nuovo frantumata quasi a scomparire mano a mano che l’uomo si avvicinava alla montagna e la invadeva senza regole.

 

In questo quadro, tra mitologia e storia, ecco arrivare Carmine Lisandro, l’uomo che osserva e quasi parla agli animali; e dopo averli osservati e studiati detta le regole per contenere l’invasività dell’uomo comune che, probabilmente, non conosce la mitologia e men che meno la storia.

A chi gli chiede come è nata la passione per gli animali in genere e per gli uccelli in particolare Carmine ama rispondere: “Ho cominciato da bambino. Una volta la befana mi portò una diligenza del western con cavalli di plastica, così in primavera presi una lucertola e la feci giocare. Ero sciocco, le davo da mangiare il pane. Oppure prendevo i grilli, perché mi attiravano i colori delle ali. Mi capitò anche un orbettino, una lucertola senza zampe, color giallo oro. Inseguivo i granchi al fiume. Non c’erano altre distrazioni, perciò mi sono dedicato agli animali” (fonte “Fuorisentiero” di Maria Rosaria Cella).

Il massiccio montuoso tra Muro e Bella - di fronte Toppo San Pietro Aquilone (1.64 mt. slm), a sx Toppo Macchia (1.073 mt. slm), a dx Monticello (1.046 mt. slm); nel mezzo ben visibile la "pietra di Orlando".

Ma Carmine Lisandro è un naturalista puro ed oltre agli animali ama visceralmente l’ambiente per la cui integrità non lesina consigli: “A tutti, direi di riflettere dieci volte su ciò che stanno per fare. Ricordo la pubblicità di una mamma che buttava tutti i rifiuti nella culla del bambino. Era scioccante. Se non vogliamo lasciare schifezze ai giovani, dobbiamo pensarci bene. Alle istituzioni, specialmente quelle scolastiche, proporrei di educare i ragazzi: questa è l’unica speranza. Potrei poi raccontarti l’esperienza del SIC, per la quale mi sono impegnato molto. Ci sono voluti molti anni, la burocrazia è lenta. Ma la sento una mia creatura. Per fare ciò servono persone semplici, poco interessate anche dal punto di vista economico. Serve un animo semplice per gustare certe cose” (fonte “Fuorisentiero” di Maria Rosaria Cella).

Bellissima immagine del "corvo imperiale" e sotto un nido con i piccoli in attesa del cibo

Ma Carmine Lisandro non si è fermato alla semplice osservazione e, credo, sulla falsariga della mitologia e della storia ha cominciato a fotografare e a fare riprese, prima rudimentali e poi sempre più specialistiche e professionali, fino a dare vita ad apprezzabilissimi docu-film che hanno riscosso un certo e diffuso successo tra Belle e Muro Lucano, in provincia di Potenza, nella regione Basilicata e in tutto il Paese.

Da qualche tempo a questa parte Carmine (che al momento ho il piacere di conoscere soltanto per telefono) ha scoperto la presenza, sulla pietra di Orlando (più vicina a Bella che a Muro), del “corvo imperiale” che dopo le rarissime “cicogne nere” (scoperte sempre da lui) sta restituendo, in termini di interesse, la giusta risposta ad un territorio, impervio e difficilmente scalabile, che si presta anche all’occhio nudo ed inesperto, per una nidificazione soddisfacente.

 

Scrive la giornalista Emanuela Calabrese su “Cronache Lucane”: “Il bellese Lisandro è anche autore di un noto documentario naturalistico <Lucania a nord ovest>, in cui ha raccolto i suoi lavori documentaristici, in anni di appostamenti. <Il Corvus imperiale – Corvus corax – Linneaeus 1758> è il più grande passeriforme europeo, le ali superano 1,3 metri di apertura e dal becco alla coda è lungo tra i 62 ed i 70 cm. … la sua dieta è onnivora ed il suo peso si aggira intorno ai 500 – 1500 grammi …”.

 

Lisandro ha lanciato un appello, quello cioè di tenere a bada curiosi, scalatori e crossisti almeno da gennaio a maggio di ogni anno, perché è in quel periodo che i corvi imperiali nidificano. L’appello è già stato raccolto dal sindaco di Muro Lucano, dr. Giovanni Setaro,; la speranza è che venga raccolto anche dagli altri sindaci del territorio; la salvaguardia della specie è cosa davvero molto importante per l’intera zona ma anche per il flusso turistico.

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Commento

  1. Che bello scoprire che le “belle persone”, esistono e si, sarebbe ora che”facessero notizia” per offrire alle nuove leve esempi migliori di quelli che offre loro lo squallido orizzonte dei”vuotia perdere” che popolano le cronache

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