il Quotidiano di Salerno

direttore: Aldo Bianchini

Ultimo anno al Quirinale: il messaggio di 16 minuti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la prima volta in piedi, di fronte al cortile d’onore, seguito in TV da 15 milioni di persone.

 

 

Dr. Pietro Cusati

(Giurista – Giornalista)

Roma ,Palazzo del Quirinale.Sono stati  circa  15 milioni  le persone che quest’anno  hanno seguito il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pari a uno share del 64,95%. L’anno precedente, secondo i dati diffusi da Rai Quirinale, i cittadini che avevano seguito il discorso del Capo dello Stato erano stati circa 10 milioni , con uno share del 60%,cinque milioni di ascoltatori in più rispetto al messaggio del 2019, il record di ascolti del suo settennato. Un discorso  pieno di fiducia e di speranza e un invito alla coesione, più spazio ai giovani, la ripartenza al centro di quest’ultimo anno di lavoro del suo  mandato. “Il futuro è adesso”. ‘’Aspiriamo a riappropriarci della nostra vita’’. ‘’Ognuno faccia la propria parte’’. “Il divario Nord-Sud, il lavoro che non c’è, le forti disuguaglianze, la tutela dell’ambiente.” La sorpresa  della location : il piano terra della Vetrata, con il cortile d’onore del Quirinale e i suoi archi acceso alle spalle a fare da sfondo, con l’effetto di proiettare all’esterno la figura Presidenziale, quasi a voler dare l’immagine dell’uscita per la ripartenza. La “Vetrata” che chiude il lato corto del Cortile d’Onore, sotto il Torrino e la Loggia d’Onore, dove si svolgono le dichiarazioni durante le consultazioni,la  prima volta in piedi. La difficoltà di trovare le parole adatte per esprimere il pensiero augurale nel periodo della pandemia,in cui convivono angoscia e speranza. ‘’La scienza ci offre l’arma più forte, prevalendo su ignoranza e pregiudizi. Ora a tutti e ovunque, senza distinzioni, dovrà essere consentito di vaccinarsi gratuitamente: perché è giusto e perché necessario per la sicurezza comune. Vaccinarsi è una scelta di responsabilità, un dovere. Tanto più per chi opera a contatto con i malati e le persone più fragili. Di fronte a una malattia così fortemente contagiosa, che provoca tante morti, è necessario tutelare la propria salute ed è doveroso proteggere quella degli altri, familiari, amici, colleghi. Io mi vaccinerò appena possibile, dopo le categorie che, essendo a rischio maggiore, debbono avere la precedenza’’.‘’Proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. Come ci vedono dall’estero? Un Paese proteso nel Mediterraneo e posto per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contributo a costruire la nostra identità. Un Paese che ha appena celebrato Leonardo da Vinci e che quest’anno ricorderà Raffaello, e l’anno prossimo renderà omaggio a Dante Alighieri. Incontro sovente Capi di Stato  e registro una grande apertura verso di noi, simpatia nei confronti del nostro popolo. Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità di dialogo nel rispetto reciproco, per le missioni delle sue Forze Armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo, per l’alto valore delle nostre imprese e per il lavoro dei nostri concittadini”.Abbiamo “problemi da non sottovalutare”:  “Il lavoro che manca per tanti, anzitutto. Forti disuguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. In particolar modo è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali, ma l’intero Paese”.”Abbiamo ampie possibilità per affrontare e risolvere questi problemi. L’Italia riscuote fiducia, questo “deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dare corpo alla speranza di un futuro migliore. Conosco le difficoltà e le ferite presenti nelle nostre comunità, le attese di tanti italiani. Dobbiamo aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse, perché abbiamo risorse di umanità, ingegno, capacità d’impresa”.Un Paese operoso, positivo, “che non ha mai smesso di darsi da fare”.La politica deve occuparsi dei temi concreti della gente.  ”La democrazia si rafforza se le istituzioni tengono in vita una ragionevole speranza”. “Sviluppare una cultura della responsabilità”, che riguarda tutti: dai partiti ai singoli cittadini, alle imprese, ai sindacati, alle associazioni”. La cultura della responsabilità  costituisce  il più forte presidio di libertà e di difesa dei principi, su cui si fonda la Repubblica. Questo comune sentire della società – quando si esprime – si riflette sulle istituzioni per infondervi  costantemente  un autentico spirito repubblicano”. Grande attenzione ai giovani: “ai quali dobbiamo affidare responsabilità. Le nuove generazioni avvertono meglio degli adulti che soltanto con una capacità di osservazione più ampia si possono comprendere e affrontare la dimensione globale e realtà di un mondo sempre più interdipendente”.Venezia ferita dall’alluvione:  ”Il tema della  tutela dell’ambiente è fondamentale per il nostro Paese. I giovani l’hanno capito. E fanno sentire la loro voce proiettati, come sono, verso il futuro e senza nostalgia del passato. Ogni società ha sempre bisogno di giovani, se possibile ancora di più oggi che la durata della vita è cresciuta e gli equilibri demografici si sono spostati verso l’età più avanzata”. L’appello è che abbiano “occasioni di lavoro correttamente retribuite”. E’ un attacco al precariato diffuso, allo sfruttamento. “Dobbiamo riporre fiducia nelle famiglie italiane. Su di esse grava il peso maggiore degli squilibri sociali. Hanno affrontato i momenti più duri, superandoli. Spesso con sacrificio. Fornire sostegno alle famiglie vuol fare in modo che possano realizzare i loro progetti di vita”.Quando perdiamo il diritto di essere differenti,  perdiamo il privilegio di essere liberi. dice Mattarella, questa frase “esprime appieno il vero senso della convivenza”.L’Italia vera e una sola: quella dell’altruismo e del dovere . ” I social sono un’occasione per  ampliare le conoscenze”. Però riconosce che si trasforma talvolta “in uno strumento per denigrare, anche deformando  i fatti”. Sui media,  sul servizio pubblico : “Abbiamo bisogno di preparazione e di competenze. Ogni tanto si vede affiorare invece la tendenza a prendere posizione ancor prima di informarsi”.Un elogio per la cultura, sostegno morale al mondo della ricerca, che ha visitato spesso, è essenziale che la cultura sia disponibile per tutti, e non per pochi: questo il suo auspicio, in un Paese dove l’ascensore sociale sembra bloccato.  La chiusa è per Luca Parmitano, il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale. “Da lassù –  mi ha detto quando ci siamo collegati – avverte quanto appaiono incomprensibili e dissennate inimicizie, contrapposizioni e violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto. E mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: “La speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere”. ‘’Il 2021 deve essere l’anno della sconfitta del virus e il primo della ripresa. Un anno in cui ciascuno di noi è chiamato anche all’impegno di ricambiare quanto ricevuto con gesti gratuiti, spesso da sconosciuti. Da persone che hanno posto la stessa loro vita in gioco per la nostra, come è accaduto con tanti medici e operatori sanitari.Ci siamo ritrovati nei gesti concreti di molti. Hanno manifestato una fraternità che si nutre non di parole bensì di umanità, che prescinde dall’origine di ognuno di noi, dalla cultura di ognuno e dalla sua condizione sociale. È lo spirito autentico della Repubblica. Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori. I prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova. Non sono ammesse distrazioni. Non si deve perdere tempo. Non vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte. Care concittadine e cari concittadini,quello che inizia sarà il mio ultimo anno come Presidente della Repubblica. Coinciderà con il primo anno da dedicare alla ripresa della vita economica e sociale del nostro Paese. La ripartenza sarà al centro di quest’ultimo tratto del mio mandato. Sarà un anno di lavoro intenso. Abbiamo le risorse per farcela. Auguri di buon anno a tutti voi!»

 

 

 

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