il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

EMERGENZA SANITARIA : IL LAVORO AGILE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, SMART WORKING, FINO A QUANDO?

 

Dr. Pietro Cusati

(Giurista – Giornalista)

Roma 17 dicembre 2020 “La Pubblica Amministrazione  è il più grande datore di lavoro d’Italia e sarà sempre più il pilastro per il rilancio del Paese,  dobbiamo  sganciarla da modelli organizzativi rigidi che non hanno permesso alle grandi competenze che ci sono di sviluppare appieno le loro potenzialità. L’innovazione organizzativa dello smart working entrerà a regime e cambierà radicalmente la valutazione delle performance, consentendo di misurare cosa effettivamente si riesce a produrre per andare incontro a un mondo che cambia”.Lo ha detto la Ministra per la pubblica Amministrazione Fabiana Didone, presentando le le linee  guida   per la redazione del Piano Organizzativo del Lavoro Agile  agli Organismi Indipendenti di Valutazione, in occasione dell’avvio del ciclo della performance 2021-2023.Fino a quando lo smart working,il lavoro agile, nella pubblica amministrazione, in modo da ridurre il rischio di contagi Covid,si chiedono in molti,la risposta ancora non c’è. E’  stato introdotto con  il nuovo decreto attuativo della Ministra della Funzione pubblica Fabiana Dadone ,il POLA,il Piano organizzativo del lavoro agile, che servirà a stabilire le regole per il pubblico impiego, dal 2021 in poi. Lo smart working “si svolge di norma senza vincoli di orario e luogo di lavoro, ma può essere organizzato per specifiche fasce di contabilità, senza maggiori carichi i lavoro”.Il decreto rilancio ha già stabilito che entro il 31 gennaio 2021 ogni amministrazione pubblica dovrà elaborare il Piano organizzativo del lavoro agile, in cui prevedere lo smart working per almeno il 60% del personale.Con l’emergenza sanitaria le amministrazioni pubbliche  sono state costrette a considerare il lavoro agile come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione, da attuarsi in forma semplificata, anche in deroga alla disciplina normativa prescindendo da modelli organizzativi. Con il POLA,il piano organizzativo del lavoro agile,il Ministero della Pubblica Amministrazione fornisce  alcune indicazioni metodologiche per supportare le amministrazioni nel passaggio della modalità di lavoro agile dalla fase emergenziale a quella ordinaria,focalizzando l’attenzione sugli indicatori di performance, funzionali a un’adeguata attuazione e a un progressivo sviluppo del lavoro agile. L’attuale disciplina normativa e contrattuale del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche riflette modelli organizzativi basati sulla presenza

fisica in ufficio, con la conseguenza che numerosi istituti relativi al trattamento giuridico ed economico non sempre si conciliano con il cambiamento in atto. Infatti manca il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Il lavoro agile è un nuovo approccio all’organizzazione del lavoro basato su una combinazione di flessibilità, autonomia e collaborazione. Inoltre occorre far leva sullo sviluppo di competenze digitali trasversali ai diversi profili professionali. Ma ancor prima della digitalizzazione, le esperienze di successo mostrano come la vera chiave di volta sia l’affermazione di una cultura organizzativa basata sui risultati, capace di generare autonomia e responsabilità nelle persone, di apprezzare risultati e merito di ciascuno.  Si possono utilizzare indicatori ad hoc per il lavoro agile, ma le dimensioni delle performance devono fare riferimento alle Linee Guida  del Dipartimento della funzione pubblica ed essere le stesse per tutte le strutture organizzative e i dirigenti e dipendenti dell’amministrazione.

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