il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

UNA MERINGA PER SERVIRLA MAESTRO

 

Hai roteato il mantello del tuo frack per un‘ultima volta e da vero Mandrake ci hai lasciato senza parole… Gigi hai preferito il Paradiso!

Sei sceso dal podio, dopo averci permesso di vivere e condividere i tuoi successi televisi, teatrali e musicali e, da grande ed inimitabile showman quale eri, riuscivi a farci rimanere incollati alla TV o ad ascoltarti, come solo pochi riescono a fare!

Gigi Proietti, artista di qualità, fine umorista del teatro italiano, attore intelligente, elegante e signorile che negli anni ha saputo impastare queste qualità con l’ironia e l’allegria, ed hanno permesso a Gigi di essere amato da un pubblico trasversale.

Un’inimitabile mattatore, appassionato anche di cucina e di buona tavola: i suoi gusti da romano verace cresciuto a “gricia” e “amatriciana”, lo portarono, per un breve periodo, a gestire un ristorante tutto suo.  Spesso invitava le persone a trascorrere più tempo a tavola, parlava del senso della condivisione, l’importanza della famiglia e soprattutto del ridere insieme!

Riguardo a questo argomento resta famosa una sua frase:

“Potrei esserti amico in un minuto, ma se nun sai ride mi allontano. Chi non sa ride, mi insospettisce”.

Parlava spesso della sua gioventù e della sua famiglia; ricordava le sere d’estate al tempo dei “fagottari”(ed anche la sua famiglia lo era), di quando si andava a cena fuori da La Rosetta, all’Appio Latino, la targa davanti la trattoria recitava “ACCETTANZI CIBBI PROPI”: se volevi ti portavi da mangiare da casa e da Rosetta prendevi solo del vino; era una festa, conoscevi  altre persone, chiacchieravi, scherzavi e condividevi….

Buongustaio da sempre, Gigi spaziava dalla trippa alla romana, alla carbonara, dalla amatriciana alla coda alla vaccinara, dai carciofi alla giudìa, all’abbacchio brodettato, suo piatto preferito. Nei suoi momenti di dolcezza il maestro amava gustare le meringe: “so’ così bianche, leggere, friabili e  così bone”!

Alcune delle sue pellicole a tema gastronomico: “Mortadella”, un film del 1971 diretto da Monicelli, oppure “Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d’Europa”di Ted Kotcheff , per finire con la fiction “Mai storie d’amore in cucina”, trasmessa su RaiUno.

Il nostro ultimo abbraccio a Gigi, con alcune sue “ricette” sull’amore :

Stare vicini lasciando spazio all’altro e imparando ad amarne le differenze..!

Dalla crisi non si esce con l’odio, la rabbia: quelle sono solo le conseguenze. La soluzione, invece, è l’Amore, è il far tornare di moda le persone perbene…

 

Ingredienti: per 12 MERINGHE

100 g di albumi a temperatura ambiente

100 g di zucchero semolato

100 g di zucchero a velo

4 gocce di succo di limone

Procedimento:

Mettete in una ciotola gli albumi insieme al pizzico di sale. Iniziate a montarli aggiungendo, poco alla volta lo zucchero semolato.

Montateli a neve fermissima fino a quando otterrete un composto lucido.

Aggiungete ora lo zucchero a velo setacciato, sempre un cucchiaio alla volta, seguito dal succo di limone, mescolando dal basso verso l’alto con una spatola fino ad amalgamare.

Trasferite il tutto in una sac à poche con bocchetta liscia e date forma alle meringhe. Rivestite una teglia di carta forno e disponetele una accanto all’altra .

Cuocete in forno statico preriscaldato a 90°per circa 3 ore: a forno spento dovranno asciugarsi lentamente al forno ricordando di mantenere lo sportello socchiuso almeno per un’altra ora .

Sfornate, fatele raffreddare e mangiatele.

Il dolce è servito!!

 

 

 

 

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