il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

IL RUOLO DELLA DONNA NELL’AGRICOLTURA CONTEMPORANEA, MULTIFUNZIONALE E INNOVATIVA

 

Michele D’Alessio

L’agricoltura moderna e del futuro, stretta tra globalizzazione e crisi dei mercati, è chiamata per la sua sopravvivenza a nuove sfide. Una delle possibilità da considerare è quella di realizzare a livello aziendale anche attività innovative che si aggiungano a quelle tradizionali, sfruttando le potenzialità dell’agricoltura multifunzionale.
Ci siamo domandati se la presenza della donna in agricoltura avesse relazione con una maggiore attitudine all’innovazione. Per rispondere al quesito si sono incontrate non poche difficoltà, a partire dall’individuazione del ruolo decisionale della componente femminile nelle imprese agricole. Infatti le statistiche ufficiali, per come sono strutturate, aiutano solo in parte a capire i processi in atto nella complessa ed eterogenea realtà italiana. Il panorama generale ci mostra come le donne impegnate in campo agricolo si devono confrontare con una certa disparità di trattamento rispetto agli uomini: stipendi più bassi, minore possibilità di prendere decisioni strategiche, difficoltà ad assumere posizioni di comando, e anche in questi casi si trovano a gestire aziende agricole mediamente più piccole. Tendono a essere più vulnerabili in caso di disoccupazione e fanno inoltre più fatica ad accedere a finanziamenti e a ottenere formazione sulle nuove tecnologie. Il protagonismo femminile ha rivoluzionato l’attività agricola come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le agritate, gli agriasili, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy, gli orti didattici, ma anche nell’agricoltura a basso impatto ambientale, nel recupero delle piante e degli animali in estinzione oltre che nell’agriturismo. Nell’attività imprenditoriale le donne agricoltrici italiane – conclude la Coldiretti – hanno dimostrato capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, la tutela della qualità della vita, l’attenzione al sociale, a contatto con la natura assieme alla valorizzazione dei prodotti tipici locali e della biodiversità. Oggi in Italia le aziende agricole con a capo una donna sono quasi 500 mila, cioè oltre il 30% del totale, mentre le lavoratrici rappresentano quasi il 40% della forza lavoro complessiva del comparto.                                                                                                              Tuttavia il ricambio generazionale non sembra favorire l’aumento delle donne impiegate nell’agricoltura: solo il 4,9% degli agricoltori è rappresentato da donne under 35, mentre oltre il 40% delle donne che lavorano in questo campo sono over 65 – rispetto al 27,6% degli uomini. Se il trend non cambia, nei prossimi anni il gap tra i generi potrebbe quindi allargarsi.                                                                                                Secondo i dati Eurostat sulla forza lavoro del 2016, nell’Unione Europea a 28 Stati (UE-28) le donne rappresentano il 35,1% della forza lavoro agricola. Tale percentuale risulta di 10 punti percentuali inferiore alla quota di donne sul totale della popolazione lavorativa (45,9%). Nei fatti, probabilmente, la realtà è molto più complessa di quella dettata dai numeri, in quanto spesso le posizioni lavorative ricoperte dalle donne nel settore agricolo assumono una dimensione informale e non risultano nelle statistiche ufficiali. Questo perché, in generale in Europa, così come in Italia, le aziende sono di dimensioni medio-piccole e per lo più a carattere familiare, dove l’aiuto dei componenti della famiglia non sempre è registrato.

Le donne rappresentano oltre il 40% della forza lavoro agricola in soli cinque Stati membri: Austria (44,5%), Romania (43,1%), Polonia, Grecia e Slovenia (41,1% in ciascuno dei tre Paesi). Per contro, le percentuali più basse di donne contadine sono state segnalate in Danimarca (19,9%) e Irlanda (11,6%). C’è una stretta correlazione tra la percentuale di donne in agricoltura sia con la corrispondente quota maschile che con la propensione agricola dei Paesi. Infatti, i Paesi con quote significative di forza lavoro femminile sono proprio quelli dove anche la percentuale maschile è rilevante e hanno una importante propensione agricola.                                                          Anche gli altri numeri non sono particolarmente confortanti: il guadagno orario lordo delle donne è in media più basso di quello degli uomini del 16,2%. La superficie media delle aziende agricole a gestione femminile è di 6,4 ettari, meno della metà della media maschile (14,4 ettari). Di conseguenza anche il rendimento medio è molto più basso: 12.000 € per le donne rispetto ai circa 40.000 € di media per gli uomini.
E la disparità è ancora più accentuata se si considera nel complesso la quantità di terreni controllati da donne: solo il 12%, rispetto al 61% controllato da uomini (il 27% rimanente è controllato da entità legali, come grandi aziende).

 

 

5 Commenti

  1. Il ruolo delle donne in agricoltura è oggi di fondamentale importanza nella produzione alimentare, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e in quelli a forte vocazione rurale….

  2. Del caporalato e dello sfruttamento femminile …ne vogliamo parlare…..e delle busta paga r che dite….che risultano che hanno lavorato un certo numero di giornate a 48 euro, la paga prevista dal contratto provinciale, ma in realtà hanno lavorato il doppio dei giorni a 25-30 euro. Spesso esiste un vero e proprio accordo tra datore e lavoratore: per vedersi riconosciute le 51 giornate che permettono di accedere alle indennità di
    disoccupazione, malattia, maternità, agli assegni familiari, il bracciante ne deve lavorare 80, se ne vuole 102,
    ne deve lavorare 130, per 151 giornate deve lavorare tutto l’anno. Molte aziende sostengono, infatti, che
    quello che il bracciante percepisce dalla disoccupazione vada ad integrare i 48 euro che dovrebbero versargli a giornata

  3. La donna ha sempre avuto un ruolo importante nell’agricoltura italiana, in origine, ed in parte anche oggi, dovuto allo stretto legame con la dimensione familiare dell’agricoltura italiana.

  4. L’imprenditoria femminile è quindi una realtà importante e non transitoria nell’organizzazione della produzione agricola. La loro presenza è stata stimolata anche dall’attenzione istituzionale nei confronti dell’insediamento femminile alla direzione dell’impresa ma è anche il frutto di scelte spontanee della componente femminile

  5. Il ruolo delle donne nell’agricoltura, l’impronta femminile sulla terra, declinata nell’alimentazione, nell’arte e nel paesaggio…..ovunque la donna e’ importante….

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